I bivalvi d’acqua dolce

L’altro grande gruppo di molluschi di acqua dolce è rappresentato dai Bivalvi. Il nome deriva dalle doppie valve che proteggono il corpo molle compresso lateralmente. Le due valve sono di forma e dimensioni identiche e danno vita alla conchiglia del mollusco: sono tenute insieme da un robusto legamento dorsale. Sulle valve sono presenti diversi semicerchi di diverse dimensioni che evidenziano la crescita che man mano ha subito la conchiglia nel tempo. All’interno invece le valve sono rivestite di un materiale madreperlaceo molto apprezzato per diversi utilizzi. Spesso, come reazione alla presenza di un parassita, il mantello dell’animale può secernere delle sostanze di rifiuto ricoperta da materiale perlaceo, dando vita a tante piccole perle di forme e dimensioni diverse. Sono senza dubbio anche i bivalvi organismi interessantissimi sia in natura che in acquario. Sicuramente sono esemplari diversi dai gasteropodi: nel loro corpo non esiste un capo, ne tantomeno degli occhi, e la maggior parte della massa interna è costituita da un apparato branchiale complesso capace di filtrare l’acqua alla ricerca di particelle di cibo in sospensione.

Quando l’animale è dedito a questa utilissima attività di filtraggio, spinge al di fuori delle valve due sifoni carnosi. Uno svolge una funzione inalante, l’altro esalante e così vengono svolte sia la funzione di nutrimento che quella di respirazione. Spesso si fissano sul fondo grazie alla funzione che il piede assume in molte circostanze: simile ad una grossa lingua, può servire sia allo spostamento alla ricerca di luoghi più consoni, sia al fissaggio nel substrato per resistere a correnti o altri agenti esterni.

Per quanto riguarda la riproduzione, abbastanza difficile in acquario, risulta evidente che appaia molto più caratteristica che nei gasteropodi. Infatti i bivalvi generalmente sono a sessi separati e una volta prodotte le uova e fecondate, daranno vita a numerose piccole larve. Quest’ultime, dotate di una codina appiccicosa cercheranno di attaccarsi ai pesci presenti o di passaggio insinuandosi nella loro pelle come una sorta di parassita. Quando saranno cresciute abbastanza, il piccolo bivalve dotato ormai della sua conchiglia si staccherà dal pesce per cadere sul fondo e vivere di vita propria. Sembrerebbe un rapporto di simbiosi a senso unico, che di per sé è già una contraddizione! Ed infatti, madre natura, spettacolare come sempre, ha riequilibrato le cose, concedendo ad alcune specie di pesce, come i Rodeo Amara, la possibilità di inserire le uova fecondate direttamente all’interno del tubicino inalatore dei bivalvi, in genere di specie Unio. Le uova raggiungeranno l’apparato interno e senza danneggiare l’organismo ospitante cresceranno protette dalla conchiglia e ossigenate dall’acqua filtrata. Non a caso il maschio del Rodeo Amara protegge per tutto il tempo il mollusco prescelto per la deposizione. Da queste piccole informazioni vi rendete conto come anche questi organismi, comunque in alcuni casi dotati di conchiglie davvero apprezzabili dal punto di vista estetico, possono essere graditi inserimenti nei vari biotopi riprodotti. Anche in questo caso fate attenzione alla loro provenienza e alle caratteristiche dell’acqua che li ospiterà: valgono grosso modo le stesse indicazioni per il guscio dei gasteropodi. Per il resto sarà piacevole vederli posizionati sul fondo e perché no, saranno un punto di richiamo per qualsiasi osservatore.

FONTI IMMAGINI: www.anisn.it
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