Il mop in acquario

Ho sentito spesso parlare dell’utilizzo del mop in acquario e devo dire che non ho mai avuto grandi necessità di utilizzarlo, almeno fino a qualche tempo fa. E per questo motivo ho deciso di scrivere un articolo sulla mia esperienza.

Innanzitutto chiariamo cosa si intende per mop: il termine riprende il nome in inglese dello spazzolone utilizzato per pulire i pavimenti. In effetti la sua composizione in fatto di forma richiama perfettamente l’oggetto utilizzato per le pulizie. Nella realtà acquariofila il mop viene ottenuto collegando tra loro diversi fili di lana acrilica in modo tale che una volta inserito in vasca, sia lasciato galleggiante che sul fondo, riprodurrà più o meno fedelmente l’aspetto di una pianta dai lunghi steli. Questa sua caratteristica lo rende molto utile nel caso di tentativi di riproduzione di specie che solitamente depongono tra la fitta vegetazione: a differenza delle piante vere il mop potrà essere rimosso facilmente per lasciare che le uova schiudano in vasche adibite al futuro accrescimento, riducendo così la predazione da parte degli stessi genitori o di altri abitanti dell’acquario.

Molti utilizzano al posto del mop delle piante di plastica, ugualmente rimovibili, per carità, rispetto a quelle naturali, ma a mio parere la possibilità che concede il mop di fluttuare nell’acqua e di essere attraversato senza troppi problemi da parte dei pesci, lo rende ancora oggi la soluzione migliore. Molte specie possono riprodursi in questo modo: pensiamo al genere dei Pesci Arcobaleno, oppure agli Pseudomugil, i Killifish, fino al nostro amatissimo carassio in tutte le sue varianti.

Ovviamente affinché il mop svolga la sua funzione è bene che sia in grado di riprodurre l’aspetto delle piante vere, quindi la scelta del colore della lana ad esempio risulta molto importante: il risultato migliore io l’ho avuto con il colore verde scuro, che tra l’altro mi ha permesso di identificare subito le uova chiare sullo sfondo, ma anche il verde chiaro o un marrone scuro potrebbero fare al caso vostro. Sono ovviamente da evitare i colori sgargianti o comunque non naturali, che potrebbero far crescere dubbi ai pesci sull’attrattività del mop.

Certo, in un acquario le piante naturali sono un richiamo decisamente migliore dal punto di vista estetico, ma la funzionalità del mop in queste occasioni è assolutamente eccezionale. Più che altro, tendete nel non metterli in competizione: nel senso che se avete un acquario molto piantumato l’inserimento del mop non porterà necessariamente alla deposizione sperata sul vostro supporto, perché il pesce avrà la scelta ampia di dove deporre e non è detto che preferisca la vostra creazione. Al contrario, avendo solo la possibilità di deporre sul mop, la situazione cambia, ed avrete sicuramente molte uova agganciate sui fili di lana.

L’ideale, come ho fatto io con i miei Watonai, è allestire una piccola vasca da riproduzione, prevedendo la presenza solo di uno o due mop che convinceranno i pesci a deporre quando pronti sull’uno o sull’altro, o addirittura su entrambi. Avvenuta la deposizione potrete riportare i genitori alla vasca di origine ed evitare la predazione delle uova.

Un altro elemento che depone a favore del mop è l’assoluta economicità della sua creazione: per creare un mop servono materiali di facile reperibilità e una bassa manualità nella sua realizzazione. Infatti, avrete bisogno solo di un gomitolo di lana acrilica al 100% e un tappo di sughero o un pezzetto di pietra lavica a seconda che scegliate per un galleggiante o uno affondante. Per il resto forbici e nastro adesivo sono sempre disponibili in casa.

La realizzazione è estremamente facile:

  • si taglia un filo di lana dal gomitolo di lunghezza pari al lato corto di un quadernone rigido (io ho usato questo supporto) e si applica su quel lato del quadernone medesimo assicurandosi di tenerlo fermo in quella posizione con del nastro adesivo;
  • poi si procede avvolgendo la lana intorno al quadernone rigido utilizzando il lato lungo dell’oggetto e finendo quindi per posizionare la lana sopra il filo allocato con il nastro adesivo; potete fare un numero di giri a seconda della consistenza che volete dare al mop (io personalmente applico un numero di giri tra i 40 e i 50);
  • finita questa operazione potete rimuovere il nastro adesivo e fare un nodo con il filo in modo da bloccare e unire i fili di lana posizionati sul lato lungo;
  • fatto questo potete tagliare con le forbici il lato opposto della matassa di lana e potrete quindi liberare il mop dal quadernone rigido;
  • a questo punto se decidete di lasciarlo galleggiante posizionate un tappo di sughero o una porzione di esso all’interno della sezione del mop che avete legato con il nodo formando di fatto una sorta di cappuccio; legate con un altro filo di lana la base del cappuccio in modo da fermare il tappo di sughero all’interno; nel caso voleste ottenere un mop affondante basta utilizzare una pietra lavica o simile al posto del sughero.

Alla fine il risultato che otterrete è più o meno questo.

Il vostro mop è stato realizzato, ma dovete avere un’ultima accortezza prima di inserirlo in acquario: fate bollire un pentolino d’acqua che sia adatto a contenerlo e dopo averlo portato ad ebollizione spegnete la fiamma e inserite il mop e tenetelo in ammollo per circa quindici minuti. Questo servirà a dare un minimo di sterilizzazione al vostro mop e a renderlo più facilmente collocabile in acqua.

Nel video seguente potete vedere l’utilizzo dei due mop realizzati con questo metodo nella deposizione dei miei Watonai white & red: i genitori sono stati rimossi dopo la deposizione ed ho lasciato schiudere le uova all’interno della vaschetta di riproduzione. Ho ottenuto quasi duecento avannotti in questo modo perché alcune uova per quanto sia sono state comunque predate al momento dell’espulsione, ma il numero di uova salvate sono state soddisfacenti.

Anche alla luce di questa bella esperienza riproduttiva, devo dire che l’utilizzo del mop è da archiviare come positivo e posso dire di aver finalmente capito l’importanza dell’utilizzo di uno strumento del genere. Ma la cosa sorprendente è che non dobbiamo solo fermarci all’utilizzo riproduttivo del mop: ci sono tanti altri aspetti da valutare.

Un mop allocato in una vasca, anche piantumata, può svolgere altre funzioni. Ad esempio può essere comunque un riparo e un rifugio sicuro per qualsiasi avannotto che possa nascere nel vostro acquario e aumentare quindi le sue possibilità di sopravvivenza. Inoltre, lo stesso mop potrà essere un terreno adatto per l’insediamento di tutta una serie di microrganismi di cui gli stessi avannotti spesso si cibano nelle prime fasi di vita. Infine, ma non da ultimo, anche i batteri possono facilmente colonizzare il mop, rendendolo di fatto una sorta di piccolo filtro che potrà essere utilizzato anche e soprattutto nel caso di avviamento di nuovi acquari, semplicemente spostando il medesimo dalla vasca di partenza a quella di nuovo allestimento, accorciando così i tempi di maturazione del nuovo acquario.

Per tutte queste ragioni, se mai ne avrete la possibilità o l’esigenza, sento di consigliare vivamente l’utilizzo del mop nel vostro acquario: vedrete che non ve ne pentirete.

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