I nutrienti

Le piante per crescere sane e rigogliose hanno bisogno di molti nutrienti che le aiutino ad espletare tutte le principali funzioni vitali. La maggior parte di questi elementi viene acquisita in maniera copiosa, mentre di altri ne necessitano solo in maniera ridotta. In definitiva si tratta di trovare il giusto equilibrio nella dieta nutrizionale delle piante acquatiche per avere dei margini di successo. Esistono numerose linee di fertilizzanti liquidi capaci di fornire questi elementi in maniera equilibrata, ma di questo parlerò in seguito. Ciò che ora è il caso di mantenere a mente è che questi elementi si dividono in macro e micro elementi in base appunto alle quantità di cui necessitano le piante: tra i primi abbiamo calcio, carbonio, idrogeno, magnesio, azoto, ossigeno, fosforo, zolfo e potassio, mentre tra i secondi cito boro, rame, manganese, molibdeno, cloro, nichel, ferro e zinco. Non fatevi ingannare dalla distinzione, perché le piante hanno bisogno in egual misura di importanza sia degli uni che degli altri. Somministrare solo i macro senza alcun accenno ai micro porterà gravi disequilibri nell’assetto generale del vostro parco acquatico.

I macronutrienti
Va comunque detto che molti macronutrienti sono facilmente disponibili in acquario a meno che non vengano riprodotte condizioni talmente particolari. Sicuramente idrogeno e ossigeno sono quasi sempre presenti in quantità più che sufficienti nelle vasche di nostra produzione. Anche il calcio e l’azoto di solito sono presenti: in particolare il secondo risulta disponibile grazie all’attività di filtraggio dei batteri attivi e allo scarto organico prodotto dai pesci presenti. Al contrario alcuni nutrienti di questa categoria dovete somministrarli per forza in quanto carenti nella totalità dei casi: parlo di carbonio, magnesio, fosforo, zolfo e potassio.

I micronutrienti
Come anticipato, anche i micronutrienti hanno un’importanza fondamentale nella salute delle piante e quindi non devono essere sottovalutati. Infatti sono rappresentati da tutta una serie di oligoelementi di importanza cruciale, non tanto per la struttura delle piante come nel caso dei macro, ma più che altro per le attività cellulari, in quanto partecipano all’attivazione di enzimi molto validi. La loro somministrazione, quindi, diventa necessaria in acquario in quanto tendono ad esaurirsi subito o a legarsi altrettanto velocemente con diverse sostanze.

Le fonti dei nutrienti
Tutti questi nutrienti citati possono essere somministrati in acquario in base a diverse fonti. Infatti dobbiamo tener conto che le piante riescono ad assorbirli attraverso diverse parti del loro organismo: primo fra tutti l’apparato radicale, ma non dimentichiamo neppure l’assorbimento di nutrienti operato dalle foglie. Sulla base di queste considerazioni viene da sé la necessità di fornire nutrienti in diversa forma, ovvero sia attraverso un fondo fertile adattissimo per le radici, sia attraverso una bilanciata linea di fertilizzanti liquidi che metteranno in azione le capacità dell’ apparato fogliare. Sicuramente la prima situazione propone una cessione di nutrienti nel lungo periodo, necessitando solo dopo  un anno di rivitalizzazione mediante pastiglie apposite. La fertilizzazione della colonna d’acqua, invece, viene ripristinata settimanalmente o addirittura a giorni alterni in base ai diversi protocolli presenti in commercio. In ogni caso è necessario agire con cautela e programmare bene le modalità di somministrazione.

Gli alimenti dei pesci
Forse non tutti lo sapranno, ma la maggior parte del cibo che somministriamo ai nostri pinnuti, è in realtà costituito da tutta una serie di sostanze che sono utilizzate anche dalle piante. Infatti, in particolare il cibo in scaglie, in fiocchi o in pastiglie, viene determinato da altri organismi viventi come altri pesci. Considerate che gli alimenti per pesci risultano quindi ricchi di fosfato e potassio. Ma nonostante queste piccole rivelazioni non cercate di somministrane dosi maggiori per rendere disponibili questi elementi anche alle piante, in quanto sappiamo quanto siano deleteri gli avanzi di cibo in vasca.

I substrati ricchi di nutrienti
In fase di allestimento dell’acquario è irrinunciabile la stesura di un buon fondo fertilizzante. Non è mio compito pronunciare quale sia la marca migliore o il venditore più affidabile. Ritengo che si possano avere buoni risultati con quasi tutti i prodotti presenti sul mercato. L’importante è utilizzarli in maniera corretta, fornendo magari un riscaldamento del fondo che determini uno spostamento degli stessi nutrienti verso le radici delle piante. È questo il sistema migliore per avere una cessione nel lungo periodo, in quanto solo dopo un anno sarete costretti a rivitalizzare il fondo. In alcuni casi tutto dipende da quante piante avete in vasca e che tipo avete utilizzato, ma in linea di massima la durata media è più o meno quella. Comunque si rinvigoriscono facilmente con delle pratiche pastiglie fertilizzanti che vanno interrate nel fondo stesso.

I fertilizzanti liquidi
Sono disponibili diversi fertilizzanti liquidi per piante acquatiche, da impiegare con attenzione perché in eccesso possono determinare problemi come formazione di alghe e tossicità da metalli. I fertilizzanti liquidi possono essere particolarmente utili per apportare ferro chelato all’acquario. Sebbene il ferro sia un micronutriente e serva solo in piccole quantità, spesso in acquario non è disponibile se non fornito nella forma chelata che lentamente rilascia ferro utilizzabile per un lungo periodo. Molti nutrienti dei fertilizzanti liquidi diventano inutilizzabili dopo un breve periodo, in genere per un legame con altri elementi o ossidazione. Perciò è bene trattare l’acquario regolarmente, di solito settimanalmente o ogni quindici giorni. Attraverso la mia esperienza pratica sento vivamente di consigliare l’utilizzo di fertilizzanti liquidi che siano perfettamente in sintonia con un protocollo specifico: mischiare tipologie di fertilizzanti appartenenti a protocolli e case produttrici differenti a volte può riservare sgradevoli sorprese. Inoltre affidarsi esclusivamente ad una linea di prodotti assicura che tutti gli elementi vengano trattati nel giusto equilibrio. Personalmente ripudio i fertilizzanti liquidi in unica soluzione, dove cioè non possiamo scegliere in che misura somministrare un elemento rispetto agli altri, che sia esso in aggiunta o in diminuizione: l’esperienza vi insegnerà che ogni acquario ha le sue regole ed esigenze e che quindi non esistono “papponi universali”. Sarete voi con la vostra conoscenza ed osservazione a capire quando un elemento è carente rispetto agli altri o in eccesso. Sotto questo punto di vista la “flessibilità” e la possibilità di combinazione degli elementi nutritivi all’interno della stessa linea di prodotti secondo me fa davvero la differenza.

Personalmente per tutte queste motivazioni mi sono affidato alla linea di fertilizzanti della Seachem, e devo dire che ho avuto ottimi risultati. La linea propone un protocollo base ed uno avanzato facilmente reperibili in rete (evito quindi di riproporlo), che contengono diversi flaconi specifici in base agli elementi nutritivi da apportare: Iron, Excel, Potassium, Flourish, Trace etc. Ciò, come dicevo poc’anzi, mi ha permesso di dosare ogni elemento in base alle esigenze delle mie piante stagione dopo stagione. Attualmente applico il protocollo base a dosi dimezzate con la somministrazione della dose completa esclusivamente per il ferro (Iron). Inoltre, non abbiate fretta di somministrare subito fertilizzanti pregustando crescite vegetali a dismisura: attendete un mese dall’allestimento ed iniziate a dosi dimezzate del protocollo prescelto, in questo modo eviterete il proliferare di alghe e potrete valutare le esigenze delle piante inserite potendo aggiustare il tiro senza causare grandi danni. Tenete conto che l’assorbimento dei nutrienti dipende da molti fattori, come la temperatura ad esempio, e quindi decidete successivamente se passare a dosi complete o se siano sufficienti quelle dimezzate che state somministrando.

I fertilizzanti in pastiglia
Le pastiglie forniscono un apporto di nutrienti, in particolare ferro, nel medio e lungo periodo in quanto la loro capacità di cessione risulta lenta e costante. Purtroppo, come spesso avviene, la loro funzione è stata leggermente stravolta rispetto al corretto utilizzo che se ne dovrebbe fare. Come anticipato, questo tipo di fertilizzante serve a rivitalizzare fondi fertilizzati ormai abbastanza scarichi a causa del tempo, e quindi non devono essere utilizzate queste pastiglie come soluzione ad una fertilizzazione globale. Non a caso spesso mi sono imbattuto in lamentele di conoscenti che pur avendo inserito piante in acquario con l’aggiunta di queste compresse, ma senza il fondo fertilizzante, hanno visto poco dopo il fallimento del loro progetto. Non commettete questo errore: le pastiglie non possono sostituire la completezza di nutrienti fornita dal fondo fertilizzante, che sia esso a base di terra o no poco importa. Usatele solo come elementi accessori nel caso di rivitalizzazione o potenziamento.

Fertilizzazione di anidride carbonica
Sicuramente la fertilizzazione di anidride carbonica è uno dei problemi principali di ogni acquariofilo. Infatti, essendo un elemento fondamentale per determinare la capacità di foto sintetizzare delle piante, nella maggior parte dei casi è quello che risulta più carente. Infatti essendo un gas, la CO2 spesso viene rilasciata nell’aria attraverso il movimento superficiale del vostro acquario e la quantità che ne viene prodotta da batteri e pesci è assolutamente insufficiente in un acquario ben piantumato. La conseguenza è che risulta irrinunciabile una buon sistema di fertilizzazione aggiuntiva: ne esistono di vari modelli e tipologie (per questo guardate l’articolo nella sezione La Tecnica in acquario), ma tutti rispondono all’esigenza di immettere questo gas il più a lungo possibile a contatto con l’acqua in modo da farlo disciogliere in maniera efficiente. E il tutto in equilibrio in base alle esigenze delle piante e alla salute dei pesci: non dimenticate che ingenti quantità di CO2 possono essere molto nocive per le specie animali che ospitate.

I macronutrienti
Come già detto i macronutrienti sono fondamentali per le piante in quanto senza di essi non riuscirebbero a crescere, propagarsi e sanare eventuali danni della propria struttura. Per questo motivo ne assorbono in maniera copiosa e per questo assicuratevi che siano sempre presenti nelle giuste quantità.

Carbonio
Il carbonio è senza dubbio il nutriente più importante. Viene ottenuto attraverso l’utilizzo dell’anidride carbonica, che viene scissa in ossigeno e carbonio. Sebbene il primo venga utilizzato in maniera poco preponderante e quindi spesso rilasciato nell’acqua, il secondo viene richiesto in grandi quantità per la crescita dei tessuti. Sappiamo che l’anidride carbonica è un gas, e quindi essendo tale tende a volatilizzarsi abbastanza presto, anche in acquario dove lo scambio con l’atmosfera determina questa situazione. Sicuramente ridurre il movimento in superficie può aiutare a ridurre questo scambio gassoso, ma in generale è necessario aggiungere ulteriori fonti di CO2 in acquario. Infatti la CO2 è introdotta nell’acqua grazie al metabolismo dei rifiuti organici da parte di batteri e piante e alla respirazione degli animali. Ma questo come detto, non basta. Ecco quindi, che la tecnica viene incontro alle esigenze di ogni acquariofilo fornendo diversi strumenti capaci di immettere anidride carbonica nel giusto quantitativo. Esistono molti sistemi per introdurre CO2 nell’acqua, ma quello migliore a mio giudizio è spiegato nella sezione “La tecnica in acquario”.

Calcio
Il calcio è un elemento che viene utilizzato dalle piante per sviluppare la parete cellulare e attivare alcuni enzimi particolarmente importanti per lo svolgimento delle loro attività. In genere è presente in quantità sufficiente o anche oltre, nell’acqua che utilizziamo. Per questo non è quasi mai necessario aggiungere artificialmente del calcio nella vasca, a meno che non si utilizzi acqua piovana o da osmosi inversa. In quel caso l’aggiunta di opportuni dosi di sali in generale e di calcio risultano indispensabili per lo svolgimento della vita di piante ed esseri animati. Tuttavia, tagliando anche in questi casi i composti con dell’acqua di rubinetto si riesce a creare un giusto equilibrio tra la presenza di calcio e acqua pura.

Azoto
L’azoto è un elemento nutritivo altrettanto importante in quanto viene utilizzato dalle piante per effettuare la sintesi delle proteine e degli acidi nucleici. Solitamente viene prelevato nelle diverse forme in cui è presente in acquario, ovvero ammoniaca, ammonio, nitriti e nitrati. Di tutte queste forme quella preferita dalle piante è sicuramente l’ammonio, in quanto utilizzano l’azoto proprio in questa forma per sintetizzare le proteine e quindi se lo acquisiscono come nitrati devono dar vita ad uno spreco di energia per ridurlo in ammonio. Quindi quest’ultimo è la forma migliore e la scelta preferita dalle piante. Lo stesso ammonio viene convertito grazie all’attività dei batteri nel filtro, prima in nitriti e successivamente in nitrati. E’ per questo che molte piante cercano di assorbire grandi quantità di ammonio prima che entrino nel filtro per essere “lavorate” dai batteri: è come se ci fosse una sorta di sana competizione per l’acquisizione di questo elemento. Ma non fatevi ingannare, nel senso che non bisogna mai depotenziare il proprio sistema filtrante per consentire alle piante maggiore disponibilità di ammonio. Anche perché i pesci con i loro rifiuti saranno in grado di produrre livelli di azoto sufficienti per lo sviluppo delle piante. Quindi se proprio volete avere la coscienza di questo elemento in acquario, misuratene la consistenza con gli appositi test e solo successivamente, in caso di valori davvero esigui, pensate ad un fertilizzante che contenga poche dosi di nitrati. Calcolate che la condizione migliore è quella di soddisfare le piante ma mantenersi su valori di nitrati inferiori a 25 mg/lt.

Magnesio
Il magnesio è un nutriente strettamente collegato con la presenza di calcio nell’acqua. Non a caso si trova in quantità proporzionali a quelle del calcio. Viene utilizzato come elemento fondamentale e costituente della clorofilla e già questo basta di per sé a descriverne l’importanza. Di solito nell’acqua del nostro rubinetto questo elemento è presente in diverse quantità rispetto alla zona geografica che prendiamo in considerazione. Ma in generale non è necessario determinare aggiunte in acquario: verificatene la presenza e tenete conto che la situazione migliore è quella di mantenersi in un range di 5-25 mg/lt. Se proprio in casi eccezionali, ovvero di presenza di acqua molto tenera, osservate che sia necessaria una fertilizzazione a base di questo nutriente, cercate di non esagerare in quanto se presente in dosi elevate il magnesio inibisce l’acquisizione di altri nutrienti, come il potassio ad esempio. Non a caso la carenza di potassio viene originata proprio da un eccesso di magnesio.

Fosforo
Il fosforo viene utilizzato dalle piante per determinare la circolazione di energia in tutti i tessuti e per attivare determinati enzimi. Di solito viene incamerato attraverso le radici poiché è copiosamente presente nei substrati ricchi di nutrienti adagiati sul fondo sotto forma di fosfati. Fornendo un buon fondo fertilizzante assicurate una buona disponibilità di questo elemento alle vostra piante. Spesso viene rilasciato anche dagli alimenti dei pesci, di conseguenza è davvero inutile aggiungere del fosforo nell’acqua e non lo si fa mai. Al contrario l’attenzione deve essere focalizzata sull’eccessiva presenza di questo elemento in acqua, in quanto alte concentrazioni determinano una proliferazione algale. In natura la sua concentrazione è molto bassa (circa 0,02 mg/lt) ma in acquario di solito si aggira su valori differenti (1-3 mg/lt). Tenete sotto controllo la sua consistenza per evitare che possa creare seri problemi con le alghe.

Ossigeno
Premesso che in un acquario con fitta vegetazione non serve quasi mai introdurre ossigeno in maniera alternativa, sicuramente è bene osservare la concentrazione di questo elemento in quanto, soprattutto di notte vasche molto ben piantumate possono imporre livelli molto bassi che mettono in difficoltà soprattutto i pesci. Infatti, l’ossigeno risulta fondamentale per la fotosintesi e viene acquisito in vari modi, a partire dalla componente assoluta gassosa, all’estrapolazione dalla CO2 fino alla scomposizione della molecola dell’acqua. Durante il giorno, addirittura questo elemento viene immesso in vasca come prodotto di rifiuto da parte delle piante, quindi non sussiste nessuna necessità di inserirlo in maniera alternativa. Il discorso cambia durante la notte, quando le piante smettono di fotosintetizzare e iniziano a respirare, consumando ossigeno e producendo CO2. E’ per questo che in acquari con molta vegetazione i livelli di notte possono diminuire drasticamente in quanto le piante si aggiungono ai pesci e i batteri nella consumazione di ossigeno. In ogni caso è davvero difficile che si realizzi una totale mancanza di questo elemento e comunque in commercio esistono molte tipologie di areatori per risolvere il problema durante la notte. Ma fate attenzione a non eccedere nella somministrazione di ossigeno nell’acqua in quanto spesso questo elemento legandosi con molti altri nutrienti, come il ferro ad esempio, li rende praticamente inutilizzabili dalle piante.

Potassio
Il potassio è importantissimo per tutta una serie di motivi: lo sviluppo dei semi, la proliferazione di radici, la resistenza alle malattie e la fotosintesi. Nonostante sia un elemento cruciale nelle generale salute delle piante e nel loro aspetto, nella maggior parte dei casi viene spesso trascurato dagli acquariofili, che non riescono a spiegarsi il perché di piante che stentano ad essere vigorose e attraenti. La verità è che nell’acqua di rubinetto sono presenti quantità molto esigue di potassio e quindi cercate di immetterlo in vasca con una certa regolarità e costanza mediante fertilizzanti liquidi. Affidatevi quindi a un buon protocollo che ne preveda l’utilizzo senza farvi molti problemi in caso di eccesso.

Zolfo
Lo zolfo è un elemento che contribuisce nella creazione di aminoacidi e proteine. Nella maggior parte dei casi viene acquisito dalle piante sotto forma di solfati: molti fondi fertilizzati a base di terra ne contengono quantità sufficienti per un acquario ricco di piante. In ogni caso anche nella nostra acqua di rubinetto sono presenti quantità adeguate per il vostro acquario, quindi non dovete necessariamente immettere dosi aggiuntive che al contrario potrebbero avere effetti abbastanza disastrosi.

I micronutrienti
Per quanto riguarda i micronutrienti, ho già anticipato che vengono spesso chiamati oligoelementi ed anch’essi sono fondamentali per la salute delle piante. Purtroppo spesso vengono sottovalutati o per ignoranza o per preconcetti. In realtà sono importantissimi in tanti processi biochimici che riguardano l’attività delle piante.

Boro
Il boro partecipa nella crescita delle radici, nel trasporto di carboidrati e nella regolazione del metabolismo. Di solito è ben presente nella nostra acqua utilizzata per l’acquario, quindi non esiste la necessità di doverlo inserire in dosi aggiuntive in vasca. Per cui difficilmente scarseggerà in acquario e nel caso molti fertilizzanti liquidi posseggono borato o borace che potranno aiutarvi in tal senso.

Ferro
Il ferro è senza dubbio uno dei più discussi nutrienti di questa fascia. Forse perché spesso si esagera nel suo utilizzo o a volte ci si trova difronte ad una sua forte carenza, ma in ogni caso bisogna sottolineare che questo componente nutritivo è fondamentale per la respirazione delle piante e per la sintesi della clorofilla. Viene assorbito sia attraverso le radici, se presente in un buon fondo fertilizzato, sia attraverso le foglie acquisendolo dalla colonna d’acqua. Nei casi in cui le piante dimostrino segni di carenza, fate attenzione ai livelli di ossigeno più che al raddoppio delle dosi, in quanto è l’ossigeno che si lega al ferro determinando molecole più grosse inutilizzabili per le piante. Per questo motivo spesso è bene somministrare ferro in forma liquida (ma senza eccedere) in aggiunta a sostanze chelanti, ovvero sostanze in grado di far legare i metalli  in modo che non procedano all’ossidazione e quindi alla creazione di molecole maggiori non assimilabili dagli organismi vegetali. In questo modo il ferro rimane disponibile alle esigenze delle vostre piante. Non a caso la modalità di somministrazione migliore in acquario risiede nei prodotti che contengono il ferro chelato.

Cloro
Anche il cloro partecipa nelle definizione degli oligoelementi a disposizione delle piante. Viene utilizzato prevalentemente per osmosi e fotosintesi e di solito è ben presente nell’acqua di rubinetto, quindi non necessita di dosi aggiuntive. Al contrario con il trattamento di un biocondizionatore si tende a ridurlo a dosi minime prima di introdurre l’acqua nella vasca sia in fase di allestimento che in quella di manutenzione ordinaria.

Nichel
Il Nichel viene utilizzato in quantità estremamente ridotte per produrre enzimi: per questo motivo non avviene mai che scarseggi in acquario e le piante non manifestano mai segni di sua carenza. Pertanto potete stare tranquilli che la quantità necessaria è già compresa nella porzione di acqua del vostro rubinetto.

Rame
Anche il rame viene assorbito in dosi piccolissime per la creazione di enzimi utilissimi durante la fase di respirazione delle piante. Non dovete quindi preoccuparvi di introdurre dosi aggiuntive mediante fertilizzanti, anzi dovreste preoccuparvi del contrario in quanto nell’acqua domestica il rame abbonda e questo può essere un grave problema. Infatti le piante non hanno controllo sulle dosi che assorbono e quindi si limitano ad incamerare tutto il rame che trovano con conseguenze dannose per i loro tessuti: sfaldamento e rottura sono in genere sintomi ricorrenti di eccesso di rame in acquario, assieme a foglie con macchie marroni. Anche i pesci rischiano di soccombere o di ammalarsi a causa di alte concentrazioni di rame e non a caso le piante spesso vengono introdotte proprio per rimuovere questo elemento quando è presente in quantità notevoli.

Manganese
Il manganese viene assorbito sia dalle radici che dalle foglie e partecipa nella definizione della clorofilla e della fotosintesi. Sebbene le piante ne acquisiscano dosi davvero minime, assicuratevi che sia sempre presente in acqua con gli appositi fertilizzanti liquidi, anche se l’acqua di rubinetto dovrebbe essere già una buona base di somministrazione.

Molibdeno
Anche questo elemento è presente nella nostra acqua domestica e in realtà non avrebbe bisogno di essere aggiunto in dosi ulteriori. Ma la sua importanza rende la situazione un po’ diversa e fornire una fertilizzazione liquida a basso dosaggio a volte può avere i suoi frutti. Infatti il Molibdeno definisce l’enzima utilizzato dalle piante per trasformare i nitrati in ammonio per la sintesi delle proteine; diventa cruciale la sua presenza soprattutto in acqua dura dove non sono disponibili grandi quantità di ammonio come fonte di azoto.

Zinco
Lo zinco a dosi elevate può risultare molto nocivo e tossico sia per le piante che per i pesci: consideratelo quindi con prudenza qualora scegliete una linea di fertilizzazione che in ogni caso dovrebbe scongiurare una somministrazione eccessiva. Nella vostra acqua comunque sarà presente a seconda delle zone geografiche: la sua importanza risiede nel fatto che partecipa nella produzione della clorofilla.

Carenza ed eccesso di nutrienti
Dopo questa veloce panoramica sui macro e micro nutrienti in acquario, appare chiaro come sia particolarmente difficile fornire il giusto equilibrio di elementi idonei alla salute delle vostre piante. A volte si rischia di esagerare con alcuni nutrienti, altre volte invece si verifica un difetto di somministrazione. Altre ancora è l’eccesso di un elemento a determinare la carenza di una altro. Senza contare il fatto che i sintomi possono colpire gruppi di piante che per la loro struttura o natura possono avere reazioni diverse o addirittura non evidenti. Il problema quindi è piuttosto complesso. Quello che vi posso dire è che di solito affidandosi ad una linea specializzata di fertilizzazione si riesce tranquillamente a bilanciare i nutrienti, magari non in maniera ottimale, ma almeno efficiente. Cercate di non esagerare nei dosaggi e di non mischiare più prodotti che avranno quindi logiche e tempistiche completamente differenti. Gli stessi quantitativi contenuti nei prodotti rispondono a logiche completamente diverse e solo seguendo un intero protocollo di fertilizzazione si riesce ad avere una somministrazione bilanciata. In ogni caso la chiave di volta di tutto è sempre generata dalla vostra capacità di osservazione: solo voi saprete dire se il vostro acquario ha bisogno di alcuni elementi piuttosto che altri, in quanto è unico ed irripetibile il miscuglio di esseri e piante che avete realizzato, tanto da generare l’incontro di esigenze altrettanto uniche nella loro combinazione. Ad esempio foglie ingiallite sono il segno di grave carenza di ferro, così come macchie marroni sulle foglie testimoniano l’esatto contrario. Spetta a voi, quindi imparare a conoscere il vostro acquario e capirne le esigenze. In attesa che questo avvenga, ecco per voi una piccola lista dei principali segni di carenze/eccesso che possono verificarsi in acquario in base ai nutrienti considerati.

Sintomi e segnali

Azoto: Carenza: tutta la pianta tende al giallo, in particolare le foglie più vecchie si dimostrano più marcatamente ingiallite rispetto a quelle giovani e possono anche morire in caso di forte deficienza. In realtà è molto difficile che ciò si verifichi. Eccesso: un forte aumento dei nitrati determina grandi attacchi algali nei confronti delle piante.

Fosforo: Carenza: i sintomi sono simili a quelli di una carenza di azoto, ma con conseguenze maggiori, in quanto le foglie più vecchie  presentano aree completamente morte. Non a caso spesso si verificano perdite di foglie copiose. Si arresta la crescita  in maniera drastica. In vasche con popolazione corretta di pesci è davvero difficile che ciò accada, mentre le probabilità aumentano negli acquari olandesi. Eccesso: crescita incontrollata delle alghe.

Potassio: Carenza: le foglie giovani non crescono e rimangono molto piccole, mentre quelle vecchie presentano macchie gialle che si espandono lentamente. Eccesso: non sono registrati effetti negativi in questo caso. Fortunatamente visto che attualmente non esistono elementi per misurare la sua concentrazione.

Calcio: Carenza: molto difficile che si manifesti, anche se in acque molto tenere e con gh inferiore a 2 è un’ipotesi realizzabile. I sintomi sono rappresentati dall’ingiallimento dei margini delle foglie giovani, nonché una crescita deforme di quelle nuove. In casi estremi avremo anche la morte delle radici della pianta.

Magnesio: Carenza: le foglie ingialliscono a partire dai margini in direzione dell’interno. La cosa particolare è che le nervature principali rimangono verdi. Difficile comunque che ciò avvenga in acque dure.

Zolfo: Carenza: le foglie prodotte come nuove ingialliscono e si verifica successivamente una colorazione rossastra dovuta alla produzione di autocianine in caso di forte illuminazione.

Ferro: Carenza: in caso di grave carenza la pianta muore in breve tempo. I sintomi principali consistono nell’ingiallimento totale delle nuove foglie che appariranno dapprima pallide e via via sempre più sottili fino a disintegrarsi totalmente. Le piante a crescita veloce sono ottimi indicatori del livello di ferro in quanto saranno le  prime ad accusare l’eventuale carenza.

Manganese: Carenza: si presentano aree gialle nelle foglie tra le nervature che rimangono verdi. Queste aree successivamente anneriscono e muoiono determinando delle classiche ferite allungate. Analoghi sintomi propone l’eccesso di ferro, che blocca appunto l’assunzione di manganese.

Rame: Carenza: si manifesta con la morte delle estremità della pianta. Eccedenza: tossica può uccidere un gran numero di piante e pesci.

Zinco: Carenza: ingiallimento delle aree tra le vene, sui margini e sulla punta delle foglie.

Boro: Carenza: simile ai sintomi di carenza di calcio. Le foglie iniziano a ingiallire dalla punta e periscono rapidamente.

Molibdeno: Carenza: le zone tra le nervature ingialliscono  e in seguito si formano delle aree marroni lungo il bordo con progressiva morte della parte interessata. Anche la fioritura risulta inibita.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *