Lake Martin e cambiamenti climatici

Il lago Martin in Alabama ospita molte specie di pesci tra cui il famoso Morone Saxatilis, ben conosciuto nella zona e nelle gare di pesca sportiva. Tuttavia, quest’anno sono state registrate gravi perdite di questi esemplari nel lago e questa volta non ci sono cause misteriose sulla grave moria che si è verificata durante l’estate.

Alla base dell’evento sembra ci sia la perdita delle condizioni adeguate dell’habitat del lago, causata quest’ultima, dagli ormai notevoli cambiamenti climatici che le modifiche apportate dall’uomo all’ambiente impongono a madre natura. Nello specifico, quest’estate nella zona del lago si sono registrate piogge notevoli e in forte aumento rispetto agli anni passati: tutto questo ha determinato un notevole aumento dell’attività delle turbine adibite alla filtrazione dell’acqua. Paradossalmente l’attività prolungata delle turbine ha generato un fenomeno tutt’altro che positivo, noto come stratificazione degli stati acquatici.

Di fatto si è creata una sorta di identificazione di diversi strati idrici distinti, delle vere e proprie fasce acquatiche in cui non sempre le condizioni soddisfano tutte le richieste degli ospiti del lago. In queste situazioni l’acqua più calda e ben ossigenata viene identificata vicino alla superficie mentre quella più fredda ovviamente in fondo al lago. Il problema è che molte specie, tra cui il Morone Saxatilis, si stabilizzano su zone intermedie, ovvero con acqua abbastanza fredda ma anche con livelli di ossigeno adeguati. Ora se queste zone intermedie, a causa di una stratificazione eccessiva, non si formano, di fatto vengono meno le condizioni di vita per diverse creature acquatiche. Ed è quello che purtroppo ha generato la moria rilevata quest’estate.

Gli stessi biologi, chiamati a dare una spiegazione al fenomeno, hanno documentato l’esaurimento di queste zone intermedie nel lago. La cosa triste è che questi pesci, a causa di diverse dighe costruite dall’uomo, non riescono più a riprodursi nei luoghi di origine e quindi morie del genere assumono contorni di una vera e propria catastrofe.

La speranza dei biologi è che in autunno inoltrato il lago dovrebbe tornare a fornire un habitat consono alla vita del pesce, grazie alla destratificazione delle zone estreme.

FONTE IMMAGINI: sellinglakemartin.com

 

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