La psicologia del Discus: un pesce “umano”

Quando avremo la fortuna di ospitare un Discus in acquario, ci renderemo subito conto di avere difronte un pesce con molto carattere. Questo in realtà è vero per quasi tutti i ciclidi, ma nel caso del nostro ospite è necessario apportare ulteriori considerazioni. Sentiamo spesso dire in giro che il Discus è un pesce che “parla”, nel senso che riesce bene con il linguaggio del corpo a manifestare disagio o stress. Sento doverosamente di confermare queste tesi, in quanto alcuni segnali sono assolutamente inequivocabili e chiunque, anche un principiante, può intuire che qualcosa non va nella gestione della vasca o che qualcosa va assolutamente migliorato.

COLORE DELLA LIVREA E STRESS BAR
Sicuramente uno degli elementi più comunicativi del Discus, è senza dubbio la livrea, o meglio la sua colorazione. Quando la livrea appare brillante e con colori vivaci, il pesce mostra le sue pinne spiegate e assume un tono maestoso. È il segno che l’esemplare gode di ottima salute e viene alimentato correttamente. In questi casi l’ambiente circostante che avete ricreato è all’altezza delle aspettative del vostro ospite. Ma in alcuni casi la situazione può apparire in maniera differente: l’acquariofilo può assistere ad uno scurimento della livrea, con tonalità tendenti al grigio fumo. Questo è un primo segnale di forte disagio da parte del pesce, ad eccezione del periodo riproduttivo durante il quale la cosa può essere anche del tutto normale. Ma se non siete in quelle condizioni e assistete ad un cambiamento della livrea, anche attraverso un suo sbiadimento, significa che qualcosa non va. Il vostro Discus vi sta dicendo in maniera molto chiara che non vi state prendendo cura di lui in maniera ottimale. Altro elemento attraverso il quale il pesce comunica uno stato di malessere, è senza dubbio l’accensione o meno delle famose stress bar. Sappiamo infatti che il Discus presenta nove strisce verticali, di cui solo in alcune tipologie ne rimangono ben evidenti alcune specifiche. Quando tutte le strisce risultano bene evidenziate sulla livrea, il messaggio che ricevete è grosso modo simile a quello dello scurimento del colore. Va detto però, che alcune specie di Discus non sono provviste di questi elementi comunicativi: pensate ad esempio ai Pigeon Blood, nei quali di fatto le stress bar sono state sostituite dai melanofori. In questi casi risulta più difficile intuire l’umore del pesce e il suo stato di stress. Imparerete che ciascun elemento ha quasi una sua sensibilità soggettiva, e capirete che anche se accomunati da determinate esigenze comuni, in definitiva ogni Discus mostrerà una sua componente caratteriale pronunciata. Ma in quali casi più ricorrenti vengono prodotti questi segnali?

Discus in evidente stato di malessere: si notino le pinne sfrangiate e le stress bar evidenti

Condizioni non corrette della temperatura
Anche se la cosa appare quasi inspiegabile, spesso si acquistano dei Discus e si ha la pretesa di averli in acquario a temperature di gran lunga inferiori rispetto a quelle classiche per la specie. Convinti che l’allevatore li abbia tirati su abituandoli a temperature più basse rispetto ai soliti 28/29 gradi (e in questo molti negozianti giocano sporco!), molti acquariofili inesperti mantengono la temperatura anche sui 26 gradi. E il più delle volte un Discus si ammala più per le temperature basse dell’acqua che non per altre cause batteriche. In situazioni di questo tipo facilmente il pesce mostrerà in breve tempo uno scurimento della livrea, generato da uno stato di malessere costante: le basse temperature di fatto alterano il metabolismo dell’animale che finisce per ammalarsi inevitabilmente. Analoga situazione, ma per cause diverse, può avvenire quando la temperatura non è comunque corretta eccedendo nell’altra faccia della medaglia. Se mantenete la temperatura del vostro acquario molto al di sopra dei classici 30 gradi per un lungo periodo, sicuramente l’ossigeno presente in acqua inizierà a scarseggiare con ovvie conseguenze per i vostri ospiti. Cercate di aumentare ad alti livelli la temperatura solo se state vivendo attività riproduttive e la situazione è sotto controllo. Ma non fatelo mai in maniera inconsapevole. In entrambi i casi, ovvero di difetto o di eccesso della temperatura in acquario, il vostro Discus non tarderà a manifestare il suo malessere, sia scurendo la livrea, sia mostrando definite le stress bar. L’acquariofilo attento, percepirà subito questi segnali e non tarderà nel prendere le giuste contromisure: si può semplicemente ritarare il termoriscaldatore in maniera graduale verso valori più consoni, o in caso di problemi tecnici, sostituirlo immediatamente. Ristabilite le giuste condizioni climatiche dell’acqua, ovvero in un range tra i 28 e i 30 gradi, le manifestazioni di disagio dovrebbero sparire, a patto che siano state generate solo da questo elemento ambientale.

Variazioni consistenti del ph
Analoghi segnali di malessere possono essere generati da forti variazioni di ph, ovvero di acidità nell’acqua. Per i Discus, che amano acque calde e acide, è fondamentale avere una certa stabilità di valori, nel senso che piccole variazioni sono assolutamente fisiologiche e quasi naturali nel contesto ambientale, ma una stabilità dei livelli di qualsiasi valore in acqua è una regola fondamentale da tenere sempre a mente. A volte quindi i nostri pesci scuriranno e accenderanno le stress bar a causa di un forte calo o rialzo dei valori di ph. In casi simili non si può far altro che ristabilire le giuste condizioni di partenza agendo sull’acqua: spesso si utilizza acqua ad osmosi per regolare una concentrazione di sali che permetta una acidificazione dell’acqua più facile da ottenere. Se utilizzate co2 per questo scopo abbiate l’accortezza di dosare bene la sua immissione in acquario. Analoga considerazione nel caso utilizziate della torba nel filtro. Ma soprattutto fate in modo di mantenere sempre aggiornati i valori di ph mediante test specifici che confermino la stabilità dei valori che avete deciso di avere in vasca. Tuttavia, come in ogni cosa, la soluzione migliore è sempre la prevenzione, quindi evitate in qualsiasi modo di generare forti scostamenti per esempio attraverso i cambi d’acqua settimanali. Assicuratevi che l’acqua che andrete ad inserire abbia la stessa temperatura e la stessa composizione di quella presente in acquario, in modo tale che lo scarto sia assolutamente nullo o comunque minimo. Nel caso tuttavia, nonostante le vostre attenzioni, ciò sia successo, agite gradatamente nella rideterminazione dei valori corretti. Anche in questo caso i Discus dovrebbero riacquistare la loro livrea originale, a patto che la variazione non sia stata così consistente da aver prodotto danni di salute irrecuperabili.

Innalzamento di valori inquinanti in acqua
Ovviamente nel caso di variazione della livrea o di stress bar, se la temperatura è a posto e il ph costante nei giusti valori, indirizzate le vostre attenzioni su altri tipi di elementi. Un Discus può manifestare disagio ed accendere le stress bar anche per improvvisi e notevoli aumenti di nitrati nell’acqua. Ciò può essere dovuto a vari fattori, tra cui la presenza di qualche animale in decomposizione in acqua o piante che si stanno deteriorando, o peggio, una mancata costanza nel cambio d’acqua settimanale. In tutti questi casi misurate subito i valori dei nitrati e cercate di non averli mai al di sopra dei 25-30 mg/lt, anche se la soglia di sopportazione può variare da soggetto a soggetto. In questi casi eliminate subito la causa di questi valori: rimuovete gli elementi in decomposizione o gli eccessi di cibo che avete somministrato, ed eseguite un cospicuo cambio dell’acqua abbassando di fatto i nitriti presenti. Ristabilite le condizioni corrette di nitrati, spariranno i segnali di disagio. Ancora peggiore la situazione della presenza di nitriti in acquario: significa che il filtro non funziona a dovere e non svolge la sua funzione a causa di un calo biologico delle componenti batteriche o altro ancora. In questi casi l’epilogo può essere tragico, essendo queste sostanze molto tossiche. Cercate di monitorare sempre questi valori con appositi test e agite di conseguenza con buoni cambi d’acqua e filtri efficienti, nel caso osservate situazioni critiche.

Fattori ambientali
La risposta dei Discus all’instabilità dei valori di temperatura e chimici dell’acqua non è l’unica comunicazione di stress. Spesso i valori citati sono costanti e di buona qualità, ma nonostante questo, le stress bar rimangono accese spesso e volentieri e la livrea rimane scura. In questi casi i fattori di disagio vanno ricercati senza dubbio in molteplici fattori ambientali contingenti. Ad esempio dei compagni di vasca molto turbolenti, se non addirittura molesti, possono stressare a livelli anche notevoli i vostri beniamini. E certo, non tarderanno a mostrarvi tutto il loro disappunto in merito. A volte, sempre per ignoranza, si allevano Discus singolarmente, o in un numero insufficiente a formare un gruppetto: anche in questo caso stiamo allevando dei pesci che presto o tardi manifesteranno disagio. Condizioni di luce eccessiva, non presenza di adeguate zone di riposo e ombrose, mancanza di spazio sufficiente per il nuoto, sono tutti altri fattori ambientali che possono incidere sul malessere del pesce. In definitiva valutate bene ogni aspetto delle esigenze fondamentali biologiche e ambientali dei vostri ospiti e soprattutto mettetevi in discussione, perché se i pesci ve lo dicono chiaramente, qualcosa che non va nella vostra gestione dell’acquario ci sarà eccome!

TERRITORIALITA’
Un’altra forte componente emotiva che questo pesce dimostra in acquario, consiste in realtà in una forte propensione alla difesa di un territorio che viene considerato di proprietà esclusiva. È in verità una delle caratteristiche principali di tutti i ciclidi, che soprattutto durante le riproduzioni emerge in maniera forte e veemente. Nel nostro caso, considerando le dimensioni dell’ospite, la vasca sarà di altrettante dimensioni notevoli, cosa che spingerà sicuramente gli esemplari più forti a scegliere la porzione di territorio più attraente. Ben venga, soprattutto considerando che in vasche piccole (e per piccole nel caso dei Discus intendiamo almeno un 200 lt) il più forte non tarderebbe a tiranneggiare su tutta la vasca, con ovvie conseguenze su tutti gli altri abitanti. Questo aspetto della psicologia dei ciclidi in generale, ha da sempre affascinato acquariofili di tutto il mondo, quasi al pari delle cure parentali che applicano scrupolosamente. Come sempre la soluzione migliore per gestire questa componente territoriale del carattere, verte sul buon senso di chi allestisce la vasca. Qualche scaramuccia è normale che avvenga, e lo vedremo nel prossimo paragrafo, ma se si è bravi a delimitare delle zone del territorio a disposizione con legni e piante, diversi esemplari potranno vivere serenamente nello stesso spazio nel pieno rispetto degli spazi altrui. Quindi fate attenzione a come arredate la vasca e disponete sempre la presenza di qualche nascondiglio confortevole. Inoltre, considerate che non a caso il Discus è un pesce di branco: questa componente territoriale, come per molti altri ciclidi viene smorzata dalla presenza di molti esemplari. Psicologicamente è il medesimo concetto che viene applicato all’uomo: se ho un immenso spazio a disposizione e costruisco la mia abitazione in quello spazio, probabilmente reagirei con fastidio se un’altra persona in tutto quello spazio venisse a costruire la casa proprio accanto alla mia. Ma se sono attorniato da molte abitazioni, se qualcuno costruisse accanto a me, probabilmente non lo noterei affatto. Per i Discus funziona grosso modo alla stessa maniera. Più esemplari avrete la possibilità di ospitare in acquario, sempre in proporzione con le dimensioni della vostra vasca, più semplice sarà la loro gestione territoriale e la tolleranza fra loro. Meno saranno, e più scaramucce avrete per la difesa del territorio.

SCALA GERARCHICA
Continuando grosso modo il discorso della territorialità, è bene sottolineare come il Discus, essendo un pesce di branco, tende a creare una vera e propria scala gerarchica, quasi come ci trovassimo difronte ad una società umana classista. Non solo quindi si stabiliscono regole per la territorialità, ma addirittura anche per l’accesso al cibo o per la possibilità di riprodursi. Di fatto, per la legge naturale per eccellenza, è sempre il più forte ad avere la meglio. Noterete subito che i Discus inseriti nel vostro acquario cominceranno subito a combattere tra loro: non vi allarmate è assolutamente normale che nel gruppo che avete inserito si crei la famosa scala gerarchica. I pesci si fronteggeranno l’uno con l’altro, aggrappandosi alla bocca e spingeranno in verso opposto. Tutto condito da parate di minacce con pinne spiegate e fremiti minacciosi.  Nella maggior parte dei casi nessun esemplare subirà danni fisici consistenti e tutto si risolverà in una semplice manifestazione di forza. Al termine dei combattimenti la scala gerarchica sarà formata: ci sarà il più forte, l’ultimo anello della scala, e una serie di posizioni intermedie a seconda della numerosità degli elementi, che potranno occupare anche posizioni di pari grado. Non di rado osserverete in futuro incontri tra pari livello nella scala, che di fatto si risolvono in parate di minaccia e nulla più, con affiancamenti e fremiti, ma nessun colpo. Altre volte potrete osservare la riverenza dei più deboli verso i più forti, mostrando il fianco indifeso al loro passaggio, e lasciando campo libero per il nuoto. Ma come accade per gli uomini, anche nella scala sociale dei Discus esistono degli arrampicatori sociali. Ognuno ha la possibilità di scalare posizioni combattendo e vincendo le proprie battaglie, per tutta una serie di motivazioni: dall’accesso al cibo, alla possibilità di riprodursi. Infatti, il fine ultimo della supremazia in acquario, così come in natura, è sempre rappresentato dalla possibilità di riprodursi con l’esemplare migliore disponibile, così da trasmettere alla propria progenie tutti i caratteri della dominanza. Il maschio dominante si accoppierà con la femmina dominante e già questo di per se appare come una certa garanzia di successo per i nuovi nascituri. Per questo stesso motivo quando introducete un nuovo elemento in acquario fatelo con cautela: ogni volta che aggiungerete un Discus al gruppetto esistente, andrete a sconvolgere la scala gerarchica che si era consolidata. In ogni caso anche questo aspetto sociale contribuisce nel dare al Discus un fascino del tutto suo. Attenzione al fatto che non sempre l’elemento dominante è un maschio: in alcuni casi anche una femmina può assumere il comando della scala gerarchica. Non di rado sono state documentate situazioni di questo tipo, con conseguenti tentativi di riproduzione tra due femmine. Infatti la più forte, in mancanza di maschi, tenterà un rapporto con il simil sesso. Possono avvenire anche deposizioni, ovviamente non fecondate successivamente.

LE CURE PARENTALI
Se avete deciso di allevare Discus, una delle esperienze più belle che possa capitarvi è sicuramente quella di assistere ad una riproduzione a ciclo completo, ovvero con la schiusa delle uova e la cura delle larve. Questi pesci applicano delle cure parentali amorevoli e molto pronunciate. È uno spettacolo vederli girovagare con calma nell’acquario circondati da una nuvola di piccolini che a turno si cibano del muco secreto dal corpo di entrambi i genitori. A volte assisterete a delle scaramucce: sembra quasi che ognuno voglia prodigarsi più dell’altro nella gestione della prole. Sono tutti aspetti facilmente osservabili anche nella natura umana. Lo stesso concetto di nutrire i nuovi nati con delle sostanze secrete dal proprio corpo, richiama molto la fase dell’allattamento femminile nell’uomo. Non a caso il muco viene chiamato spesso “latte di Discus”. Tutto l’intero ciclo di riproduzione è guidato da queste mille accortezze, che ben conosciamo per la natura umana: la pulizia della zona di deposizione, la deposizione stessa, la continua areazione delle uova, la rimozione di quelle purtroppo ammuffite e così via, sono tutti elementi che possono essere trasposti alle cure e attenzioni ascrivibili alla natura umana, seppur in contesti e azioni molto diverse. E come è facile osservare elementi positivi che avvicinano il Discus alla nostra natura, nello stesso tempo è facile osservarne anche quelli negativi. Non di rado le prime riproduzioni possono concludersi con la mangiata delle larve da parte dei genitori. Tutto ciò accade nella maggior parte dei casi sempre a causa dello stress: i fattori possono essere diversi. Pensiamo ad una coppia alle prime armi: sembra assurdo ma a volte la tensione di non saper gestire questo evento così particolare porta i genitori ad eliminare l’elemento fonte dello stress. La prole appunto. Oppure pensiamo ad acquari in cui avvenga la riproduzione ma sono presenti molti fattori di minacce. Anche in questo caso lo stress elevato può portare i genitori a mangiare la prole. Non pensiate che in questo siano diversi da noi. Quante volte ormai apprendiamo notizie di infanticidi, più o meno violenti. Spesso si ascrive l’accaduto richiamando in causa la pazzia, o appunto, forti depressioni emotive o stress a livelli insopportabili. Non vedete qualcosa di simile nei comportamenti del Discus? Nel bene e nel male la loro attitudine nei confronti della prole assomiglia molto a quella umana.

Discus con prole al seguito che si ciba del muco secreto dal suo corpo

In conclusione, sicuramente il Discus appaga la sua fama di grande comunicatore. Ma l’aspetto che maggiormente mi interessa sottolineare in questo articolo, è come effettivamente sia un pesce “umano”. In diversi fattori della sua psicologia è facile trasporre l’esperienza umana: dalla scala gerarchica, al concetto di territorialità, alla formazione di coppie omosessuali, fino alle cure parentali andate a buon fine o conclusesi in tragedia. La componente sociale, come risulta ben evidente, è fortissima, così come nell’uomo che di fatto è incapace di vivere solo. Se guardate attentamente il vostro Discus noterete che non è poi così diverso da voi, se non nell’aspetto e nella forma, ovviamente. Ma tutte le sfaccettature del suo carattere, della sua psicologia, facilmente riconducono ad una dimensione molto vicina a tanti atteggiamenti che percepiamo durante lo svolgimento della nostra quotidianità, sia in noi stessi che negli altri. Per questo motivo, se siete attenti osservatori, riuscirete a capire le condizioni del vostro ospite, e valutare se è il caso di intervenire su valori chimici dell’acqua, o su fattori ambientali circostanti, più o meno con la stessa efficacia con la quale riuscite a percepire uno stato di disagio o di malessere di qualche vostro conoscente. Personalmente, se dovessi scegliere un elemento che mi ha spinto ad allevare Discus in tempi recenti, non direi in maniera scontata la meraviglia dei suoi colori, o la particolarità della sua forma discoidale, ma assolutamente confesserei di essere rimasto affascinato dalla componente emotiva e psicologica. Vi assicuro che ciò rappresenta un motivo molto più valido rispetto agli altri, per intraprendere la fantastica avventura del suo allevamento. Provare per credere!

FONTI IMMAGINI: niarkeseph.info; youtube.com; picasaweb.com.
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