Arredamento della vasca: biotopo o non biotopo?

Sicuramente uno dei momenti più belli del nostro hobby è quello di progettare un nuovo acquario, o meglio organizzare il layout che dovrà ospitare piante e pesci in maniera ottimale: in una sola parola la fase dell’arredamento. Ritengo che sia la fase più divertente proprio perché tutto appare ancora possibile e si possono sognare e realizzare tante di quelle variazioni, tutte ugualmente belle e funzionali, da dare spazio a tutta la nostra fantasia. In questa fase dell’allestimento del nostro acquario, la vasca appare come una tela e non resta che dipingere il paesaggio acquatico che ci appare più attraente. Per tutte queste ragioni, c’è chi riesce a realizzare layout molto accattivanti e chi invece, si barcamena come meglio può. Il risultato in entrambi i casi sarà qualcosa di realmente unico e irripetibile e, apprezzato  o meno che sia, sarà pur sempre una nostra realizzazione e per questo in fin dei conti ci apparterrà per molto tempo.

Nel caso di un acquario per Discus, la fase dell’arredamento non può far certo eccezione. Anche se, va detto, il Discus a differenza di molte altre specie è davvero esigente su alcune considerazioni che è assolutamente il caso di rispettare anche nel layout. Quello che voglio dire è che seppur permanga molta parte della realizzazione dell’arredamento affidata alla vostra fantasia e buon gusto, una parte invece è strettamente ancorata alle esigenze irremovibili della specie. Sappiamo infatti che il nostro ospite non potrà fare a meno di:

  • Ampio spazio per il nuoto;
  • Presenza di molti legni sotto cui ripararsi e con i quali delimitare il territorio;
  • Fondo a grana fine anche per facilitare l’alimentazione;
  • Acqua acida e tenera;
  • Massima igiene meccanica e biologica;
  • Temperatura compresa tra i 28 e 30 gradi.

Questi primi fattori imprimono delle scelte obbligate anche all’arredamento della vasca che andremo ad allestire. Qualsiasi progetto avremo in mente, non potrà prescindere dal creare un ampio spazio per il nuoto, includere molti legni, piante e nel caso compagni di vasca che si adattino perfettamente alle condizioni chimiche dell’acqua descritte e ovviamente anche agli alti livelli di temperatura. Ciò che ne viene fuori è una parte rigida del progetto all’interno della quale si potrà spaziare sugli elementi: ad esempio un tipo di legno piuttosto che un altro, diverse zone per il nuoto, colorazione del materiale di fondo e così via.

In verità la prima scelta che l’appassionato deve attuare prima di allestire e quindi arredare l’acquario dedicato ai Discus, è già abbastanza radicale di per sé: è il caso di arredare una vasca biotopo oppure no? La risposta giusta non la possiede nessuno, perché in verità non esiste. Ho assistito alla realizzazione di vasche biotopo per Discus con due o tre elementi che apparivano spettacolari nel loro complesso, come dall’altro lato ho vissuto vasche non biotopo ricche di vegetazione che tuttavia non mi trasmettevano assolutamente nulla. Ma per capire meglio il mio punto di vista entriamo nell’argomento.

La vasca biotopo per Discus è molto semplice da realizzare e si costituisce di due particolari elementi: il materiale di fondo ed i legni. Riguardo il primo elemento abbiamo anticipato come sia necessario che le sue particelle siano a grana molto fine. L’esigenza di utilizzare fondi di questo tipo risiede nel fatto che il Discus ama alimentarsi soffiando sul fondo e quindi alzare un polverone per scoprire particelle alimentari da ingurgitare. In acquario mantiene questo suo spettacolare atteggiamento quando il cibo arriva sul fondo e quindi è consigliabile assecondare questa sua tendenza. La scelta su quale materiale utilizzare, ovviamente pende dalla parte della sabbia. Una vasca biotopo infatti, non prevede la benché minima presenza di vegetazione, quindi il substrato non ha bisogno di grandi strati fertilizzati o ampi margini per permettere il radicamento di piante. Il consiglio è quello di predisporre un esile strato di sabbia di circa 3 cm, che permetta di effettuare facilmente le operazioni di pulizia della vasca attraverso una sifonatura superficiale. Sul colore da utilizzare, dipende molto da ciò che più vi attira. Sicuramente vasche biotopo con sabbia chiara sono molto accattivanti, ma necessitano di una pulizia notevole altrimenti il colore metterà in risalto subito lo sporco che si accumula e magari anche qualche formazione algale. Un buon compromesso potrebbe essere quello di acquistare sabbie con colorazioni chiare, ma leggermente più marcate, in modo da assolvere entrambi i compiti, ovvero quello estetico e quello pratico: ad esempio considerate le sabbie color ambra, secondo me meravigliose. Un fondo di questo tipo, che non ha uno strato fertilizzato sotto, può e deve essere smosso con le sifonature abbastanza spesso, in modo che compattandosi non tenda a formare zone anossiche molto pericolose. Un bel gruppetto di Corydoras potrebbe aiutarvi in questa operazione, ma non è detto che non vogliate eseguirla voi nel caso decidiate di dedicare l’intera vasca ai Discus. Potreste anche inserire uno strato maggiore di sabbia, raggiungendo i 5 cm, ma utilizzare un cavetto di fondo per determinare un movimento dell’acqua tipo falda freatica che eviti la formazione di zone prive di ossigeno. Inoltre, uno spessore di questo tipo potrebbe lasciarvi aperta la possibilità di inserire in un futuro delle piante per ora accantonate: in quel caso volendo introdurre della vegetazione ed abbandonando l’idea di una vasca biotopo, potreste utilizzare delle pastiglie fertilizzanti per ottemperare alla mancata presenza di un fondo ad hoc per questo scopo. Sia che propendiate per la prima soluzione, ovvero fondo esile, sia per la seconda, fondo più consistente, una cosa è certa: la sabbia creerà uno scenario molto accattivante.

L’altro elemento fondamentale nell’arredamento di una vasca biotopo, sono senza dubbio i legni. Sappiamo che in natura i Discus amano sostare sotto le radici o i rami degli alberi che cadono in acqua, ricevendo protezione da eventuali predatori ed ottimi rifugi anche per la deposizione delle uova. In acquario lo scopo è quello di riprodurre tale tipologia di protezione, inserendo molti legni possibilmente abbastanza ramificati. In questo caso potete dare spazio alla vostra fantasia, progettando la presenza di rami in una parte specifica della vasca, ad esempio la parte alta, oppure quella bassa prendendo in considerazione legni che partono dal basso per poi ramificare verso l’alto. Sia nel primo che nel secondo caso, è bene che ricordiate di lasciare un ampio spazio per il nuoto. I legni quindi non dovranno mai saturare tutto lo spazio della vasca, ma lasciare ai pesci la facoltà di decidere se nuotare o sostare riparati sotto di essi. Inoltre, molti di essi rilasceranno nell’acqua apprezzatissimi acidi umici che tenderanno a colorare l’acqua di un’ambrato tipico delle acque amazzoniche. Ma molto dipende da quale legno sceglierete per il vostro arredamento. Infatti, per quanto riguarda la scelta della tipologia di legni da utilizzare, non avete che l’imbarazzo della scelta:

  • Radici di mangrovia: appaiono ben attorcigliate e contorte, dalle forme leggermente arcuate e dalla molteplice forma, spesso offrono una specie di colorazione rossastra molto apprezzata in acquario;
  • Legno Manila: sono pezzi di legno di torbiera che non hanno grandi ramificazioni, ma solo un aspetto abbastanza compatto che sembra riprodurre in acquario la caduta di un pezzo di albero. Solitamente il colore è molto scuro e tende a rilasciare molto tannino in acqua, colorandola del classico color coca cola;
  • Radici di Giava: sono legni molto lisci, ramificati ma non molto contorti. Tendono ad assumere una colorazione molto chiara una volta sommersi e per questo difficilmente contrastano con fondi altrettanto chiari. Ovviamente non rilasciano acidi umici nell’acqua e quindi non tendono a colorarla come le radici di torbiera;
  • Reedmoore Root Wood: sono legni molto ramificati e altrettanto contorti, che pur avendo una composizione spettacolare, risultano però molto leggeri, tanto da faticare molto nello stare a fondo vasca. In effetti la loro utilizzazione migliore consiste nel lasciarli galleggiare sulla superficie, oppure ancorarli ad un lato della vasca, per fornire una graditissima copertura dall’alto ai Discus e lasciare il fondo libero per le operazioni di pulizia. La colorazione è tendenzialmente chiara rossiccia e non colora particolarmente l’acqua;
  • Old Black Wood: è un legno amazzonico dalla colorazione molto scura di tonalità bronzea. La sua forma solitamente appare liscia e allungata, cosa che tende a conferirgli un effetto scenico molto apprezzato soprattutto per la sua capacità di dare profondità al layout. Sicuramente uno dei legni migliori per riprodurre un biotopo amazzonico;
  • Mopani: è  un legno particolarissimo, in quanto presenta una colorazione scura intervallata da strati più chiari quasi avana. In natura il legno non ha questa origine, ma viene ottenuto in questo modo a scopo commerciale attraverso diverse sabbiature. È un legno molto pesante e in acquario non fatica ad andare a fondo. La sua forma è costituita da diverse cavità e attorcigliamenti evidenti. Rilascia per lungo tempo molti acidi umici che colorano l’acqua;
  • Jaty: è un altro legno di torbiera molto utilizzato che contribuisce a dare la sensazione di pezzi vegetali caduti in acqua. Assomiglia molto al Manila, la colorazione è scura e rilascia tannino che colora l’acqua. L’utilizzo di diversi elementi può creare molti rifugi per varie specie di pesci che ospitate in acquario.

Come vedete diverse sono le soluzioni adottabili per creare il vostro scenario per Discus. Io personalmente ho sempre apprezzato i Reedmoore Root Wood per le loro forme contorte e le loro ramificazioni. Ma per ovviare alla loro resistenza ad affondare in vasca, spesso ho utilizzato il sistema delle ventose, che consiste di fatto nell’agganciarne alcune direttamente sul legno mediante una vite di acciaio. In questo modo la base del legno viene facilmente ancorata nella parete di vetro dell’acquario che abbiamo scelto ed il legno permane tranquillamente nella sua posizione. Nello stesso tempo è anche molto apprezzabile questo tipo di legno nella posizione galleggiante, ovvero sulla superficie della vasca. In entrambi i casi l’effetto scenico è meraviglioso. Anche le radici di mangrovia sono molto utilizzate e riescono a creare scenari unici. Un gradino più giù, sono i legni di Manila, Jati e le radici di Giava, delle quali onestamente non apprezzo la colorazione eccessivamente chiara. Nello stesso tempo i legni che rilasciano molto tannino o acidi umici, sono molto utili per questo scopo, ma potrebbero non essere apprezzati per la colorazione dell’acqua. In questo caso se siete innamorati della loro forma, potete lasciarli diverso tempo in acqua, oppure farli bollire, per eliminare il più possibile la loro attività di cessione. Il mio consiglio è che se vi piace il color ambrato dell’acqua, lasciateli fare in vasca, poiché questi acidi umici sono molto utili anche per i pesci e la loro salute.

In definitiva, un acquario biotopo per Discus, pur facendo leva solo su due elementi, come la sabbia ed i legni, può comunque assumere contorni meravigliosi ed essere affascinante ed appagante al pari di un acquario olandese, pur rappresentando una filosofia acquariofila completamente diversa.

Scorcio di una vasca biotopo

Se nonostante queste considerazioni, siete decisi a realizzare una splendida vasca da soggiorno, vi imbarcherete nell’arredamento di una vasca non biotopo. Un vasca di questo tipo deve rispettare comunque le rigide esigenze del Discus, ma spaziare maggiormente negli elementi. Quindi accanto al fondo e ai legni, potrete inserire anche rocce, piante e qualsiasi altro elemento riteniate opportuno ai fini della realizzazione del layout che avete in mente. Sfatiamo subito un tabù: non è vero che i Discus non vanno d’accordo con le piante, è solo che l’acquariofilo consapevole deve trovare il giusto compromesso tra illuminazione necessaria alle piante, lo spazio per il nuoto dei pesci e tutti gli altri fattori in comune che riguardano una sana crescita dei ciclidi e uno sviluppo rigoglioso delle piante stesse. Ma procediamo per gradi anche in questo caso.

Innanzitutto il fondo dell’acquario sarà meglio rappresentato da un quarzo ceramizzato da 2 mm. Il quarzo appare una soluzione migliore per permettere alle piante di radicare e stabilizzarle meglio sul substrato. Ovviamente la presenza di tale fondo prevede tranquillamente la stesura precedente di un fondo fertilizzato che ceda nel tempo tutti i nutrienti alle radici delle piante che deciderete di ospitare. In questo caso, considerando che non tutta la superficie può essere utilizzata per la presenza della vegetazione, potete anche attuare una sorta di distribuzione ragionata del fondo fertilizzante, nel senso che potete individuare quali zone prevedono la presenza di piante e stendere il fertilizzante solo in quelle aeree. Per il resto uno strato di 6 cm di quarzo andrà bene per completare l’opera. Addirittura c’è chi non vuole rinunciare alla sabbia neppure in acquari molto arredati: in questo caso alcune zone verranno inscatolate nel vero senso della parola, con delle barriere plastiche, prevedendo la presenza del fertilizzante e del quarzo, mentre le altre libere in primo piano verranno riempite con la sabbia. Io non sono molto per questa soluzione di compromesso e ritengo che la cosa migliore sia sempre quella di utilizzare il fondo fertilizzato e il quarzo in maniera esclusiva, e lasciare la sabbia ad altrettanti utilizzi esclusivi. In definitiva, sceglierei una soluzione o l’altra, ma non le mischierei mai insieme, neppure con il sistema delle scatole. Anche nel caso del quarzo, per quanto riguarda il colore, avete ampia scelta. Il mio consiglio è di scegliere un colore scuro, che conceda più tranquillità ai pesci a causa di una minore rifrazione della luce, che in questo caso sarà più corposa rispetto ad una vasca biotopo per permettere alle piante di crescere. Un bel marrone scuro, se non addirittura nero, potrebbero essere graditi. Se per il fondo è bene adottare questi diversi accorgimenti, per quanto riguarda i legni, rispetto alla vasca biotopo, non c’è molto da aggiungere, se non che la loro presenza è indispensabile anche in questo caso e che non potrà però essere così massiccia a causa di altri elementi da inserire in aggiunta. Ed arriviamo infatti alla annosa questione delle piante. L’acquario arredato per Discus può prevedere tranquillamente la presenza della vegetazione, ma a patto di attuarla in maniera oculata e precisa. Innanzitutto la disposizione deve essere ragionata: di solito è bene lasciare il primo piano libero per il nuoto e l’alimentazione, mentre è bene posizionare le piante alte nelle pareti laterali e di fondo, in modo da dare sempre l’impressione ai pesci di essere protetti da ogni lato. Al centro, qualche sporadica presenza di piante basse non ostacolerà neppure il nuoto centrale. Ma il vero fattore che deve essere preso in considerazione dall’appassionato di piante e Discus, sono i valori chimici e la temperatura nella quale entrambe le specie dovranno vivere e proliferare. Ecco che allora il campo della scelta della vegetazione disponibile si restringe: potranno essere inserite solo piante che sopportano bene le alte temperature anche superiori ai 30 gradi, e che amino le acque acide e tenere. In questo modo abbiamo già focalizzato alcuni gruppi di piante utilizzabili:

  • Echinodorus spp: sicuramente queste piante sono le migliori possibili da utilizzare in un acquario arredato per Discus, provenendo tra l’altro dallo stesso luogo di origine. Sono piante graditissime perché a foglia larga, che oltre a fornire riparo dall’alto, concedono un buono strato per la deposizione delle uova. Inoltre, si sposano perfettamente con le esigenze di un’illuminazione media che garantisce la loro crescita e nello stesso tempo la tranquillità dei Discus;
  • Cryptocoryne spp: anche loro sono ottime compagne di vasca per i Discus. Sopportano molto bene le alte temperature e proliferano anche in zone di penombra formando ampi boschetti non più alti di 20 cm, lasciando quindi ampio spazio per il nuoto nella parte centrale dell’acquario;
  • Sagittaria spp: analogo discorso può essere rapportato alla famiglia delle Sagittaria. La zona occupata è comunque quella centrale dell’arredamento dell’acquario e si accontenta di luce contenuta;
  • Vallisneria spp: pianta alta e dalle foglie molto lunghe filiformi, la Vallisneria in tutte le sue eccezioni concede ai Discus riparo e protezione dalla luce della superficie. Una pianta che si diffonde rapidamente ed ha poche esigenze. Immancabile in una vasca non biotopo, per la sua eccellente capacità di avvolgere i lati e il fondo dell’acquario,
  • Rotala Rotundifolia: altra pianta a stelo lungo che si caratterizza rispetto alla Vallisneria per la forma delicata dei suoi steli e per la bellezza dei suoi colori che vicino alla fonte luminosa diventano di un rosato spettacolare. Una delle soluzioni esteticamente più gradite a livello personale;
  • Hydrocotyle spp: in particolare la Leucocephala appare come una pianta dalla rapida crescita per questo molto utile in superficie non solo per schermare la luce e concedere zone d’ombra ai pesci, ma anche per ridurre subito i composti azotati;
  • Hygrophyla spp: altra pianta a crescita veloce che incide nella riduzione di sostanze inquinanti in acqua;
  • Ceratophyllum Demersum: pianta galleggiante che può essere ancorata nel substrato; dalla crescita veloce mantiene bassi i valori inquinanti in acquario e sottrae nutrimento alle alghe;
  • Ceratopteris spp: altra utilissima pianta galleggiante, immancabile in un acquario per Discus;
  • Anubias spp: piante sciafile molto utili per la loro capacità di radicare su legni; nel caso del nostro acquario saranno un utile arricchimento estetico dei legni che abbiamo scelto;
  • Microsorium spp: stessa capacità delle anubias di radicare su supporti di arredamento come legni e rocce; anche l’altra felce delle specie Bolbitis può essere utilizzata nello stesso modo;
  • Vescicularia Dubyana: il muschio per eccellenza; molto caratteristico sui legni e altrettanto utile per abbellirli, necessita però di costanti potature e pulizie per la sua capacità di catturare particelle in sospensione; sopporta bene le alte temperature.

Da questa carrellata sulle principali specie di piante che possono convivere bene con le condizioni dell’acqua che dovete riprodurre per ospitare i Discus, emerge che sono molte le scelte a vostra disposizione. Personalmente vi consiglio di non far mancare mai qualche Echinodorus, la pianta per eccellenza degli acquari che ospitano Discus, e la Vallisneria, spesso sottovalutata, ma molto amata da questi Ciclidi per il riparo che offre e la possibilità di nuotarci dentro. Ricordiamoci che stiamo allestendo una vasca non biotopo e quindi possiamo facilmente scegliere esemplari di diversa natura e provenienza. Ma ciò che non dobbiamo perdere di vista, è il corretto posizionamento delle piante per creare un ambiente a misura di Discus. Non esagerate e componete il paesaggio acquatico in modo da rispettare le esigenze di nuoto e di igiene che questi pesci hanno. Meglio qualche legno in più e qualche pianta in meno. Alla luce di tutto questo, un buon compromesso in termini di illuminazione che vi consentirà di ospitare i pesci e le specie di piante descritte, viene rappresentato da un rapporto w/l di 0.5; una luce media quindi soddisferà le esigenze degli uni e delle altre e vi consentirà di avere un paesaggio acquatico con una buona vegetazione e pesci non infastiditi. Consigliatissimo anche un effetto alba tramonto, per far accendere la luce gradualmente al mattino e farla spegnere altrettanto gradualmente la sera.

Scorcio di un acquario non biotopo

Anche in  una vasca non biotopo, arredata in maniera ragionata ed oculata, si può facilmente allevare Discus in maniera ottimale e magari arrivare anche ad una riproduzione se si applica un’igiene della vasca scrupolosa. Non precludetevi perciò nessun traguardo, solo per aver allestito questo tipo di vasca e non una biotopo. Certo fate attenzione agli esemplari che inserite, soprattutto al numero in rapporto al litraggio e la loro grandezza: una vasca biotopo può ospitare anche piccoli esemplari da far crescere poiché è più facilmente gestibile a livello di pulizia ed igiene, per quanto abbia bisogno anch’essa di molte accortezze e di un sistema di filtraggio adeguato alle esigenze; una vasca non biotopo deve invece ospitare esemplari già semi adulti, ovvero almeno di una decina di cm in modo da somministrare meno pasti al giorno ed applicare un’igiene della vasca più contenuta. Pertanto, fate attenzione anche agli esemplari che mettete in vasca a seconda dell’arredamento che avete applicato.

Detto questo, godetevi il momento dell’arredamento con tanta passione e divertimento e se me lo concedete, cercate di non imitare acquari già esistenti o visionati, ma cercate di esprimere qualcosa di nuovo e assolutamente personale. In questo modo la soddisfazione sarà doppia e soprattutto ogni sera, dopo una giornata di lavoro, rilassati davanti all’acquario troverete uno spicchio di voi stessi: il vostro unico e irripetibile modo sommerso!

FONTI IMMAGINI: www.territorioscuola.com; www.discusfriends.org.
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