Thorychtys Maculipinnis: carrarmati con le pinne!

La mia esperienza con i Thorychtys Maculipinnis è giunta in un momento particolare della mia vita di acquariofilo. Precedentemente avevo allevato con successo tante altre specie di pesci, riprodotte la maggior parte, e soprattutto avevo consumato una fantastica esperienza con i Discus. Purtroppo avendo due coppie in riproduzione e non potendo dedicarmi attivamente a quel tipo di esperienza, decisi di dare le mie coppie a chi poteva impegnarsi per una buona riuscita dell’evento. In effetti avendo dopo molti anni l’acquario vuoto, mi ponevo difronte ad una scelta non poco semplice. Con  i bimbi piccoli, il lavoro, LA MOGLIE (ed ho detto tutto!), e altri impegni vari, ho dovuto valutare per bene come procedere. Onestamente, tornare ad allevare pesci già avuti in passato, anche con gioia per carità, non mi dava nè entusiasmo nè voglia di fare. Nello stesso tempo, facendo un’analisi onesta e leale del mio tempo da dedicare alla vasca, non potevo acquistare pesci che richiedessero molte attenzioni. Non sarebbe stato giusto per loro, e in fin dei conti, avrebbe finito per stressare troppo anche me, con il tipo di vita che conducevo in quel periodo. Quindi il dilemma era il seguente: quali pesci, belli, interessanti ma molto facili da allevare a livello di attenzioni e condizioni di acqua? Ovviamente difronte ad una tematica del genere, non sempre la risposta è scontata. Spesso difronte alla mia ricerca comparivano le solite specie di poecilidi o ciclidi del malawi. Soprattutto questi ultimi meravigliosi, ma non adatti alle dimensioni della vasca che era ed è di 120 cm. Ecco quindi che al termine delle riflessioni, la mia scelta è ricaduta proprio sui Maculipinnis. Il binomio era perfetto: adattissimi alle dimensioni della mia vasca, e assolutamente perfetti anche per l’acqua del mio rubinetto. Per non parlare della splendida livrea. Una volta individuata la specie da inserire, non rimaneva altro che completare le informazioni per concedere loro una vasca ideale per la successiva riproduzione. La mia ricerca ha prodotto le seguenti informazioni.

I Maculipinnis sono pesci originari del Messico, dove si diffondono su tutto il sistema fluviale del Rio Papaloapan. I maschi solitamente sono più grandi delle femmine e raggiungono tranquillamente i 14/16 cm se tenuti a dovere. Le femmine solitamente non superano i 12 cm. È molto difficile distinguere la differenza tra i sessi: in generale però il maschio sembra avere un corpo più largo rispetto alla femmina e delle pinne caudali leggermente più lunghe ed appuntite. Sono pesci molto robusti, si cibano praticamente di tutto: insetti, crostacei, e diverse tipologie di vegetali, parte secondo me molto importante nella loro dieta. Preferiscono una corrente moderata ed occupano praticamente la parte bassa dell’acquario. Amano moltissimo rovistare nel fondo e fare buche: non a caso il fondo consigliabile è dato da sabbia finissima. Se tenuti in condizioni buone o eccellenti, arrivano facilmente alla riproduzione: è bene partire da un piccolo gruppo di giovani per poi lasciar formare una coppia. Formano infatti coppie monogame e amano deporre le uova su substrati lisci possibilmente riparati da una copertura. Sono molto prolifici, possono deporre anche 500 uova ed entrambi i genitori si occupano  delle cure parentali. La schiusa, a seconda delle condizioni presenti in vasca, avviene all’incirca al terzo giorno dalla deposizione. A questo punto i genitori spostano la prole in una buca sul fondo e li controllano a vista. In questa buca le larve consumeranno il loro sacco vitellino in tre o quattro giorni, e a quel punto saranno pronti a cibarsi di piccoli organismi o piccole alghe. I genitori continueranno a prendersi cura di loro per almeno un altro mese e mezzo. Tutto questo a patto di concedere le condizioni ambientali adatte: il ph deve essere alcalino e compreso tra 7.5 e 8.5 e di conseguenza anche la durezza dell’acqua non è assolutamente un problema. La vasca, deve essere almeno di 200 litri con una lunghezza di 100 cm: questo permette di poter dividere i territori in maniera egregia e salvaguardare gli esemplari che inevitabilmente verranno sottomessi dai più forti. Non dimentichiamoci che abbiamo a che fare con ciclidi di 16 cm! In una vasca superiore ad un metro, possono essere ospitate anche due coppie a patto di creare molti nascondigli. La verità è che i Maculipinnis tutto sommato non sono così aggressivi come molte altre specie di ciclidi: è molto importante concedere dei compagni di vasca che distolgano le loro attenzioni. Lasciare solo due coppie senza altri pesci di “distrazione” sarebbe un errore: sfogherebbero la loro aggressività gli uni contro gli altri in maniera pericolosa. Quindi calmi, ma non troppo: gestite bene la direzione della loro aggressività e non avrete brutte sorprese. Nell’allestimento molte rocce e legni aiuteranno nel creare i vari territori o divisori necessari per gestire il tutto. Il fondo scuro sembra aumentare la loro colorazione meravigliosa e spesso a luci spente la luce che entra da una finestra può mettere in risalto le loro fantastiche iridescenze.

Detto questo, innamorato sinceramente della bellezza e del carattere del pesce, non ho perso tempo, ritrovando entusiasmo, ed ho iniziato a preparare la mia vasca per loro. Le dimensioni di 120x40x50 mi mettevano al sicuro da sorprese sgradite. Ho allestito il fondo di sabbia fine ambrata: mi è sembrato un giusto compromesso tra un fondo scuro (che non amo molto) e uno chiaro che apprezzo di più. In realtà una volta allestito il tutto ho dovuto constatare che nell’acqua la sabbia non appariva così ambrata, e purtroppo era troppo chiara. Ma ormai non potevo certo cambiare fondo! Ho diviso la vasca in due, con due grossi ammassi di rocce laviche ai lati, che fornivano caverne e nascondigli a volontà. Al centro della vasca ho sistemato una grossa radice che fosse in grado di dividere il territorio in due aree. Anche se le piante non sono fondamentali per un allestimento del genere, ho cosparso gli elementi territoriali di Anubias Barteri var. Broad Leaf. In breve hanno colonizzato tutta la radice e le rocce laviche dando un tocco di colore alla vasca. Per il resto ho utilizzato acqua di rubinetto biocondizionata: i valori della mia acqua sono perfetti per i Maculipinnis avendo ph 8, kh 11, gh 15. La temperatura viene mantenuta a 25/26 gradi classici dal termoriscaldatore. In attesa dei Maculipinnis, una coppia di Ancistrus. Infatti la cosa più complessa dell’allestimento è stata la ricerca dei pesci. Onestamente ho avuto modo di constatare che non sono pesci facilmente commerciati nei negozi di acquariofilia: anche con la richiesta di effettuare un’ordinazione, almeno dalle mie parti, i negozianti storcono il naso e continuano a proporti i Meeki. Io ho risolto ordinando i miei Maculipinnis da un noto negozio on line: nonostante i miei timori è andato tutto bene, addirittura con una spedizione nel periodo invernale!

Come prima esperienza decisi di ordinare 5 esemplari giovani di 5 cm. I pesci non avevano accusato assolutamente il viaggio: i Maculipinnis sono dei carrarmati con le pinne! L’acclimatamento è andato benissimo: i pesci gradivano e molto il fondo sabbioso e dopo qualche giorno hanno iniziato subito a scavare buche in zone diverse dell’acquario. Da subito sono emersi due elementi dominanti che hanno preso la parte centrale della vasca, relegando gli altri ai lati delle pareti rocciose. All’inizio i loro colori grigiastri non avevano attirato minimamente i miei piccoli bimbi…ma dopo qualche settimana i pesci si sono trasformati! Sono cresciuti in fretta e soprattutto hanno iniziato a mostrare dei colori meravigliosi, tipici della loro livrea. Il tutto, tra l’altro con buona pace dei miei impegni: il cambio d’acqua ogni due settimane con acqua di rubinetto era una cosa totalmente tollerabile rispetto a quello settimanale con osmosi e tutto il resto dei Discus. Ho capito subito che avevo adottato la soluzione migliore: pesci meravigliosi, poco impegno, e quel poco tempo che avevo a disposizione potevo passarlo ad osservarli con calma sdraiato sul divano! Credo che il merito di tutto questo sia stata l’alimentazione giusta e varia: i Maculipinnis devono avere una dieta povera di grassi e ricca di vegetali. Di fatto io non ho fatto altro che dosare con la giusta proporzione i mangimi avanzati dai Discus. Per la parte vegetale alternavo le zucchine sbollentate che somministravo agli Ancistrus, con il sera Granu Green. Per il resto il Basic della Blu Line e l’Artemia Grains completavano il tutto. In verità anche le pastiglie da fondo spesso venivano inglobate nella loro dieta…Poveri Ancistrus!

Dopo 5 mesi i pesci avevano quasi raddoppiato le loro dimensioni. Purtroppo, nel frattempo la coppia di Ancistrus aveva deposto e portato il tutto a compimento. I miei Maculipinnis hanno predato diversi avannotti e questo apporto di cibo vivo li aveva resi ancora più sgargianti e continuavano ad aumentare le loro dimensioni. Nonostante questo il padre è riuscito a salvare una 50 ina di avanotti!!! Cavolo ho pensato! Ora si che la cosa si complica!

Con mia sorpresa in realtà l’equilibrio che si era creato sembrava perdurare bene nel tempo. Tuttavia, ben presto notai un avvicinamento da parte di due esemplari che mostravano una aggressività crescente. A farne le spese il più piccolo del gruppo: inizia a pensare che ormai 5 esemplari nella mia vasca fossero troppi, nonostante i numerosi Ancistrus concedessero più di una distrazione. Così, a malincuore dovetti cedere un esemplare. Ora rimanevano quattro esemplari che a ragione mi sembravano fossero due coppie. Dieci mesi dopo il loro inserimento, i quattro esemplari hanno raggiunto le dimensioni di 14 cm: un giorno tornando a casa da lavoro notai qualcosa di strano. In effetti nei giorni passati i due esemplari più grandi avevano intensificato di molto i loro colori e soprattutto armeggiavano sotto la radice centrale con una certa frenesia. Anche la loro aggressività era aumentata notevolmente, tanto da far sparire gli altri pesci ai lati dell’acquario. Solo i piccoli Ancistrus sembravano essere tollerati senza preoccupazione. Accostandomi alla vasca vidi l’esemplare più grosso pulire con vigore la radice mentre l’altro si produceva nei classici fremiti che i ciclidi regalano in fase di deposizione. Ci siamo! Pensai!

Le attese furono ripagate. Nel giro di circa due ore, furono deposte all’incirca 400 uova. La femmina con l’ovodepositore estroflesso provava il passaggio sul substrato senza rilasciare uova. Poi pian piano le prime fila sono comparse ordinatamente. Il maschio appena la femmina lasciava spazio passava sulle uova fecondandole con il suo organo. I pesci non sembravano infastiditi dalla mia presenza e mentre la femmina continuava nella sua deposizione, il maschio di tanto in tanto usciva dal nido per osservare che non ci fossero pericoli nei dintorni. La scelta del substrato era molto ragionata: una copertura sopra, entrambe le vie di fuga facilmente osservabili, e soprattutto avevo notato che la femmina aveva già scavato una buca alla base della radice che avevano scelto. È stato meraviglioso vederli deporre. I colori già stupendi, intensificati all’estremo, e gli avvicendamenti così armoniosi che è un piacere averli osservati. Finita la deposizione, il maschio continuava a pattugliare la zona, mentre la femmina ossigenava parecchio le uova con il movimento delle pinne, dando ogni tanto qualche colpetto con la bocca. Le uova, piccole e biancastre sul fondo marrone della radice, facevano bella mostra al centro dell’acquario. Il giorno dopo erano ancora tutte lì, nonostante la notte non avessi lasciato accesa alcuna luce che consentisse ai genitori di difenderle meglio. La coppia si dimostrava molto affiatata nonostante fosse la prima riproduzione: aveva difeso le uova dall’altra coppia e soprattutto da quasi 50 Ancistrus che avrebbero saccheggiato volentieri quella radice! La mattina del secondo giorno le uova erano cambiate: alcune ormai sbiancate perché non fecondate venivano rimosse, un po’ come accadeva ai Discus, tutte le altre invece avevano mutato il colore in grigiastro. Su alcune si potevano già osservare i puntini neri degli occhietti delle future larve. I genitori sempre molto efficienti nella ventilazione e nel controllo: meravigliosi nelle forme e nei colori!

Una volta schiuse le uova la gioia di vederli applicare le cure parentali è stata tanta! Devo dire che ogni pesce che ho avuto in vasca negli anni mi ha insegnato qualcosa: i Maculipinnis mi hanno insegnato che la bellezza della natura a volte può sorprendere anche nella semplicità, e non è necessario per forza percorrere strade tortuose e difficili per poterne godere i frutti.

Consiglierei agli amici il loro allevamento senza ombra di dubbio, e se voi ancora ne avete, beh, cambiate idea, ed ospitate almeno una volta nella vita questi amabili…carrarmati con le pinne!!!

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *