Il trasporto e l’inserimento in acquario

Acquistare Discus in salute e in perfetta forma è sicuramente molto importante per avere la certezza di iniziare col piede giusto la nostra avventura di allevamento di questo fantastico ciclide. Ma ad onor del vero, tali sforzi nell’acquisto possono risultare vani se al momento del trasporto e dell’inserimento in acquario l’acquariofilo non applica le dovute accortezze del caso. In effetti, spesso la fase del trasporto risulta essere vissuta in maniera molto superficiale dalla maggior parte degli acquirenti: la cosa è ovviamente grave in quanto a volte i soggetti inseriti in acquario deperiscono in breve tempo proprio a causa di traumi riportati durante il viaggio o a causa dell’eccessivo stress causato da vari fattori, primo fra tutti un forte sbalzo di temperatura. Pertanto, analizzare per bene gli esemplari da acquistare e non applicare le stesse attenzioni all’attività di trasporto, appare un grave errore che chiunque voglia allevare correttamente il Discus non deve compiere.

Chiarito questo concetto, dobbiamo dire innanzitutto che una volta scelti gli esemplari da portare a casa possiamo concentrarci sulle modalità con le quali il negoziante di fiducia inserisce i pesci nel sacchetto di plastica. Verificate bene che oltre l’acqua venga lasciata una porzione almeno doppia di aria all’interno prima della chiusura. Notate bene se i soggetti vengano pescati con le dovute cautele: un retino troppo piccolo o troppo ruvido può facilmente procurare al pesce delle lesioni della pelle che alla lunga daranno sicuramente problemi. Se il vostro viaggio verso casa dura anche più di un’ora sarebbe opportuno che al posto dell’aria, nel sacchetto fosse inserito dell’ossigeno. Altro particolare a cui far caso è senza dubbio il fatto che ogni sacchetto deve contenere solo un esemplare: non lasciate che per il proprio risparmio il negoziante utilizzi un unico sacchetto magari per due o tre esemplari. Durante il trasporto i pesci possono facilmente entrare in collisioni pericolose che possono generare lesioni dolorose: non dimenticate che i pesci possiedono raggi duri nella parte iniziale della pinna dorsale ed anale. Una volta imbustati a dovere e singolarmente, ponete un materiale isolante attorno al sacchetto: un foglio di giornale ben posizionato potrebbe fare al caso vostro. Avvolgetelo in maniera tale che assolva due funzioni: schermi la luce e quindi tranquillizzi il pesce, e nello stesso tempo mantenga il calore dell’acqua non lasciandola raffreddare a contatto con l’ambiente. Ho sentito parlare anche di casi in cui il negoziante utilizzi sacchetti talmente fini che durante il percorso sono stati bucati dal pesce sempre a causa dei raggi duri delle pinne: se ritenete che sia il caso chiedete un altro sacchetto e applicatelo sopra il giornale. In questo modo anche se il pesce dovesse bucare il primo, il secondo farebbe da barriera alla fuoriuscita dell’acqua. Non pensiate che siano eccessive queste preoccupazioni: considerate che state acquistando degli esemplari che meritano queste attenzioni e soprattutto state spendendo dei soldini che non sono certo pochi. Quindi qualche sacchettino in più il nostro negoziante ce lo deve eccome! Quando siete sicuri che siano stati imbustati a dovere poneteli in un recipiente di cartone più o meno capiente a seconda delle dimensioni, attorniato da elementi di polistirolo. Una scatola del genere potete facilmente prepararla qualche giorno prima dell’acquisto e svolgerà una funzione importantissima a livello di struttura rigida. Infatti, una volta inseriti verticalmente all’interno della scatola, i sacchetti con i vostri Discus non avranno problemi a rimanere in piedi, evitando oscillazioni pericolose che oltre ad agitare i pesci, possono comprometterne la salute. Pensate a casi in cui il pesce rimane schiacciato sotto qualche piega del sacchetto a causa di un movimento brusco. Grazie alla vostra scatola eviterete tutto questo e nel momento che posizionerete i sacchetti lo farete in modo tale che nessuna piega minacci i vostri pesci, e soprattutto avrete la certezza che questo avverrà per tutto il viaggio. Non solo. Il polistirolo in aggiunta con il cartone, forma un ulteriore strato isolante che rafforza le accortezze prese prima con l’avvolgimento del foglio di giornale. Immagino che anche questo possa sembrarvi esagerato, ma vi assicuro che se acquistate i Discus nei periodi invernali, con temperature spesso sotto lo zero, niente appare esagerato. Fermo restando che anche in estate permane la necessità di tamponare la dispersione termica dei sacchetti. Messi in questo modo i vostri pesci viaggeranno più che bene, anche per un’ora e più, e voi potrete dedicarvi comodamente alla guida senza dover lanciare fugaci sguardi sulla stabilità dei sacchetti e sulla eventuale fuoriuscita di acqua. Ovviamente, il fatto che siano sistemati bene non vuol dire che non dobbiate avere come unica metà la vostra abitazione: non trastullatevi in altre faccende o altre tappe, andate dritti alla metà nonostante abbiate preso tutte le accortezze del caso.

Se la fase di trasporto ha comunque la sua importanza, altrettanto fondamentale è l’inserimento in acquario una volta arrivati a destinazione. In questo caso le modalità di inserimento possono essere diverse, in particolare sono due a dire la verità: alcuni applicano la prima, altri la seconda. Come al solito la ragione sta sempre nel mezzo: credo che siano entrambi metodi validi, ma contestualizzati alle situazioni vissute e alle stagioni in vigore. Ma procediamo per gradi.

Il  primo metodo consiste nel classico inserimento che applicate a qualsiasi altro pesce. Per prima cosa liberate il sacchettino da altri involucri, come il polistirolo e il foglio di giornale, e lo mettete a galleggiare per circa quindici minuti nell’acqua del vostro acquario. Ricordate di spegnere le luci durante questa operazione e se possibile anche di creare nella stanza una luce di penombra o quasi buio in modo da ridurre lo stress ai pesci (è noto che al buio si sentano più al sicuro). Dopo il primo quarto d’ora, la temperatura dell’acqua del vostro acquario avrà agito su quella del sacchettino in modo da porsi più o meno allo stesso livello e già questo rappresenta un primo importante ambientamento. A questo punto potete aprire il sacchetto rimuovendo l’elastico del negoziante e arrotolare i bordi creando una sorta di salvagente che permette il galleggiamento in acquario. Inserite con un bicchiere una porzione di acqua dell’acquario nel sacchettino. A distanza di dieci minuti ripetete questa operazione per altre cinque volte in modo da osservare che il contenuto di acqua del sacchettino risulti praticamente raddoppiato. Questo consentirà al pesce di abituarsi in maniera molto graduale ai valori che avete in vasca, senza grossi traumi. Come vedete l’intero inserimento durerà quasi un’ora e mezza, poiché dopo altri dieci minuti dell’ultimo bicchiere, potete inserire l’esemplare il vasca. È fondamentale che la fase di inserimento e ambientamento avvenga con queste tempistiche molto lente e graduali: ciò vale per tutti i pesci, ma per i Discus è quasi un obbligo. Per trasportare il pesce nell’acquario potete utilizzare un retino di dimensioni adeguate, anche se devo confessarvi che preferisco di gran lunga diminuire il livello dell’acqua del sacchettino, lasciare il Discus in posizione “sdraiata”, e accoglierlo delicatamente sulle mani. Penso che l’inserimento manuale, se applicato con delicatezza ed un minimo di esperienza, sia di gran lunga preferibile all’utilizzo del retino, che può sempre provocare lesioni maggiori rispetto alla nostra pelle. Ovviamente abbiate l’accortezza di non indossare anelli durante questa operazione. Una volta inserito il Discus nell’acquario, lasciate la luce spenta e buttate via l’acqua rimasta nel sacchettino: penserete più tardi a ristabilire il livello corretto di acqua nel vostro acquario.

Le fasi principali dell’inserimento in acquario con sacchetti galleggianti

Il secondo metodo invece, è leggermente diverso dall’inserimento classico. Consiste nell’utilizzare un recipiente in plastica abbastanza capiente e possibilmente dalla forma ampia. A questo recipiente viene associato quasi sempre un termoriscaldatore che servirà per permettere alla temperatura dell’acqua di raggiungere determinati valori minimi. Infatti, una volta arrivati a casa, dovete adagiare con molta cautela e delicatezza, il contenuto dei vostri sacchettini direttamente nel contenitore di plastica. Noterete subito che l’acqua non è abbastanza per permettere ai Discus di sostare in posizione verticale, ma saranno di fatto tutti “sdraiati”, ovvero posizionati orizzontalmente. Mettete subito in funzione il termoriscaldatore per iniziare l’ambientamento termico, ma soprattutto per evitare che la temperatura dell’acqua si abbassi durante le fasi successive. Di fatto il termoriscaldatore va a sostituire l’effetto che l’acqua del vostro acquario esercita sui sacchettini galleggianti nel primo metodo, ma lo esercita in maniera graduale in quanto potete decidere voi l’avanzamento del riscaldamento (che ovviamente deve avvenire in maniera graduale e non subito “al massimo”). Fatto questo, attendete qualche minuto per poi iniziare ad effettuare il solito, lento, travaso di acqua della vostra vasca nel recipiente di plastica. Anche in questo caso le tempistiche sono lunghe più o meno come nel primo caso. Quando all’ennesimo inserimento di acqua, finalmente i Discus riusciranno a mantenere correttamente la posizione verticale, allora significa che il vostro compito si è esaurito ed avrete compiuto un ambientamento davvero graduale. A quel punto pescate i pesci e poneteli all’interno del vostro acquario.

La classica posizione orizzontale che assume il Discus nel secchio

Come vedete entrambi i metodi di inserimento, seppure con modalità differenti, tendono a perseguire i medesimi scopi: un graduale adattamento alle condizioni termiche della vasca, ed un altrettanto graduale adattamento ai valori chimici della vostra acqua. Quale metodo dunque preferire? Come anticipato poco sopra, una risposta univoca non esiste. Nel senso che sia l’uno che l’altro sono validi, a patto di contestualizzarli. Mi spiego meglio. A mio parere il primo metodo può essere valido nel caso in cui i pesci abbiano avuto un tragitto breve di viaggio e quindi la dispersione termica è ridotta al minimo anche per la presenza di temperature ambientali più miti. Dico questo perché una volta inseriti i sacchetti galleggianti in acquario lo stress di adattamento termico è ridotto al minimo, a differenza di una situazione in cui l’acqua del sacchetto si sia raffreddata parecchio sia a causa di un viaggio molto lungo, sia a causa di temperature invernali. In questi casi infatti, l’azione galleggiante in acqua calda, determina in breve tempo una variazione anche di 5/6 gradi nell’arco di alcuni minuti all’interno del sacchetto. In definitiva si corre il rischio di generare quello stress termico che in realtà si cerca tanto di evitare, con ovvie conseguenze di salute. Pensate al caso in cui acquistate i pesci on line e debbano viaggiare anche 24/36 ore. Applicare il metodo dei sacchetti galleggianti sarebbe un grave errore. In quel caso la graduale manipolazione del termoriscaldatore del secondo metodo, non determina quel forte innalzamento in tempi brevi della temperatura dell’acqua. Non so quanto le mie idee siano condivisibili, ma fondamentalmente sento di consigliare in conclusione il primo metodo in caso di durata di viaggio breve e in periodi non invernali, e il secondo al contrario, in caso di tragitto abbastanza lungo e condizioni ambientali con temperature rigide. Come vedete quindi, se contestualizzati, entrambi svolgono egregiamente la loro funzione.

FONTI IMMAGINI: lacompagniadelforum.forumcommunity.net; ippopet.it.
Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *