La collocazione in acquario

La collocazione delle piante in acquario non è un’operazione così semplice o scontata come potrebbe apparire. Innanzitutto necessita di una attenta progettazione del layout, in particolare riferito alla posizione centrale, di fondo o di primo piano che intendete realizzare, e poi bisogna studiare le quantità adatte in base alle modalità di crescita delle piante stesse. Infatti, non sempre è una buona idea inserirle tutte insieme: inserendole a scaglioni potreste avere meglio l’idea degli spazi necessari alla crescita di alcune specie rispetto ad altre. Infatti considerate che non serve riempire tutti gli spazi disponibili della superficie: lasciate almeno 5 cm tra un esemplare e l’altro per permetterne la crescita sana e completa. Solo nei casi in cui le piante devono essere comprese in gruppo la distanza può diminuire di qualche cm. Inoltre fate attenzione all’elemento cruciale nella scelta: dovete scegliere piante in perfetta salute per assicurarvi un ambientamento immediato o comunque in breve tempo. Se al contrario scegliete piante con foglie non perfettamente in salute e radici compromesse, l’ambientamento sarà molto difficile e in molti casi potreste andare incontro ad un deterioramento generato dall’ulteriore stress del cambiamento di ambiente. Infine, tenete conto che anche una vasca ben tenuta e gestita, può risultare non idonea per coltivare determinate specie di piante. Sicuramente avrete alcune specie che riusciranno ad ambientarsi molto meglio rispetto ad altre, a volte senza motivazione apparente, e quindi imparerete col tempo a individuare quali piante sono ideali per il vostro acquario e quali invece è meglio evitare.

I Fattori per la scelta
Il punto focale quindi resta la scelta iniziale: prestare attenzione a determinate condizione degli esemplari al momento dell’acquisto vi metterà al riparo da inconvenienti successivi. Valutate quindi tutti gli elementi possibili per individuare le piante più sane e in salute. Ad esempio la presenza di nuovi getti è un segnale inequivocabile di buone condizioni generali.

Le foglie
Al momento della scelta osservate innanzitutto le foglie, in quanto ottimi indicatori di salute. Osservate se esistono foglie indebolite, ovvero con la presenza di zone gialle, marroni o addirittura buchi più o meno estesi. Premesso che esistono molte varietà di foglie per colori, dimensioni e forme, va detto che questi sono i segnali di una salute non perfetta dell’esemplare che state osservando. Infatti la presenza di macchie gialle sulle foglie o sulle punte, indicano la mancanza di qualche nutrimento, in particolare ferro. Le macchie marroni, come fossero delle bruciature, altrettanto indicano la mancanza di nutrienti che hanno indebolito la pianta. In molti casi possono presentarsi anche foglie molto assottigliate o danneggiate con dei tagli: in quel caso molto probabilmente non sono state maneggiate con cura durante il trasporto. In molti casi basta rimuovere le foglie danneggiate e la pianta cercherà dopo l’ambientamento di produrne delle nuove, ma se qualunque sia il sintomo, sia così esteso all’apparato fogliare, sicuramente introdurre una pianta del genere, anche eliminando gran parte delle foglie, rimane una vera scommessa. Scegliete quindi piante con foglie verdi brillanti, sane nell’aspetto e nel turgore.

Le radici
Anche le radici sono un indicatore evidente delle condizioni di salute delle piante. Molte utilizzano un apparato radicale notevole per prelevare nutrienti, altre ne hanno di meno imponenti in quanto prelevano le sostanze direttamente dalle foglie. Fate attenzione a quale pianta avete scelto e solo successivamente osservate le caratteristiche delle radici: se rispecchiano le aspettative delle vostre informazioni allora procedete all’acquisto. Ovvio che non ha senso acquistare una pianta che dovrebbe avere un apparato sostanzioso, quando in realtà ha solo qualche sparuto filino bianco. In linea generale, comunque sia la specie da voi scelta, le radici per essere in salute e non avere problemi devono essere abbastanza sviluppate, quindi numerose, e possedere una colorazione bianco brillante. Notate anche se portano segni di marcescenza o di danni evidenti provocati magari dall’invasamento.

Il trasporto
Dopo aver individuato le piante in salute molto importante appare anche il trasporto o il tragitto che dovete percorrere per prelevare delle piante e inserirle nel vostro acquario. Se le prelevate da un amico o da un conoscente cercate di inserirle in sacchetti di plastica avvolti in strutture di polistirolo. Cercate di lasciare all’interno del sacchettino una componente di aria sigillandolo in maniera stretta con un elastico, in modo tale da rendere innocui eventuali urti durante il viaggio. Con l’umidità a disposizione le piante non si seccheranno durante il tragitto, ma fate attenzione a non esagerare nelle soste, in quanto la miglior soluzione è sempre quella di inserirle in acquario il prima possibile. Ovviamente nel momento in cui le acquistate dal negoziante di fiducia penserà lui a sigillare le piante in modo da farle arrivare a casa nel miglior modo possibile.

Le condizioni ambientali
Prima di inserire le piante, in fase di progettazione dovete tener presente il fatto che le condizioni che si offrono nel vostro acquario agli esseri viventi, siano essi pesci che piante, sono praticamente le stesse per tutti: quindi anche le piante che scegliete devono condividere la stessa temperatura, la stessa durezza dell’acqua  e la stessa sorgente luminosa. Le piante scelte dovranno quindi avere in comune il fatto di trovare soddisfacenti le medesime condizioni che avete riprodotto in acquario.

Zona di coltivazione
Un fattore di scelta molto importante, ma puramente estetico, risiede nel fatto di individuare le piante adatte per la zona centrale, di fondo, o di primo piano dell’acquario stesso. Nella zona di fondo inserite di solito piante  a stelo che cresceranno molto coprendo il vetro posteriore dell’acquario. Nella zona in primo piano inserite piante piccoline e basse che non copriranno la zona centrale. Infine per il centro utilizzate piante che sopportino bene le potature frequenti che dovrete applicare per mantenere la gradualità scenica nella disposizione delle varie piante.

Velocità di crescita
Dovete dividere le piante a crescita veloce da quelle a crescita lenta, in particolare programmando un diverso inserimento. Questo perché le prime si ambientano subito e iniziano a consumare immediatamente molte quantità di nutrienti sottraendole di fatto a quelle a crescita lenta che faticano più delle altre a recepirli. Tra le piante a crescita veloce conosciutissime sono le specie di Cabomba o Egeria, mentre tra quelle a crescita lenta abbiamo tutte le piante da primo piano come le Anubias. Piante a crescita veloce possono quindi esaurire grandi quantità di elementi nutrienti prima che le altre riescano a riprendersi dall’ambientamento rendendo difficile la loro crescita. Inserite prima le piante a crescita lenta e solo dopo che si siano ambientate a dovere inserite quelle a crescita veloce. Se al contrario non avete tutta questa pazienza e volete inserirle tutte insieme fornite almeno a quelle svantaggiate dei supporti di nutrienti aggiuntivi come pastiglie o compresse in prossimità delle radici.

Forma e colore delle foglie
Anche la scelta delle piante con foglie differenti gioca un ruolo fondamentale nella formazione dello scenario: alternate il più possibile gli esemplari a foglia lunga con altre a foglia larga. Utilizzate anche piante a foglia soffice. Tutto questo renderà lo scenario molto variegato ed attraente ma fate attenzione, perché sapete già che colori e forme differenti delle foglie indicano condizioni completamente differenti di cui necessitano le piante che le posseggono. In primo piano scegliete invece la stessa tipologia e lasciate solo al centro e al fondo il compito di variare il paesaggio acquatico.

Piantumazione
La piantumazione è il momento più delicato dell’inserimento in acquario di piante acquistate o prelevate. Ma prima di procedere alla piantumazione vera e propria cercate di evitare che siano veicoli di trasporto di specie indesiderate in vasca. Sciacquate in acqua corrente le piantine e per bene le radici in modo da eliminare eventuali uova di lumache depositate sulle foglie o appunto tra le radici. Inoltre abbiate l’accortezza di eliminare le foglie danneggiate o le radici compromesse durante il trasporto. La pianta appena piantumata reagirà emettendo nuovi getti e nuove radici. Accorciare queste ultime, al di là del trauma iniziale sarà un buona spinta alla crescita vegetale successiva.

Interrare le piante a mazzi
Le piante a mazzi vengono vendute di solito tenute insieme da alcune fascette di plastica. Rimuovetele con calma evitando di procurare danni alle radici. Di solito i mazzi contengono steli singoli e dovete interrarli singolarmente a una distanza di qualche cm l’uno dall’altro. Se posseggono già radici accorciatele fino a 3 cm e interratele in maniera che ne sviluppino molte ancorando la pianta. Nel caso in cui non siano presenti, eliminate le foglie nella parte finale in basso dello stelo e interratelo ad una profondità di circa 2,5 cm: la pianta produrrà delle radici proprio in prossimità del nodo a cui avete sottratto le foglie.

Le piante in vaso
Le piante fornite in vaso sono dotate di una struttura radicale più sviluppata e si adattano più velocemente. La maggior parte radica in un terreno inerte chiamato lana di roccia, che si può lasciare o meno sulla pianta. Onestamente consiglio sempre di rimuovere delicatamente la  lana in questione e liberare le radici per effettuare una potatura più accurata e soprattutto per evitare che pezzetti della stessa lana vaghino in acquario rappresentando un pericolo per le branchie dei pesci. In qualsiasi caso si deve rimuovere il vaso prima di piantare. Se lasciato, può ridurre o modificare lo sviluppo delle piante e non è esteticamente piacevole vedere i bordi del vaso sopra il substrato. Se ci sono molte radici, tagliatele come per le piante a mazzi. Scavate un buco nel substrato, mettete la pianta e copritela con il substrato e applicate una leggera pressione per sistemarla saldamente. Riempite qualsiasi buco attorno alle radici. Per evitare danni all’apparato radicale è necessario comunque accompagnare con il dito il posizionamento sul fondo della pianta (come fosse una sorta di sostegno rigido parallelo allo stelo), per poi toglierlo una volta posizionata a dovere e lasciare la pianta saldamente ancorata al terreno.

Le piante con radici su rocce o legni
Alcune piante, come Anubias o Felci, sono in grado di radicare su supporti come legni o radici e quindi non vanno interrate nel substrato. Anche loro sono vendute in vaso, quindi rimuovetele delicatamente ed eliminate la lana di roccia in cui solitamente vengono invasate. Successivamente potete accorciare le radici di qualche centimetro lasciando però intatta quella principale chiamata rizoma. Ancoratele a legni o rocce tramite il comunissimo filo di cotone nero utilizzato nelle cuciture. Questo filo è ideale per questa operazione in quanto col tempo si deteriorerà dando il tempo alla pianta di radicare: scelta ottima rispetto a quelli di nylon che rimangono invece permanenti.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *