I mezzi anti alghe

L’analisi dei mezzi anti alghe non è affatto delle più semplici. Innanzitutto perché non esiste una formula precisa per stabilire quale sia il metodo migliore per combattere un’invasione algale. Sicuramente è molto meglio attuare tutte le regole di prevenzione in anticipo, piuttosto che dover risolvere un problema molto complesso, come è un’invasione algale, in seguito. La prima cosa da fare, dopo aver identificato quale tipo di alga o alghe infestano l’acquario, è ricostruire in maniera esatta la vita della vasca nelle ultime settimane: la presenza delle alghe non è mai dovuta solo ad una causa scatenante, ma ad una serie di concause tutte generate da errori commessi dall’acquariofilo nella gestione della vasca. Verificate allora i valori di azoto e fosfati, e fate mente locale sulle mancanze che per qualsiasi ragione avete concesso nel breve periodo. Fatto questo, un primo passo può essere rappresentato da un buon cambio d’acqua, con pulizia accurata del fondo mediante sifonamento ed asportazione di rifiuti presenti, come avanzi di cibo e resti vegetali in decomposizione. Potete anche rimuovere le alghe meccanicamente, dove possibile, e in maniera estesa: eliminate foglie delle piante colpite inesorabilmente facendo attenzione a non andare oltre il 10% della totalità presente sul fusto. Rimuovete anche gli arredi e lavateli con spazzola e candeggina se necessario. Potete potenziare la capacità filtrante aggiungendo un buon carbone attivo, in modo da eliminare parecchie tossine ancora presenti nell’acqua. Sospendete immediatamente la fertilizzazione liquida, che verrà ripresa in secondo momento, quando avrete risolto ogni problema. C’è anche chi consiglia di ridurre di molto, quasi circa la metà, le lampade e quindi la capacità di illuminazione: sicuramente se accade, evitate che la luce diretta del sole colpisca l’acquario, ma questa è una regola generale che non dovreste mai abbandonare. Nel frattempo, avendo danneggiato anche se in maniera lieve, il reparto delle piante superiori avendo eliminato le foglie colpite dall’invasione, tornate a potenziarlo, magari con piante galleggianti, che si solito sono anche ottime elimina nitriti. In aggiunta a queste disposizioni, riducete drasticamente la somministrazione di cibo ai pesci: qualche giorno di digiuno non comporterà per loro nessun problema e anche nei periodi successivi cercate di alimentarli con parsimonia. Inoltre considerate che una volta debellate le alghe, continuate almeno per altri 10 giorni a rispettare queste indicazioni: solo successivamente tornate a ripristinare le condizioni iniziali, in riferimento all’illuminazione, alla fertilizzazione, alla somministrazione di cibo ai pesce e tutti gli altri fattori.

Farmaci e alghicidi
Sicuramente il ricorso a farmaci o cosiddetti composti chimici alghicidi è il metodo più radicale e drastico per eliminare la loro presenza in acquario, ma a dirvi la verità, è anche quello che sconsiglio vivamente. Questo per molte ragioni, prima fra tutte una considerazione di carattere generale che non deve però essere trascurata: se è vero che questi composti sono molto efficaci nell’eliminare le alghe, è anche vero che sono prodotti abbastanza nocivi, sia per le piante e soprattutto per i pesci. Con la conseguenza che correte il rischio di rovinare l’acquario intero per combattere un’invasione algale. Un altro fattore che mi pone in una condizione ipercritica verso gli alghicidi risiede in una seconda considerazione: sicuramente sono formidabili nell’eliminare le alghe presenti in acquario in quel preciso momento, ma è innegabile che la loro utilità si limita a quello, nel senso che non curano le cause della loro comparsa. Quindi, quello che voglio dire che questi prodotti non sono un rimedio alla vostra incostanza nella pulizia della vasca o alla vostra foga di nutrire i pesci o alla disattenzione dei valori dell’acqua: in definitiva, una volta smesso l’uso del prodotto, come detto non curando le cause della proliferazione algale, le simpatiche alghe torneranno a manifestarsi come e più di prima, lasciando il problema praticamente irrisolto se non peggiorato. Senza contare il fatto che molte specie di esse sembrano sviluppare col tempo un certa resistenza a certi additivi chimici e quindi alla lunga finiscono per esserne immuni. Ad esempio, il prodotto più diffuso in acquariofilia è la simazina, che riesce a bloccare la fotosintesi in maniera molto efficiente: ma tenete conto che tutto ciò non vale solo per alghe, ma agisce anche sulla piante con conseguenze facili da intendere. Inoltre, è stato provato che dopo il trattamento la popolazione di alghe presenti, non solo è ricresciuta in maniera più copiosa, ma addirittura con nuovi generi prima assenti. Fate inoltre attenzione alla salute dei batteri nel filtro, visto che molti prodotti possono procurare danni anche in tal senso. Il mio consiglio è quindi quello di fare prima un’analisi accurata delle cause che hanno generato la presenza e la diffusione incontrollata delle alghe in acquario: una volta ripristinate delle attività di conduzione della vasca più idonee, solo allora si potrà pensare ad un additivo chimico se proprio non trovate altre soluzioni. Ma vi confermo onestamente che io preferisco altri metodi ugualmente efficaci e più naturali, ma comunque ognuno è libero di procedere come meglio crede e quindi in commercio potrà trovare numerose marche di questi alghicidi più o meno simili. L’importante credo, è farlo con criterio e non pensare che esistano pozioni magiche da versare nell’acqua senza logica o metodo.

Mezzi fisici
Alcune soluzioni per combattere le alghe sono in realtà di tipo fisico. Dato per assodato che alcune tipologie possono essere rimosse manualmente per poi cercare di correggere le condizioni che le hanno favorite, sicuramente in alcune specifiche situazioni l’acquariofilo può ricorrere a filtri a maglia fine che possono essere abbastanza utili o comunque ad altri ritrovati tecnologici ben presenti sul mercato. Pensiamo ad esempio alle lampade sterilizzatrici a raggi ultravioletti: queste lampade sono ottime per combattere le fioriture algali. Ma anche in questo caso vale il discorso fatto per gli alghicidi: utilizzare questi componenti tecnici senza pensare a come rimuovere le cause della comparsa significa sottovalutare di nuovo il problema. Quindi nel caso del nostro esempio di fioritura algale e quindi di diffusione di alghe unicellulari, va benissimo usare questo tipo di lampade, ma dobbiamo prendere coscienza che tutto ciò accade a causa di eccessivi rifiuti organici inquinanti nell’acqua. Quindi un cambio consistente del volume aiuterà a rimuovere la causa principale e l’aiuto delle lampade faranno il resto. Il ricorso a dei mezzi fisici può essere un buon aiuto nella lotta alle invasioni massicce di alghe, ma ricordatevi che non potrà mai essere l’unica via, ma un valido supporto nel caso in cui abbiate ben chiaro come agire per migliorare le condizioni della vasca.

Pesci e invertebrati alghivori
Questa tipologie di metodi anti alghe sono di gran lunga i miei preferiti e quelli che onestamente consiglio più di tutti a chi si avvicina a questo hobby meraviglioso. In definitiva credo che rispondere alla natura con la natura sia sempre la giusta soluzione in qualsiasi campo riguardante la vita dell’uomo. Per la gestione di un acquario non credo si debba fare eccezioni: è per questo che non capisco perché ci si affretti a comprare alghicidi e non si presti la giusta attenzione a tutta una serie di pesci e invertebrati d’acqua dolce che sono in grado di risolvere la situazione in maniera migliore e senza danni biologici rispetto ai ritrovati chimici. Infatti, i metodi naturali prendono in considerazione molte specie di pesci alghivori e invertebrati dello stesso genere in grado di cibarsi volentieri delle amatissime alghe. Tutti questi pesci sono tranquillamente reperibili in commercio e quindi non sussiste neppure la difficoltà nel trovarli: fate però attenzione alle loro dimensioni in maniera tale da inserirli in vasche che potranno contemplare la loro presenza. Ma vedrete che esistono ottime soluzioni per qualsiasi tipo di acquario, dal piccolo al medio fino alle grandi vasche. La carrellata di questi pesciolini parte sicuramente dall’Otocinclus affinis, un simpatico pinnuto di dimensioni modeste che deve essere inserito in gruppo con i propri esemplari. È un pesce pacifico e vivace che svolge la sua funzione di mangiatore di alghe in maniera egregia. Per regolarvi sul numero da inserire, calcolate che per un inserimento bilanciato dovete rapportare un esemplare ogni dieci litri di acqua. Anche le varie specie di Ancistrus con le loro bocche a ventosa sono in grado di raschiare anche le alghe più tenaci. Fate attenzione però alle loro dimensioni in quanto crescono molto di più degli Otocinclus superando facilmente i 10 cm. Inoltre nel caso in cui completino l’eliminazione della alghe in acquario fornite anche del mangime in pastiglia a base vegetale altrimenti potrebbero dirottare le loro attenzioni sulle foglie di Echinodorus assottigliandole completamente fino a bucarle. Se avete vasche molto grandi e quindi non avete alcun problema di spazio anche le specie di Hypsotomus possono essere un’ottima alternativa agli Ancistrus: gli Hypostomus raggiungono le ragguardevoli dimensioni di 30 cm. Un altro simpatico rappresentante ed efficiente pesce alghivoro è senza dubbio Crossocheilus siamesi, il quale è molto abile nell’eliminare persino alcune alghe rosse, come quelle a pennello, ed è addirittura ghiotto di alghe verdi filamentose. Infine, per i biotopi asiatici, un ottimo pesce adattabile a tutti gli acquari, purchè di medie o grandi dimensioni, è il Gyrinocheilus Aymonieri anche detto mangiatore di alghe cinese. Questo colorato pesce, oltre ad esibire un arancione quasi dorato, è molto efficiente, ma ha il limite di crescere abbastanza e di diventare col tempo molto aggressivo nei confronti dei propri simili. In molti casi, quando soprattutto abbandona la sua dieta vegetale ingolosito e assuefatto ai cibi somministrati agli altri pesci, può essere un elemento di disturbo per tutti gli abitanti della vasca. Se si riesce a non fargli perdere l’abitudine di mangiare principalmente le alghe, è sicuramente una delle migliori soluzioni per combattere l’ospite sgradito. Questi pesci elencati sono infatti le scelte migliori che l’acquariofilo può prospettarsi, ma in realtà altri pesci possono essere ottimi brucatori di alghe, come ad esempio i Guppy o altri poecilidi. Recentemente, grazie soprattutto alla diffusione che ne viene fatta nei migliori acquari di tutto il mondo, sono salite agli onori della ribalta anche molte specie di invertebrati capaci di svolgere la loro azione di mangiatori di alghe meglio di qualsiasi altro elemento. Sto parlando esplicitamente della Caridina Japonica, crostaceo interessantissimo, e di tutte le altre specie di neocaridine. Al di là della loro funzione, che per essere svolta egregiamente deve vantare un numero di esemplari consistente, sono anche un’ottima scelta estetica e molto particolare per qualsiasi acquario di acqua dolce. Altri invertebrati ugualmente validi sotto ogni punto di vista nella lotta contro le alghe sono le diverse specie di gasteropodi che ormai si trovano facilmente in commercio: le più diffuse sono le Ampullarie che esibiscono colori gialli o turchesi di grande interesse. Anche in questo caso fate attenzione che la disponibilità di alghe sia evidente, altrimenti potrebbero attaccare alcune piante e danneggiarle seriamente. In conclusione, sebbene non esista una formula precisa che possa stabilire quale metodo o quale criterio seguire per eliminare le alghe dal proprio acquario, sento di propendere per la soluzione naturale per i motivi e l’approccio personale già spiegato. Inoltre potrà arricchire la vostra vasca di altri meravigliosi ospiti, oltre che utilissimi. Saranno dei preziosi alleati e ottimi compagni di avventura. Ma non mi stancherò mai di ripetere che qualsiasi metodo adottiate non ha nessun valore se prima non ci si sottopone ad un sereno esame di coscienza sulle modalità e la costanza della gestione del proprio acquario. I metodi potranno aiutare, ma la vera svolta sarà nella vostra capacità di osservare la natura e i suoi elementi, e capire dove e come si è commesso l’errore scatenante. I principali artefici della scomparse delle alghe sarete voi, così come lo siete stati per la loro diffusione. E ricordatevi che in piccola misura la loro presenza è importantissima in acquario, sia come fonte alternativa di cibo vegetale per la dieta dei vostri pesci, sia come fonte primaria per gli avannotti. Perciò disprezzatele ma con cautela e senza esagerazioni di sorta. Un acquario del tutto senza alghe non può esistere!

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