Come acquistare un discus in salute

Sebbene possa apparire paradossale, le vostre possibilità di successo nell’allevamento di Discus più che dai valori dell’acqua e dalla regolarità dei cambi, dal giusto arredamento e dalla varietà dell’alimentazione, dipendono in realtà molto più dal momento cruciale dell’acquisto. Infatti, tutti i fattori appena menzionati possono portare al successo a patto che gli esemplari acquistati siano in buona salute, altrimenti risulteranno vani difronte ad un Discus ammalato. Spesso poi, il neofita non sa nemmeno come gestire una malattia, ne tantomeno individuarne le cause. Altre ancora, si sforzerà nel concedere il meglio del meglio ai propri pesci, che però essendo stati trattati da cure ormonali, non ripagheranno mai l’impegno e la costanza dell’allevatore e rimarranno ancorati ad una taglia poco soddisfacente. Per queste ragioni il momento dell’acquisto degli esemplari da inserire in vasca risulta quanto mai fondamentale. E’ necessario quindi ponderare al massimo i fattori di scelta, soprattutto per essere sicuri di iniziare l’allevamento con pesci sani e robusti. Nel caso del Discus la frase “chi comincia bene è a metà dell’opera” è quanto mai di attualità.

Innanzitutto, il primo consiglio è quello ovviamente di non aver fretta. Non accontentatevi di visitare solo un negozio, ma girate molto, anche nei dintorni della vostra città, per valutare condizioni ed altre specifiche caratteristiche dei rivenditori. Nel caso abbiate un rivenditore di fiducia, potete anche cominciare da quello, ma ciò che ritengo sia decisamente da sconsigliare, è l’acquisto on line. Il Discus, al termine dell’articolo lo imparerete, è un pesce da osservare a lungo nelle vasche del negozio, quindi acquistarlo ad occhi chiusi e sottoporlo allo stress di un viaggio dalle mille incognite, onestamente mi sembra un po’ azzardato. Non fidatevi neppure di prezzi altamente convenienti, oppure di operazioni commerciali del tipo paghi due e prendi tre: nessun commerciante vi regalerà mai nulla, tantomeno un Discus, quindi nella maggior parte dei casi considerate che ci sia sempre qualcosa sotto. Stabilite le prime linee guida, è necessario procedere con una carrellata dei consigli più utili da applicare nella fase di acquisto vera e propria, ovvero una volta che abbiate identificato il negozio dal quale volete fornirvi.

Innanzitutto, chiedete sempre informazioni al venditore: informatevi sulla provenienza dei pesci, sulla loro età, sul nome dell’allevamento, e da quanto tempo sono ospitati in negozio. Queste prime informazioni vi consentiranno di applicare già una prima regola fondamentale: non portatevi mai a casa pesci che sono arrivati da poco in negozio. Infatti, anche se apparentemente in buona salute, potrebbero avere qualche patologia in atto, la cui incubazione può manifestarsi a distanza di qualche giorno. Quindi in quel caso lasciate che il negoziante li ospiti per qualche tempo in modo da scongiurare almeno questo rischio. L’alternativa sarebbe quella di possedere una vasca di quarantena dove ospitare il pesce in modo da averlo sotto osservazione: ma lo sconsiglio per diverse ragioni. Prima fra tutte, che nel caso di malattia dovreste sapere bene come gestire l’esemplare e soprattutto il tutto dovrebbe avvenire ovviamente a vostre spese e con esiti non sempre certi di guarigione. Meglio lasciare l’eventuale incombenza al commerciante. Molto più pratica potrebbe essere la soluzione di prenotare il pesce, ed acquistarlo effettivamente solo dopo qualche giorno.

Successivamente potete chiedere al venditore con quali valori dell’acqua l’allevatore ha cresciuto i Discus e in che modo li ha alimentati. Anche queste indicazioni risultano di vitale importanza per riuscire a riprodurre le condizioni ideali per gli esemplari e farli alimentare nel modo corretto, senza ottenere cali spaventosi, in vista di abituarli ad un eventuale nuovo regime alimentare. Infatti, in questo modo potrete acquistare lo stesso mangime utilizzato e miscelarlo pian piano con quello che eventualmente desiderate fornire, in modo che il passaggio risulti graduale e senza traumi.

Fatto questo, lasciate il venditore ai suoi affari e concedetevi un po’ di tempo per osservare i Discus nella vasca. Ponetevi ad una distanza di qualche metro in modo da non disturbarli troppo ma nemmeno da non poterli osservare per bene. Fate caso innanzitutto alle condizioni generali che ci sono in vasca: osservate se i pesci si muovono compatti e se non ci sono esemplari isolati o peggio morenti in qualche angolo. I pesci dovrebbero apparire in vigore, ovvero nuotare con tutte le pinne bene in mostra e senza indugi. In generale dovrebbero manifestare colori brillanti, ovviamente a seconda dell’età, e una forma tipica discoidale: sono questi sicuramente fattori di salute del Discus, mentre invece colori scialbi e forme allungate sono sicuramente sintomi preoccupanti. Se manifestano un colore scuro del corpo, che non svanisce nel giro di qualche minuto a causa di un disagio emotivo momentaneo, vi trovate difronte ad un altro segnale scoraggiante. Dovrebbero essere anche incuriositi dal vostro sguardo e mostrare quindi una certa vivacità, anche se nel caso del Discus che è un pesce timido la cosa diventa abbastanza relativa. Osservate anche se in giro nella vasca ci sono feci mucillagginose e biancastre: potrebbero essere il residuo di qualche esemplare con problemi intestinali in atto. Verificate inoltre se alcuni esemplari mostrano una respirazione accelerata in maniera evidente movimentando le branchie e se, peggio, la cosa viene fatta a pelo d’acqua, in superficie. Anche questo potrebbe essere un cattivo segnale, così come pinne chiuse o difficoltà nel nuoto con appoggio su di un fianco. Se osservate qualche esemplare sfregarsi le branchie su qualche superficie di arredo, sicuramente ha un’infezione in atto, e ovviamente la cosa non è positiva. Se in ogni caso, da queste prime battute, avete escluso grossi problemi generali nel gruppetto che osservate, possiamo già dire di aver escluso patologie molto evidenti. E la cosa è già di buon auspicio.

A questo punto, tanto per essere scrupolosi, tornate a scocciare il vostro venditore e chiedete, se possibile, di somministrare un po’ di mangime. Pesci in salute non si tireranno indietro e mangeranno in maniera vorace ciò che gli viene somministrato. Se invece alcuni esemplari rifiutano il cibo o non mangiano affatto, ci troviamo difronte ad un altro segnale scoraggiante. Dopo il pasto osservate bene come producono rifiuti organici: feci di buona consistenza e di colorazione scura in base a ciò con cui sono stati alimentati, sono il segno che il pesce è in salute e non ha problemi intestinali; al contrario feci bianche e sfilacciate sono il segno della presenza di qualche malattia. In questo caso osservate bene anche il ventre del pesce che potrebbe apparire leggermente incavo. Se anche la prova del mangime e delle feci è andata a buon fine, possiamo concludere che tutto sommato il gruppetto sta benone e allora possiamo focalizzare l’attenzione sugli esemplari che vogliamo acquistare: arriva il momento di guardare bene il Discus in faccia!

Avvicinatevi alla vasca ed osservate da vicino alcuni elementi morfologici ben precisi. Innanzitutto focalizzate l’attenzione sugli occhi del pesce: inutile dire che deve apparire vivo, vigile e non spento od opaco. Ma l’attenzione si deve focalizzare soprattutto nelle proporzioni che quest’ultimo ha in rapporto al resto del corpo. Quando infatti essi appariranno troppo grandi rispetto al resto della corporatura, molto probabilmente significa che il Discus ha avuto problemi di accrescimento nei primi mesi di vita, che sono fondamentali per la salute futura del pesce. Esemplari di questo tipo non raggiungeranno mai la taglia desiderata da adulti e quindi sono destinati ad un sicuro fallimento. Inoltre, la presenza di occhi sproporzionati indica anche il possibile accrescimento con ormoni, che spesso gli allevatori utilizzano per accelerare la crescita del pesce e accorciare i tempi di guadagno. Anche in questo caso esemplari di questo tipo sono assolutamente da evitare, sebbene appaiano già colorati nonostante la taglia minuta. Analoga considerazione sulle proporzioni corrette, può essere applicata alle narici che sono poste proprio sopra la bocca che deve essere  carnosa e senza abrasioni. Esse dovranno essere della stessa misura e non una maggiore o minore rispetto all’altra. Nel caso ciò sia riscontrabile ci troviamo difronte a problemi di natura batterica o a forti carenze vitaminiche e in entrambi i casi sono problemi di difficile soluzione. Completate l’analisi del viso del pesce osservando per bene il dorso, ovvero la fronte del Discus. Un esemplare in salute e ben nutrito deve avere un dorso rotondo e spesso, a volte anche oltre i 2 cm; sono invece da escludere assolutamente pesci che abbiano il dorso molto sottile, tanto da rendere visibile la conformazione ossea. Una situazione di questo tipo indica che ci troviamo difronte ad esemplari che hanno sofferto molto per malattie pregresse o addirittura in atto, sia a causa di mal nutrimento, sia a causa di parassiti vari dell’intestino che ne hanno compromesso l’assimilazione del cibo. Purtroppo sono Discus compromessi irrimediabilmente. Successivamente indirizzate la vostra attenzione su altri organi di vitale importanza: le branchie. Sappiamo che risultano fondamentali per la corretta respirazione del pesce e pertanto dovranno apparire ben conformate, e soprattutto pienamente efficienti: branchie malformate, corrose o con filamenti pendenti sono sicuramente indice di carenze di vitamine, oligoelementi ed ossigeno e quindi non perfettamente funzionanti. Fate attenzione che siano entrambe ben aperte, e non vi sia la presenza di una chiusa o addirittura compressa verso l’interno dell’opercolo branchiale: per funzionare correttamente i due organi devono muoversi contemporaneamente ed essere quindi perfettamente allineati. Per verificare una corretta respirazione del pesce potete calcolare comunque dei movimenti di apertura e chiusura pari a 70 unità nell’arco di un minuto. Tenete conto però che l’acceleramento del respiro può derivare anche da fattori emotivi che il pesce sta vivendo sul momento, quindi va preso con le molle. Il calcolo può essere valido se applicato in periodi di riposo o di tranquillità, ovvero quando il pesce non ha grosse sollecitazioni esterne. L’ultimo, ma non meno per questo, importante controllo che dovete effettuare sugli esemplari scelti, è senza dubbio rivolto alle pinne. Nel Discus sappiamo che sono presenti: due pinne ventrali, due pettorali, una dorsale, una anale e una caudale. Tutte indistintamente dovranno essere oggetto di completa valutazione. Sicuramente quella dorsale e anale colpiscono più delle altre, semplicemente perché sono molto colorate e contribuiscono a rafforzare la forma discoidale del pesce. Esse dovranno essere quindi ben conformate in vista del rispetto di tale forma: dovranno essere sviluppate parecchio e mantenute sempre ben aperte. Pinne chiuse, sfilacciate, corrose e biancastre sono segnali altamente preoccupanti che evidenziano uno stato di salute precario dovuto ad infezioni batteriche o instabilità di valori. Inoltre, è bene osservare anche i primi raggi di queste pinne, che notoriamente vengono definiti duri, proprio a causa della loro essenza. Tali primi raggi, sia nella dorsale che in quella anale, devono avere una forma compatta, quasi appuntita e soprattutto devono essere per definizione “rigidi” e non afflosciati in un lato o nell’altro. Inoltre dal punto di vista estetico devono essere ben proporzionati verso la fusione con la parte morbida del pinnaggio in modo che non risulti marcatamente differente la sezione dura dalla restante. Se la pinna dorsale e anale conferiscono al Discus un aspetto meraviglioso, sicuramente le pinne pettorali, pur non avendo le stesse ragioni estetiche sono parimenti importantissime in quanto vengono utilizzate per il movimento nell’acqua. Per loro valgono più o meno le stesse considerazioni della altre pinne: osservate che siano ben formate e funzionanti e che non siano attaccate al corpo e quindi poco funzionali. Segni di corrosione, sfilacciamento e macchie bianche sono il segno di pericolose cariche batteriche in atto dovute alla cattiva igiene dell’acqua. Anche le pinne ventrali devono essere osservate bene: dovranno apparire simmetriche rispetto alla linea centrale del corpo ed avere una forma allungata e leggermente ricurva verso la coda del pesce. Discus in salute le mostreranno a forma triangolare e molto colorate e proporzionate con il resto del corpo: eventuali sproporzioni in eccesso, sono sintomo di trattamenti ormonali che sappiamo essere molto deleteri. Il loro stato deve essere attivo: afflosciate o ritratte denotano problemi di salute dovuti a varie ragioni. Infine, valutate la corretta conformazione della pinna caudale, nel senso che essa dovrà apparire perfettamente in sintonia con la spina dorsale del pesce. Una sua tendenza verso l’alto o verso il basso denota una deformazione ossea difficile da correggere, in quanto maturata durante le fasi delicate del primo accrescimento. Per il resto deve essere come le altre pinne, ovvero non corrosa, non sfilacciata o sfrangiata e di una bella forma triangolare arrotondata che si sposi bene con la conformazione generale del Discus. Inoltre, va considerata anche la sua importanza nella definizione delle misure commercialmente riconosciute dagli allevatori professionisti. Infatti, alcuni misurano la lunghezza del pesce prendendola in considerazione, altri invece la escludono.

Proprio le misure rappresentano un altro elemento da valutare prima del vostro acquisto definitivo. Infatti, un’attenta considerazione, dopo aver effettuato tutti i controlli e le osservazioni descritte, dovete applicarla proprio alla grandezza degli esemplari che volete acquistare. Vi accorgerete da soli che Discus di piccole dimensioni ovviamente costano meno rispetto ad altri già accresciuti, ma il mio consiglio è di non fossilizzarvi su questo elemento. Sicuramente Discus più piccoli sono più difficili da far crescere poiché devono essere alimentati molte più volte al giorno rispetto ad esemplari già semi adulti, con la conseguenza che anche l’igiene della vasca dovrà essere mantenuta in maniera perfetta e più volte al giorno. Al contrario pesci già semi adulti, hanno esigenze nutritive più contenute e quindi anche la gestione della vasca diventa più tranquilla e meno faticosa. Inoltre si ha la certezza che abbiano già superato la delicata fase dell’accrescimento osseo che solo un buon allevatore può monitorare ed assecondare con le dovute attenzioni. Un giorno forse anche voi riuscirete a tirare su degli ottimi esemplari nati nel vostro acquario, ma fino a quel giorno, il consiglio è quello di iniziare con pesci di dimensioni tra gli 8 e i 10 cm. Per questioni di completezza informativa riporto quelle che sono le principali classi di grandezza in base alle quali i Discus vengono commercializzati:

  • S – Small fino a 3 cm
  • SM – Small Medium tra  4 e 5 cm
  • M – Medium fino a 6 cm
  • ML – Medium Large fino a 8,5 cm
  • L – Large fino a 12 cm
  • XL – Extra Large fino a 15 cm
  • XXL – Show da 16 cm in poi

Il consiglio quindi è quello di acquistare degli esemplari compresi tra la taglia ML e i primi stadi della L, per poi farli crescere fino ad un anno e più e verificare se nel gruppetto che avete scelto si sia formata una coppia e tentare con il tempo la riproduzione.

Un’altra scelta che dovete attuare è sicuramente quella del numero: ovvero quanti esemplari? Sapete bene che il Discus ama vivere in gruppi numerosi, ma nel vostro caso tutto dipende dall’acquario che avete a disposizione. Calcolate che da adulto ogni Discus deve avere a disposizione almeno 50 litri di acqua per vivere decentemente. Questo significa che in un acquario di 250 litri netti non potrete mettere più di 5 Discus: credo che il numero minimo da considerare sia proprio un gruppetto di 4-5 elementi e quindi il mio consiglio verte proprio in questa direzione. Assolutamente da evitare numeri inferiori, a meno che non si acquisti una coppia già formata, ma vi privereste del gusto di vederne formare una dal gruppetto scelto; inoltre nella maggior parte dei casi le coppie in vendita sono rappresentate da pesci al termine della loro carriera riproduttiva (nessun allevatore si priverebbe di una buona coppia di riproduttori se questa non avesse assolto per intero il suo compito riproduttivo), quindi evitate di buon grado.

Per quanto riguarda invece la scelta del colore, ovviamente è molto soggettiva. Se proprio dovessi dare un’indicazione anche in tal senso, consiglierei semplicemente di optare per un’unica specie cromatica, senza mischiare troppe colorazioni. A mio avviso un acquario solo di Turchesi o solo di Pigeon è da preferire ad un miscuglio di colori diversi. Ma ovviamente sono miei pensieri e gusti e non escludo che voi potreste averne degli altri.

Concludendo, credo che nell’articolo siano state tracciate più o meno tutte le indicazioni che dovrebbero aiutarvi in una scelta consapevole nel vostro primo acquisto di un gruppetto di Discus. Perlomeno la mia intenzione era quella di fornirvi spunti di riflessione per non trovarvi smarriti difronte alle vasche del vostro negoziante di fiducia. Ricordatevi però, che nessun articolo vi metterà mai al riparo da brutte situazioni: ciò che farà davvero la differenza, sarà il vostro spirito di osservazione, la vostra capacità di ascoltare la natura ed il vostro buon senso.

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