Acquario per Discus: le 13 regole

Chiunque abbia mai avuto come passione l’acquariofilia, deve per forza aver pensato anche solo per un momento all’allevamento di un Discus. Non so bene spiegarvi come mai questo pesce abbia da sempre rappresentato la massima aspirazione in questo hobby: onestamente esistono molte altre specie, anche meno esigenti, che sono in grado di fornire molte soddisfazioni ed emozioni al pari del tanto amato ciclide. Eppure, nonostante queste mie perplessità, sono caduto vittima anch’io del fascino indecifrabile di questo pesce: l’ho osservato a lungo nelle vasche di allevamento del negoziante di fiducia e sebbene all’inizio era semplice curiosità, pian piano sono scivolato nella trappola dell’aspirazione al suo allevamento. Perché quindi ho scelto di allestire una vasca per Discus? La risposta sincera è non lo so! Sarebbe troppo facile rispondere che il motivo sono i suoi colori meravigliosi, o la forma inusuale. Altrettanto scontato sarebbe addurre motivazioni circa la curiosità di vederli soffiare sulla sabbia per procurarsi il cibo, o addirittura osservarne i cicli riproduttivi. In verità quando qualcosa mi affascina in campo acquariofilo, non mi chiedo mai il perché: saprò solo successivamente se la mia dedizione ad una specie verrà ripagata. Di una cosa sono sicuro: non l’ho certo deciso perché tutti ritengono che la cura di questo pesce sia la massima aspirazione in questo hobby. C’è sicuramente dell’altro.

Come sempre, quando decido di addentrarmi nell’allestimento di un acquario specifico, impiego molti mesi prima della realizzazione, perché studio ogni minimo particolare, sia in fatto di attrezzatura tecnica che di allestimento. Non corro mai il rischio di allestire frettolosamente la vasca, determinando magari anche degli errori grossolani. Posso solamente rischiare qualcosina su scelte che non sono irrimediabili, ma che possono essere modificate in corso d’opera in base alle necessità del momento. Ecco quindi che il punto di partenza è stato proprio quello di prendere coscienza di tutte queste tematiche.

Innanzitutto la scelta della vasca. Il Discus è un pesce che cresce abbastanza, può raggiungere anche i venti centimetri di diametro e uno spessore consistente negli esemplari sani e cresciuti nelle condizioni corrette di allevamento. La conseguenza è che già da queste prime indicazioni emerge la necessità di una vasca abbastanza grande. Se in aggiunta si considera il fatto che deve essere allevato in gruppo di almeno quattro elementi, il concetto di “abbastanza grande” inizia a diventare molto concreto. Non fatevi quindi ingannare dalle dimensioni apparentemente piccoline degli esemplari presenti in negozio e calcolate invece le dimensioni che raggiungeranno da adulti. Tirando le somme, la vasca minima di partenza per ospitare Discus, deve essere lunga almeno 120 cm e contenere almeno 200 litri netti. È una base di partenza che vi consentirà di ospitare non più di quattro elementi, considerando che la necessità è di almeno 50 litri per ogni adulto,  ma sicuramente ideale per capire fino a che punto sarà amore tra voi e il vostro ospite.

Regola 1: Vasca di grandi dimensioni

Chiarito il concetto delle dimensioni della vasca, dovete ovviamente valutare l’acquisto di attrezzatura tecnica adeguata allo scopo. Innanzitutto il filtro, cuore del sistema, deve essere in linea con il litraggio elevato che dovete gestire: il Discus è un pesce che sporca molto l’acqua e spesso il cibo proteico che viene somministrato fa il resto. Ecco quindi che un sovradimensionamento del filtro non è assolutamente una cattiva idea. Ad esempio, se il vostro acquario è dotato di un filtro esterno adeguato, acquistatene semplicemente un altro, raddoppiando di fatto la capacità filtrante. Personalmente, ho sempre usato filtri esterni dell’Askoll, e devo dire che nel caso della vasca da 120 cm ho optato per un Pratiko 300 dato in dotazione e un’aggiunta di un Pratiko 400. Fate solo attenzione che l’aggiunta di un ulteriore filtro non determini un movimento eccessivo della superficie: i Discus non amano assolutamente le acque troppo mosse o con corrente sostenuta.

Regola 2: Potente ed efficace azione filtrante

Per quanto riguarda il reparto luci, utilizzate quello dato in dotazione nell’acquario: non esistono esigenze notevoli di luce intensa, se non per la coltivazione di piante molto particolari ed esigenti in vasca. Ma vedrete che per rispettare le esigenze del pesce, i vostri esemplari vegetali saranno alla portata dell’acquario medio. Quindi non credo siano necessarie parecchie modifiche. Dal punto di vista dei Discus, al contrario, sarebbe opportuna una illuminazione media, o se preferite qualcosina di più intenso, utilizzate molte piante galleggianti per schermare la luce e creare zone di penombra dove i pesci si sentiranno al sicuro.

Regola 3: Illuminazione media e non eccessiva

Se per l’impianto luci potete adattarvi a quello presente nella vasca (a patto che sia proprio scadente), al contrario vi consiglio altri acquisti dal punto di vista tecnico. Ad esempio il cavetto riscaldante da fondo è un’ottima aggiunta soprattutto calcolando il fatto che dovrete allestire un fondo sabbioso. Esso eviterà la presenza di zone anossiche sul fondo e quindi l’insediamento di batteri  nocivi. Grazie alla differenza di temperatura tra le masse d’acqua presenti determinerà di fatto un movimento continuo che riproduce l’effetto di una falda freatica.

Altro elemento che vi consiglio vivamente è un impiantino ad osmosi: in questo modo avrete la possibilità di ottenere acqua con kh prossimo allo zero. Tagliando l’acqua di rubinetto con quella osmotica otterrete valori indicativi di un’acqua tenera e acida, proprio come piace ai Discus. Fate attenzione a trattare comunque l’acqua che utilizzate con un buon biocondizionatore per rimuovere i metalli pesanti e altri elementi nocivi. Personalmente ho arricchito questo assetto dotandomi anche di un sistema di erogazione della Co2 e di un phmetro con elettrovalvola. In questo modo non solo riesco a garantire una perfetta salute alle piante che inserirò in vasca, ma soprattutto attraverso la regolazione ragionata del phmetro di anidride carbonica, si riesce a mantenere i valori acidi di ph stabilmente, senza grandi variazioni o preoccupazioni in merito. In poche parole si hanno due piccioni con una fava: le piante cresceranno rigogliose e l’acqua manterrà almeno i valori di ph ideali per i nostri ospiti. Se proprio dovessi sbilanciarmi su valori considerati ideali per un accrescimento o allevamento di successo dei Discus vi consiglio questi valori: Ph 6.5-6.8, Kh 3-5, Gh 7-10, No2 Assenti, No3 < 20 mg/l. Ovviamente per la riproduzione il discorso cambia e i valori devono tendere ad una maggiore acidità e soprattutto tenerezza dell’acqua.

Regola 4: Acqua tenera e acida

Infine, utilizzate un ottimo termoriscaldatore. Infatti, anche la temperatura ha un ruolo fondamentale. I Discus devono essere allevati con una temperatura minima di 28°, salvo velleità riproduttive che necessitano di 30°. Assicuratevi che lo strumento sia efficace nel raggiungere e mantenere questa temperatura costantemente: la maggior parte degli acquariofili ignora che spesso le problematiche connesse con questi pesci hanno alla base proprio una mancanza di livelli di temperatura idonei.

Regola 5: Temperatura tra i 28° e i 30°

Tirando le somme a livello di attrezzatura tecnica, possiamo già intuire quali saranno le esigenze dei nostri ospiti: acqua tenera, acida e molto calda. Illuminazione media e ottimo filtraggio completano il quadro.

Per quanto riguarda l’allestimento, da sempre ha suscitato opinioni diverse tra gli appassionati. Una parte della dottrina ritiene che negli acquari per Discus le piante devono essere quasi assenti, mentre devono abbondare legni che creano rifugio e sicurezza. Altri invece, smentiscono questa ipotesi e affermano, che anche se un acquario olandese non è adatto a questo ciclide, una buona presenza di piante renderà lo scenario più accattivante, fornirà molti più rifugi ai Discus e soprattutto svolgerà il compito di filtro biologico aggiuntivo. Onestamente propendo per questa seconda soluzione. Sia perché ho studiato esperienze addirittura riproduttive in vasche con molta vegetazione, sia perché il discorso di vasche spoglie si può accostare a chi vuole cimentarsi nella riproduzione selettiva di questo pesce. Credo, che sia meglio partire con la classica vasca da soggiorno, con un paesaggio acquatico accattivante e con la presenza della giusta vegetazione. Successivamente avrete modo di aggiustare il tiro in base ai vostri scopi.

Di conseguenza, dovrete porvi tutti i quesiti fondamentali per un corretto allestimento. Innanzitutto il fondo, come anticipato deve avere una granulometria molto fine, con dimensione delle particelle inferiore a 1,5 mm: questi pesci amano soffiare sul fondo per cibarsi e quindi evitate granulometrie maggiori in quanto rischierebbero di danneggiare la loro bocca. La scelta migliore è rappresentata da un fondo sabbioso, ma fate attenzione alla sua gestione che deve essere accurata: durante la futura manutenzione sifonate per bene la superficie altrimenti avrete il fondo pieno di alghe in breve tempo. Una soluzione ugualmente positiva è rappresentata da un fondo di ghiaino a granulometria molto fine nel rispetto delle indicazioni date: in questo caso lo sporco tende a penetrare maggiormente tra i sassolini e quindi la sifonatura risulterà ancora più accurata del caso precedente. Riguardo la colorazione, fidatevi dei vostri gusti estetici, anche se consiglio un fondo che sia nel mezzo tra il chiaro (sabbia bianca) e lo scuro (ghiaino nero). Una colorazione che potrebbe fare al caso vostro potrebbe essere l’ambra o il marrone chiaro. Riguardo lo spessore, valutate in base alle piante che vorrete inserire: calcolando che la presenza di qualche grande Echinodorus è quasi irrinunciabile, vi consiglio di partire dai classici 3-4 cm del primo piano per poi raggiungere i 7-8 sul fondo; nel caso utilizzate un fondo sabbioso abbassate di molto la consistenza consigliata. Create una sorta di piccola salita che oltre a dare profondità allo scenario farà in modo di accumulare la sporcizia nel primo piano, dove è più facilmente sifonabile. In questo modo avrete salvato sia esigenze estetiche che pratiche.

Regola 6: Fondo a grana molto fine

Riguardo la presenza di un fondo fertilizzante, potete valutare in base alle vostre scelte. Vi consiglio di utilizzarlo nel caso abbiate pensato di collocare della vegetazione sulla maggior parte della superficie dell’acquario; in caso invece abbiate relegato le piante in zone specifiche, potete utilizzare solo delle pratiche pasticche fertilizzanti da fondo. Collocate in prossimità delle radici delle piante forniranno a lenta cessione tutti i nutrienti di cui hanno bisogno.

Per quanto riguarda la scelta delle piante, dovete fare attenzione soprattutto a tutti quegli esemplari che sopportano senza grossi problemi le temperature prossime ai 30° tanto amate dai Discus, a meno che non vogliate cucinare un buon brodino vegetale. Scegliete tra le varie specie di Echinodorus, Cryptocoryne, Anubias. Molto indicate anche le specie di Vallisneria o la bellissima Rotala Rotundifolia. Sicuramente potete scegliere se riprodurre fedelmente il biotopo di origine con molte Echinodorus o ammettere qualche eccezione come quelle che vi ho indicato. Personalmente non ho mai visto un acquario per Discus senza la presenza di una grande Echinodorus, come il Bleheri o l’Amazzonicus: sono piante graditissime in quanto creano molti rifugi con le loro foglie grandi e larghe. Non sottovalutate neppure la presenza di piante galleggianti: molto utile allo scopo è l’Hydrocotyle Leucocephala, che scherma la luce delle lampade diffondendosi rapidamente sulla superficie. Anche le specie di Vallisneria creano piccoli posti in cui riposare tra le loro foglie fluttuanti. Ovviamente, abbiate il buon senso di collocare le specie più grandi nella parte di fondo della vasca, dove grazie al substrato più consistente, avranno la possibilità di radicare senza problemi. Inoltre, vi consiglio di lasciare la metà anteriore della vasca libera da vegetazione, o comunque con una sparuta presenza di piante da primo piano, in modo da riservarvi ampio spazio per la sifonatura. Ma non solo: i Discus devono avere una zona centrale assolutamente libera per il nuoto.

Regola 7: Piante che sopportano le alte temperature

L’altro grande elemento decorativo della vasca deve essere rappresentato dai legni. Sceglietene di particolari e consoni al layout che avete disegnato. In genere sono molto apprezzati legni di torbiera che rilasciano tra l’altro acidi umici e tannino molto graditi ai pesci. La colorazione dell’acqua può apparire leggermente ambrata, ma vedrete che i pesci si sentiranno a loro agio in queste condizioni. Di solito, da un punto di vista estetico, ho sempre preferito i legni lunghi e slanciati tipici delle radici di mangrovie, che posizionati all’interno della vasca, fanno risaltare sia la profondità dello scenario che l’altezza dell’acquario. Il caratteristico attorcigliamento che questi lunghi legni propongono, rendono ancora più particolare la loro presenza, soprattutto quando vengono collocati in modo tale da spuntare fuori da una folta vegetazione. Ma le mie sono solo considerazioni personali, e potete anche in questo caso affidarvi ai vostri gusti estetici. L’importante è che con la loro presenza forniscano ulteriori zone di protezione a questi splendidi pesci.

Regola 8: Legni accattivanti che offrano rifugio

Chiarito sommariamente il concetto dell’allestimento, non resta che indirizzarvi verso l’acquisto dei pesci. Supponendo che abbiate allestito un acquario di dimensioni minime per i Discus, e che abbiate prodotto un’acqua tenera, acida e calda, perfettamente filtrata, il consiglio è quello di partire con quattro esemplari di dimensioni non maggiori di 7-8 cm; tutto questo per una serie di ragioni. Innanzitutto, dimensioni più piccole renderebbe la cura dei pesci troppo complessa per un neofita del campo: i pasti da somministrare dovrebbero essere complessi e avere delle tempistiche difficili da gestire. Di pari passo anche le operazioni di manutenzione sarebbero più impellenti, con tutte le conseguenze del caso. Dimensioni maggiori, onestamente, potete anche prenderle in considerazione, ma volete mettere la soddisfazione di vedere crescere nel vostro acquario quattro splendidi esemplari?! Inoltre, avrete maggiori possibilità che si formi una eventuale coppia e magari assistere col tempo a qualche tentativo di riproduzione. Credo, quindi, che un piccolo gruppetto di giovani vada più che bene.

Riguardo alla tipologia da inserire, il discorso potrebbe essere altrettanto complesso. Attualmente esistono due specie di Discus identificate: Symphysodon Discus ed Aequifasciatus. Il primo viene anche indicato come Heckel, mentre il secondo si divide a sua volta in Aequifasciatus, Axelrodi e Haraldi. Tutti sono meravigliosi nei colori e nelle forme e le differenze si sostanziano nelle livree. Gli esemplari selvatici, sono ovviamente i più difficili da gestire e quindi vengono sconsigliati ai neofiti. Al contrario, la seconda tipologia creata da selezioni da parte dell’uomo, ormai viene ampiamente riprodotta in diverse nazioni e spesso vengono create colorazioni molto variopinte. Il consiglio è quello di scegliere quella che più vi attira tra quelle disponibili nel vostro negoziante di fiducia. Osservate però che gli esemplari siano in perfette condizioni fisiche prima di procedere all’acquisto definitivo: verificate la salute delle pinne, la grandezza degli occhi in proporzione alla taglia, lo spessore del disco e la vivacità del pesce. Avendo un costo di acquisto elevato (un esemplare può costare molte decine di euro), non vi fidate sempre delle promozioni “3 x 2”: nessun negoziante vi regalerà mai nulla, tantomeno un Discus. Nella maggior parte dei casi tra i soggetti proposti almeno uno ha sicuramente dei problemi.

Regola 9: Acquisto ponderato degli esemplari

Abbiate l’accortezza di determinare un inserimento cauto e ragionato dei pesci una volta a casa. Applicate tutte le regole di normale inserimento con le giuste tempistiche e raddoppiate nel tempo il volume di acqua presente nel sacchetto, determinando l’aggiunta di acqua ogni dieci minuti e senza parsimonia: il giorno dopo potrete attuare un rabbocco senza traumi. Tenete conto che oggi negli allevamenti vengono ottenute riproduzioni anche con acque lontane dalle caratteristiche che giustamente avete riprodotto voi in acquario: quindi paradossalmente dovete lasciargli il tempo di adattarsi a dei valori più consoni alla loro crescita, rispetto a quelli di provenienza. Esigete al momento dell’acquisto quattro sacchetti separati per ogni pesce, con l’aggiunta di una goccia di biocondizionatore protettivo per la mucosa, e avvolgetelo in un materiale ulteriormente isolante, come ad esempio i fogli di giornale. Ricordatevi e attuare le operazioni di inserimento a luci spente e se potete evitate di accenderle fino al giorno successivo.

Regola 10: Inserimento lungo e graduale

A questo punto vi starete chiedendo se bisogna dedicare un acquario intero al gruppetto inserito o se esistono compagni di vasca da poter aggiungere. Personalmente opterei per la prima soluzione, ma è solo una opinione personale e potete al contrario procedere in altri modi. Molti indicano come compagni ideali piccoli pesci provenienti dallo stesso biotopo amazzonico: un bel gruppetto di Corydoras o di Otocinclus possono svolgere una funzione utilissima come quella della pulizia delle foglie delle piante o del fondo. Altri aggiungono piccoli pesci di branco come i Neon, i Cardinali o  Carnegiella strigata o altre specie, ma sempre senza esagerare. Altri ancora optano per la presenza di una coppia di Ciclidi nani, come i Ramirezi o gli Agasizzi. Onestamente non so darvi un consiglio in merito: ripeto che personalmente ritengo di dedicare esclusivamente ai Discus l’acquario allestito e se proprio dovessi inserire qualcosa per rendere l’acquario meno monotematico opterei per il gruppetto di Corydoras o al massimo per i Ramirezi. Per il resto tutto deve essere valutato facendo affidamento al vostro buon senso.

Regola 11: Inserire nel caso solo compagni di vasca
la cui compatibilità è accertata

Altro cruccio, non da meno, è rappresentato dall’alimentazione. Esistono oggi mangimi specializzati per questa specie ed il consiglio è quello di affidarvi ai migliori sul mercato: trovo che non esiste molta logica nello spendere centinaia di euro per degli ottimi esemplari e poi nutrirli con del cibo scadente. Cercate di variare il più possibile l’alimentazione in base alle diverse composizioni dei mangimi: questo eviterà una pigrizia alimentare e fornirà tutte le sostanze di cui hanno bisogno per crescere sani e belli. Non esagerate col cibo vivo o scongelato, poiché può determinare un rapido inquinamento dell’acqua, che deve essere sempre “perfetta” per la salute dei nostri ospiti. Quanto alle modalità di somministrazione, vi consiglio vivamente di munirvi di una mangiatoia automatica. In questo modo riuscirete a somministrare piccole porzioni anche durante l’assenza da casa, dovuta ai quotidiani impegni sul lavoro. Inoltre, è bene che l’alimentazione avvenga in questo modo, ovvero tanti piccoli pasti al contrario di uno unico e abbondante. Esperienze di allevamento concrete  hanno dimostrato una migliore crescita e una salute più stabile adottando questo sistema. Entrando nel merito, consiglio innanzitutto un ottimo granulato di base, che rappresenterà la parte principale della dieta, e come complemento potete utilizzare un buon mangime vegetale e del cibo liofilizzato, come Artemia ad esempio. Soprattutto quest’ultima varietà di cibo si può ben prestare nell’inumidimento con vitamine, che alla lunga dimostrano tutta la loro importanza nell’alimentazione di questo ciclide. Non spendete grandi somme nei negozi di acquariofilia, ma acquistate in farmacia composti liquidi, come il Protovit o l’Idroplurivit, con i quali bagnerete il cibo con due gocce per due volte a settimana. Vedrete che variando in questo modo l’alimentazione i pesci vi ripagheranno con tutti i loro colori.

Regola 12: Fornire ottima varietà di cibo e
piccola somministrazione in più pasti

Il problema, come intuite bene non è solo quello di allestire un acquario dedicato ai Discus, ma soprattutto quello di mantenerlo efficiente con il passare del tempo. Questo risulta possibile solo con l’applicazione delle comuni regole di manutenzione ordinaria che viene applicata a qualsiasi acquario. Nel caso dei Discus, però, si consiglia di attuare un cambio dell’acqua settimanalmente, in ragione del solito 30% della capienza totale netta della vasca. Applicate nella circostanza una attenta sifonatura del fondo o la rimozione di foglie in decomposizione delle piante. Anche la pulizia delle parti meccaniche del filtro è raccomandata durante i cambi di acqua. In definitiva non dovete far altro che applicare la manutenzione ordinaria di un acquario in tempi più brevi. Detta così è molto semplice, ma in realtà non lo è affatto. Soprattutto perché produrre acqua osmotica e tagliare quella di rubinetto  non è sempre cosa immediata: si aggiunge il fatto che essendo l’acquario per forza di cose di ingenti dimensioni, la massa di acqua da spostare ogni volta è sicuramente consistente. Alla lunga determinare questa operazione ogni santa domenica può essere snervante e affievolire anche la passione più vera. Se posso darvi un consiglio in merito, fate un ulteriore sforzo ed acquistate una pompa aggiuntiva che vi permetterà di vuotare le vostre taniche in acquario in men che non si dica, o sicuramente in maniera molto meno stancante, che non con il classico recipiente. Per il resto dovete mettere in conto di avere del tempo da dedicare ai vostri Discus e all’acquario, altrimenti evitate di intraprendere una avventura che vi porterà facilmente al fallimento totale. Ricordatevi che state praticando un hobby e che quindi il tempo che dedicate alla vasca deve essere un piacere e un momento di crescita interiore. Se mancano questi presupposti, lasciate stare: l’acquario per Discus non fa per voi.

Regola 13: Manutenzione e cambi d’acqua settimanali regolari

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