La propagazione in acquario

In linea generale l’argomento della propagazione delle piante in acquario è molto interessante e abbastanza utile se si mira a mantenere uno scenario estetico sempre comprensivo di elementi giovani e vigorosi. Infatti, tramite la propagazione, sia essa naturale che artificiale in acquario, potete sostituire quando lo ritenete opportuno, magari gli esemplari che ormai hanno concluso il loro ciclo vitale, oppure arricchire semplicemente una zona dell’acquario. Sicuramente in alcuni casi le piante si propagano da sole in base alle condizioni che avete riprodotto in vasca colonizzando alcune aree della superficie; in altri casi invece, come quello delle piante a stelo, siete voi gli artefici di talee che ripianterete dove più vi aggrada. La maggior parte delle piante acquatiche attua una riproduzione asessuata, dando vita a piantine figlie geneticamente identiche alla pianta madre. Solo una piccola parte si riproduce tramite fiori e impollinazione, quindi in maniera sessuata: in quel caso dovete lasciar crescere fuori dall’acqua la pianta stessa aiutandola a produrre fiori. Mancando ovviamente la funzione impollinatrice degli insetti, dovete sostituirvi ad essi attraverso l’utilizzo di un pennellino. Ripiantate subito i semi che nasceranno, coltivandoli però fuori dall’acqua e introducendo la piantina nata solo successivamente. Onestamente è un procedimento complesso che non consiglio agli inesperti: molto meglio seguire la maggioranza delle piante che attuano una riproduzione asessuata, o magari intervenire personalmente nella definizione di talee.

Propagazione naturale in acquario
Dopo una piccola anticipazione, vediamo in che modo si riproducono naturalmente le piante acquatiche e in particolare anche in acquario. Sicuramente è il caso di analizzare tre avvenimenti distinti: la riproduzione mediante stoloni, mediante germogli o con la  creazione di piantine avventizie.

Stoloni
La riproduzione per stoloni avviene mediante dei rami orizzontali che vengono generati dalla pianta madre e che si sviluppano appena sotto la superficie del substrato. Queste estensioni riescono successivamente a sviluppare delle piantine figlie alle loro estremità. Per diverso tempo continueranno a ricevere nutrimento dalla pianta madre crescendo sane e robuste. Con il tempo, quando ormai diventano adulte, la porzione di stolone presente tra le piante figlie e la pianta madre viene interrotto e diventano organismi vegetali a se stanti. Spesso si genera un vero e proprio reticolo di stoloni, in quanto la prima piantina figlia è capace di generare a sua volta altri stoloni. Una buona tecnica è quella di lasciar crescere lo stolone abbastanza facendogli produrre almeno una decina di piantine figlie, e poi scegliere tra di esse quelle che mostrano una maggiore velocità di crescita e adattamento in acquario. Se volete rimuoverle dalla posizione originaria, basta interrompere il collegamento dalla pianta madre tagliando lo stolone, e tagliare anche i collegamenti tra le diverse piantine figlie. Accorciate leggermente le radici e interrate secondo le normali procedure apprese. Molte volte è più interessante lasciare che le piante si diffondano a loro piacimento: questo rende lo scenario più naturale e meno studiato di quanto non lo sia già. Comunque esempi di riproduzione per stoloni sono molto diffusi nelle comuni specie che troviamo nei negozi specializzati: pensate alle varie Cryptocoyne o Echinodorus, o anche Vallisneria, oppure a diverse specie galleggianti. Tutti esemplari ottimi per fare esperienze riproduttive mediante stoloni.

Germogli
La propagazione per germogli è molto simile a quella per stoloni come concetto, con l’unica differenza che i germogli nascono e crescono molto vicini alla pianta madre. La conseguenza è che per rimuoverli e ripiantarli, è necessario tirare via anche la pianta madre. E’ un’operazione fin troppo delicata e adatta non certo ai principianti in quanto la pianta va incontro a continui stress da espianto. Fate attenzione anche all’apparato radicale in modo da non danneggiarlo parecchio. Inoltre la presenza di vecchie radici nel substrato può creare situazioni di marcescenza e difficoltà per le successive piante che inserirete. Questa riproduzione è molto diffusa tra le piante di gruppo.

Piantine avventizie
Le piantine avventizie vengono generate dalla pianta madre non attraverso stoloni, ma semplicemente in alcune parti del proprio organismo. A seconda della specie esse si possono formare direttamente sulle foglie (pensate alla Microsorum Pteropus) oppure negli internodi dello stelo (mi viene in mente la Hygrophila). In entrambi i casi la nuova piantina svilupperà sia nuove foglie che un buon apparato radicale: quando sarà abbastanza efficiente da non avere più bisogno dei nutrienti della pianta madre, la zona di supporto, sia essa la foglia o lo stelo, rinsecchisce e fa cadere la piantina figlia che troverà un nuovo appoggio ancorandosi sul fondo. Potete intervenire prima che ciò avvenga posizionandola dove preferite. Ma fate attenzione che abbia sviluppato almeno 4-5 cm di radici ed abbia diverse foglioline. In ogni caso cercate di lasciarla il più possibile in contatto con la pianta madre. Altre specie molto conosciute che si riproducono con piantine avventizie sono Aponogeton e Bolbitis.

Propagazione artificiale in acquario
Oltre che in maniera naturale le piante in acquario possono riprodursi grazie al vostro intervento. In questo caso potete generare delle talee seguendo il giusto metodo ed avere ottime probabilità che la talea ottenuta inizi a crescere in breve tempo e diventi una rigogliosa pianta. In alternativa, in base alle specie che ospitate in acquario, una buona tecnica di propagazione artificiale consiste nel taglio del rizoma, ovvero la radice principale di alcune piante come Anubias. Anche in questo caso il successo è abbastanza sicuro.

Talea
La tecnica della propagazione per talea viene applicata soprattutto alle piante a stelo, ovvero quelle che hanno di solito un lungo fusto centrale con la presenza di numerose foglie. In questo caso potete formare le vostre talee prendendo in considerazione la parte superiore della pianta o al massimo quella centrale (tenete conto che la maggior parte delle talee che vanno a buon fine sono quelle prelevate nella parte superiore della pianta in quanto esiste maggior spinta vegetativa). Fate attenzione a potare la pianta madre in prossimità di un nodo, ovvero della parte dello stelo che accoglie di solito una coppia di foglie. Lasciate che la talea che taglierete abbia inclusi almeno 7-8 nodi: eliminate le foglie dei primi nodi e ripiantate le talee nel substrato senza esagerare nella profondità. Le talee emetteranno nuove radici proprio dalle porzioni di stelo in cui avete eliminato le foglioline ed inizieranno a crescere. Nello stesso tempo la pianta madre si infoltirà creando molti getti laterali nel punto in cui è avvenuta la potatura. Non a caso questo tecnica viene applicata non solo per produrre delle talee, ma anche per creare cespugli di piante molto belli esteticamente.

Rizomi
Il rizoma è una radice particolarmente ingrossata e utilizzata dalla pianta come elemento di immagazzinamento di nutrienti. L’esempio classico è quello delle Anubias che sono dotate di un rizoma evidente che sostiene la pianta e attraverso una fitta rete di radici inferiori gli permette di radicare su rocce o legni. Anche Microsorum spp utilizzalo stesso sistema, anche se il rizoma è meno evidente. In questo caso potete potare la pianta tagliando una porzione del rizoma in prossimità di un nodo ed ancorare la parte tagliata su un altro elemento di arredo, come rocce o legni. Fate attenzione che la parte tagliata sia formata da diverse foglie attive a da un buon apparato radicale. La nuova pianta emetterà subito nuove radici e nuove foglie, così come la pianta di origine darà vita a diversi getti laterali in prossimità del taglio.

Divisione
La divisione è una tecnica meno diffusa e consiste nel dividere nel vero senso della parola la pianta madre da tutta una serie di getti inglobati alla sua struttura principale. Se una pianta è abbastanza grande e in salute potete dividere la radice principale, ma fate attenzione a non determinare questa operazione in condizioni precarie di salute della pianta. Una volta ripiantate le porzioni ottenute diventeranno col tempo altre piante rigogliose. Utilizzate per lo scopo coltelli molto affilati in maniera da non danneggiare parecchio la zona del taglio.

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