Le malattie: come riconoscerle ed intervenire

Chiunque abbia mai deciso di allevare Discus, non può non essere incappato in qualche problema fisico dei propri ospiti, in particolar modo alle prime esperienze. Per quanto ci si possa sforzare nel rendere tutto perfetto, sia  a livello di condizioni ambientali che di alimentazione, esiste sempre qualche fattore di stress che può minare la salute dei nostri ospiti. Per carità questo discorso vale per qualsiasi pesce si abbia intenzione di allevare, ma nel caso del Discus la cosa raggiunge connotati maggiori visti i risvolti che simili stati di stress possano generare. In molti altri casi invece, mancano proprio le condizioni ideali per il loro allevamento, e in questo caso il campionario è assai vasto: temperature mantenute a 26 gradi, ph molto elevato, acqua dura, alimentazione povera di vitamine e monotona. In tutte queste situazioni si generano evidenti elementi di cattiva salute traducibili in patologie a volte curabili a volte decisamente più ostili. La cosa non deve spaventarci e soprattutto non deve farci desistere dal nostro obiettivo di ospitare un giorno il Re nella nostra vasca: sarebbe come avere un cagnolino in giardino ed avere la pretesa di non combattere mai contro pulci, zecche e altri parassiti! Capite da soli che la cosa è impossibile!

Vero è che come in tutte le situazioni, la prevenzione è sempre la cosa migliore da applicare e soprattutto il modo corretto di iniziare questa avventura è proprio quello di cercare di fornire le condizioni ideali per una salute di ferro. Ottima igiene della vasca, alimentazione varia e ricca di vitamine e condizioni ambientali ottimali, vi metteranno al riparo da molte disavventure. Sbalzi di ph o di temperatura sono ovviamente anch’essi da evitare, sia in fase di inserimento che in fase di manutenzione settimanale. Ma come vi dicevo, se anche osservando tutte queste raccomandazioni il vostro pesce inizia a mostrare inappetenza o sintomi patologici, non fatevi prendere dal panico: infezioni batteriche o altro possono sempre essere in agguato nonostante la vostra buona volontà nella gestione della vasca. E in questi casi, cosa che non stancherò mai di dire, l’unica cosa che può decidere sulla salvezza di un pesce rispetto al suo decesso, è la vostra capacità di leggere le situazioni, ma soprattutto la vostra conoscenza in materia.

Anche in questo ramo quindi, armatevi di santa pazienza e cercate informazioni più dettagliate possibili. Se avete deciso di allevare Discus coscientemente e consapevolmente, significa che avete già fatto la stessa cosa per tutte le altre tematiche: arredamento della vasca, condizioni dell’acqua, della temperatura, corretto inserimento, alimentazione, compatibilità etc. Quindi non vi risulterà difficile fare la medesima cosa anche per questioni meno allegre, ma senz’altro altrettanto importanti, come il manifestarsi delle malattie.

Pertanto il mio scopo è solamente quello di fornire qualche annotazione riguardo le principali forme che possono affliggere i vostri pesci, per le ragioni più varie. Una breve descrizione delle patologie alle quali potrete andare in contro, vi renderanno più consapevoli difronte al manifestarsi di sintomi iniziali, e soprattutto potranno permettervi di intervenire in tempo prima dell’aggravarsi della situazione. In molti casi potrete intervenire sulle cause che hanno generato il malessere e aspettare che tutto si risolva, in altri casi risulterà molto utile la termoterapia, in altri ancora l’uso di medicinali sarà imprescindibile: in quest’ultimo caso siate cauti e prudenti perché non tutte le sostanze sono tollerate dai vostri Discus. Ma armatevi di pazienza e coraggio e vedrete che tutto si risolverà, salvo casi assolutamente complicati. Passiamo quindi in rassegna il campionario di malattie più ricorrenti e meglio trattate dalla dottrina e riscontrate dall’esperienza degli acquariofili. In particolare è possibile suddividere tali patologie in base all’agente scatenante, che può avere diversa origine.


MALATTIE DA VIRUS

Innanzitutto sono molto pericolose le malattie derivanti da virus, proprio perché virali non esistono farmaci in grado di combatterle. In questi casi se il soggetto è in buona salute prima del manifestarsi delle malattie, si hanno buone speranze che riesca da solo a risolvere la situazione, magari anche con qualche nostra maggiore accortezza nella pulizia della vasca e nei cambi parziali. Una delle più diffuse malattie da virus è senza dubbio la Linfocisti. Comunemente chiamata malattia nodulare, si manifesta con la formazione di escrescenze nodulari su diverse parti del corpo. Nei casi più gravi possono verificarsi anche delle formazioni diramate e molto evidenti. La malattia prende il nome dal virus Lynphocystis che di fatto aggredisce una cellula ospite e la consuma fino alla sua completa riproduzione di massa, momento in cui fuoriesce dalla cellula madre e inizia a colonizzare tutte le altre. Il cammino del virus non è così veloce e repentino, ma può essere molto pericoloso nel caso in cui aggredisce cellule interne fino ad arrivare agli organi. In questi casi è molto difficile pensare di salvare il proprio pesce. Nei Discus questa patologia si sviluppa soprattutto quando subiscono danni sullo strato del muco che protegge la pelle: ciò può accadere per condizioni di trasporto molto inadeguate, oppure per una procedura di acclimatamento maldestra. Quando lo strato di muco viene danneggiato in maniera irreparabile, il virus può aggredire la porzione di pelle rimasta indifesa e quindi iniziare a proliferare. Il contagio è possibile, anche se avviene in maniera lenta. Di fatto non esistono cure: l’unica cosa che potete fare è applicare cambi d’acqua più frequenti e inserire vitamine e cibo fresco nell’alimentazione. In pratica bisogna concedere al Discus le condizioni migliori per cercare di reagire in tempi brevi. Se il nodulo è abbastanza localizzato in una porzione esterna del corpo, si potrebbe anche intervenire rimuovendolo chirurgicamente: in questo modo si ostacola la proliferazione del virus, ma capite da soli che la pratica è del tutto sconsigliata ai principianti e molto più adatta ad uno specialista del settore veterinario.

Scalare afflitto da Linfocisti

MALATTIE DA BATTERI
Altra tipologia è rappresentata dalle malattie derivanti da batteri, spesso presenti in vasca per una moltitudine di ragioni. Molti possono essere i veicoli di trasporto, a partire dalle vostre mani. Una delle più diffuse patologie in questo senso è l’Esoftalmia, che come dice la parola, si presenta come una sporgenza evidente ed innaturale dell’occhio. Il batterio che causa questa spiacevole patologia è l’Aeromonas punctata: esso può aggredire facilmente o solo un occhio, oppure entrambi. I danni provocati determinano nei casi più gravi la perdita di entrambi gli apparati oculari, anche se il pesce può continuare a vivere ancora per molto tempo. In situazioni degenerative, dagli occhi il batterio può diffondersi facilmente all’interno del corpo colpendo reni, fegato e pancreas e determinando un accumulo di liquidi che porta inesorabilmente alla morte. Tutto dipende come al solito dalle condizioni di salute del pesce al momento dell’infezione. In ogni caso se presa in tempo la malattia è curabile attraverso l’uso di pomate oftalmiche da spalmare direttamente sulla zona colpita, e l’aggiunta nell’acqua di medicinali come la tetraciclina. Lo stesso Aeromonas punctata, come anticipato, può dar vita anche ad un’altra patologia di facile diagnosi: l’Idropisia. Come anticipato, quando il batterio si diffonde all’interno, senza dover colpire necessariamente gli occhi, e va a colpire i reni, il fegato ed il pancreas, gli organi vanno incontro ad un disfacimento organico che riempie di liquidi l’addome del pesce in maniera evidente. Nella fase terminale della malattia addirittura le squame assumono la posizione verticale a causa dell’eccessiva presenza di liquidi nel corpo. Rispetto all’Esoftalmia, questa patologia può essere curata solo se presa in tempo e diagnosticata tempestivamente: risulta utile dalle esperienze di diversi acquariofili, abbassare la temperatura per stroncare la diffusione ad altri soggetti presenti in acquario e trattare l’acqua con cloramfenicolo. Malattia forse più diffusa rispetto alle prime due trattate è la Corrosione delle pinne. In questo caso ovviamente la patologia interessa le pinne e le branchie del pesce, in quanto si verificherà un disfacimento notevole di qualsiasi forma di pinnaggio. Il Discus apparirà con una respirazione affannata e con lacerazioni al di sotto dell’opercolo, oltre che con evidenti lesioni sulle pinne che man mano tenderanno a sparire lasciando spazio solo ai raggi duri. La situazione in questi casi è di difficile soluzione in quanto non è ancora chiaro quale tipologia batterica determini la malattia. Pertanto risulta difficile identificare una cura  non sapendo cosa combattere. La verità quindi è che si deve andare avanti per tentativi: somministrare magari degli antibiotici e sperare che siano corretti per il batterio che ha infestato il nostro Discus. L’unica vera protezione per questa patologia è di fatto rappresentata dalla prevenzione: massima igiene in vasca garantisce una certa tranquillità, anche se non assoluta. Meno preoccupante è invece la malattia della Foruncolosi, che si manifesta con delle vesciche sparse su tutto il corpo del Discus, o su una parte specifica. Sono senza dubbio fastidiose per l’animale, ma nella maggior parte dei casi se non accompagnate da altre patologie, le vesciche svaniscono da sole. Anche in questo caso è difficile stabilire quale batterio sia la causa della malattia. Anche se la lesione di fatto scompare da sola, può essere corretto somministrare dell’antibiotico come tetraciclina o sulfamidico.

MICETI
Ostiche e contagiose sono poi le malattie derivanti dai funghi, che possono proliferare sempre a causa di non corrette condizioni ambientali in vasca e scarsa igiene in generale. La Saprolegnosi ad esempio, si manifesta con la formazione soprattutto intorno alla bocca del Discus, di numerosi talli che formano una sorta di formazione lanuginosa che può distaccarsi dal pesce nel momento in cui viene portato fuori dall’acqua. Il distacco non indica la guarigione della malattia, poiché i funghi rimangono presenti nella regione colpita e continueranno a sottrarre sostanze al pesce indebolendolo. La malattia prende il nome dai funghi del genere Saprolegnia, protagonisti in negativo di queste occasioni. Il Discus colpito può essere curato con verde di malachite o formalina in acqua, mentre sono molto utili anche pennellate di tintura di iodio sulle parti colpite dal fungo. Analogamente, sembra che gli stessi funghi, siano autori della Branchiomicosi, patologia che si manifesta più o meno con le stesse modalità, ma colpendo le branchie. Il pesce respirerà in maniera affannata a pelo d’acqua ed avrà gli opercoli molto aperti, mostrando al loro interno delle formazioni cotonose che come sappiamo rappresentano i talli dei funghi. La cura consiste anche in questo caso in somministrazioni di formalina, verde malachite e magari anche solfato di rame.

Saprolegnosi in un ciclide

PROTOZOI
Anche i protozoi possono essere cause scatenanti di patologie diverse. Sicuramente una delle più conosciute da tutti gli acquariofili, a prescindere dall’allevamento dei Discus, è l’Ictiofiriasi o Ictio, anche conosciuta come la malattia dei puntini bianchi. Non a caso infatti, nelle prime fasi della malattia si presentano due/tre puntini bianchi sulla testa del pesce per poi aumentare nei giorni successivi in maniera notevole ed invadere tutto il corpo, comprese le pinne. I Discus aumentano l’esecrezione di muco per cercare di difendersi e questo genera un fastidio notevole a contrasto con la malattia. Non di rado vedrete i vostri pesci sfregarsi contro gli oggetti di arredamento, oppure nuotare in maniera ondulata o scomposta, ed avere le pinne chiuse. Il protozoo autore della patologia è l’Ichtyofirius multifilis, e se preso in tempo può essere sconfitto. Nelle prime fasi della malattia si può attuare una termoterapia, ovvero innalzamento anche di 4/5 gradi della temperatura in vasca. Ovviamente ciò deve avvenire in maniera graduale, ad esempio innalzando la temperatura di un grado al giorno. Una volta raggiunta la temperatura di cura, è bene mantenerla per almeno una settimana, ma già dal terzo giorno i miglioramenti dovrebbero essere evidenti con la scomparsa di diversi puntini. Quando tutti saranno scomparsi, sarà possibile tornare alla temperatura di partenza, ma sempre nelle stesse modalità graduali già descritte. Se la termoterapia non funziona, perché il pesce è gravemente colpito, si può utilizzare il blu di metilene con dosaggi che variano a seconda della gravità della situazione. Se possedete infine una vasca d’appoggio, potete anche spostarvi i pesci per qualche giorno, poiché tali protozoi senza ospiti da attaccare muoiono nel giro di 4 giorni. Altra malattia da protozoi è la cosiddetta malattia del velluto, ovvero l’Oodiniasi. Il protozoo Oodinium pillularis attacca la cute del pesce e si diffonde in maniera copiosa su tutto il corpo determinando una sorta di patina vellutata. Successivamente, al consumo della pelle e del muco del Discus, compaiono anche le prime lacerazioni che nel giro di qualche settimana porteranno il pesce a morte sicura. Anche in questo caso, se presa in tempo, la malattia può essere arginata con della termoterapia e nei casi più gravi si può ricorrere al blu di metilene o al solfato di rame. Ma gli esiti non sono sempre positivi. Altra famosissima malattia del Discus, e in generale dei ciclidi è la malattia del buco, ovvero Hexamitiasi. Il suo nome deriva dal fatto che nell’acutizzarsi della malattia si formano dei piccoli buchi nella zona sopraorbitale per poi aumentare di grandezza e profondità. Dal loro interno viene emessa una sorta di sostanza lattiginosa e poltigliosa che deriva non altro che dalla necrosi dei muscoli della testa. Nello stesso tempo avvengono danneggiamenti anche a carico dell’intestino, con l’emissione di feci biancastre, idropisia, inappetenza, scurimento della livrea. In breve tempo il Discus può andare incontro alla morte. In passato si pensava che la malattia del buco fosse generata da protozoi della famiglia degli Hexamita, da cui il nome, ma oggi le ricerche portano verso altre considerazioni. Infatti si ritiene che il verificarsi della patologia è secondaria alla carenza di vitamina D e oligoelementi in acqua. Tale situazione porterebbe i flagellati appartenenti al genere Spironucleus a proliferare in maniera notevole attaccando l’intestino del pesce e i muscoli della testa con le conseguenze già descritte. Secondo questa nuova teoria, se presa in tempo, la situazione si risolverebbe somministrando vitamina D e calcio in maniera efficiente, mentre nei casi più gravi si può anche agire con somministrazioni di metronidazolo.

METAZOI
L’affezione da metazoi come Gyrodactilus, si manifesta con movimenti inconsulti da parte del Discus che produce dei caratteristici sbadigli e si sfrega volentieri sull’arredamento della vasca. Questi sintomi sono scatenati dalla proliferazione massiccia di vermi delle branchie che finiscono per ostacolarne la funzionalità. La malattia può essere debellata somministrando del metrifonato. Anche vermi come i Nematodi possono colpire i nostri Discus: in questo caso il pesce si dimostrerà inappetente e soprattutto inizierà a dimagrire vistosamente. Si possono debellare i nematodi somministrando del flubendazolo. Infine, altra malattia molto fastidiosa, vede come protagonisti i famosi vermi dalla testa a fresa, ovvero i Camallanus Cotti. Questi parassiti grazie alla forma particolare della loro testa, si infliggono nella mucosa interna del tratto terminale dell’intestino retto del pesce. Quando la lunghezza del loro corpo supera il tratto dell’intestino retto, si possono osservare spuntare fuori dall’orifizio anale. Non tentate di rimuoverli con pinze o altri elementi, in quanto provochereste seri danni alla porzione di intestino a cui i vermi sono attaccati. La cura consiste nella somministrazione di metrifonato, sempre in maniera cauta, vista la tossicità del composto.


ALTRE PATOLOGIE

Tra le altre patologie non ascrivibili a parassiti, funghi o vermi, non posso non menzionare il malfunzionamento della vescica natatoria. I Discus affetti da gravi disturbi della vescica, si fanno notare per il posizionamento statico sul fondo, non riuscendo più a galleggiare, e su di un fianco, posizione dalla quale non riescono più a muoversi se non con grande sforzo di utilizzo delle pinne laterali. In altri casi l’infiammazione della vescica può interessare altre aree che portano il pesce a riuscire a nuotare ma solamente a testa in giù in maniera innaturale. Di fatto l’infiammazione del muscolo che regola la quantità di gas presente nella vescica determina queste diverse condizioni: nel primo caso rilascia più gas di quanto dovuto, e quindi non trattenendolo più il pesce non può che rimanere sul fondo agonizzante; nel secondo caso ne viene trattenuto troppo, trasformando la vescica in una sorta di palloncino che porta il pesce sempre più verso la superficie. Per curare tale infiammazione si può ricorrere all’uso di medicinali come la tetraciclina, ma non sempre i risultati sono garantiti: quando si verifica una lacerazione della vescica per il dosaggio impazzito del gas, purtroppo non ci sono rimedi e il pesce andrà incontro ad una lenta agonia.

Come vedete le patologie a cui potreste andare incontro allevando Discus e non solo, sono diverse e originate da vari fattori. Sicuramente non esistono rimedi certi e anche le cure indicate dalla dottrina e riportate nell’articolo sono assolutamente di massima. Si possono ottenere risultati migliori con altri metodi, così come fallire con altri ancora. È bene però avere sempre coscienza di ciò che si sta somministrando in vasca. Infatti, tenete conto che molte sostanze possono danneggiare la colonia batterica presente nel filtro e indebolire quindi il sistema in generale, altre invece possono essere difficilmente tollerate a dosaggio elevato dai vostri Discus. Quindi la parola d’ordine è curare, ma con cautela e raziocinio. Tutte le sostanze indicate come efficaci per la cura delle malattie riportate, avranno quindi un dosaggio consigliato che è bene rispettare, al fine di evitare spiacevoli situazioni. Prima di valutare delle variazioni in termini di quantità o tempistiche, consultate un esperto del settore.

Chiarito anche questo aspetto, non resta che concludere con una riflessione di carattere etico. Fermo restando che il manifestarsi di una patologia è una buona occasione di riflessione sulle modalità con le quali gestite la vasca, tenete però conto che anche per i vostri pesci valgono le regole universali della vita, e quindi la morte è parte di essa. Pertanto non disperatevi se i vostri amici Discus possano all’improvviso lasciarvi, nonostante i vostri sforzi nel curarli da patologie sopraggiunte. E onestamente mi sento in dovere di sconsigliare un accanimento terapeutico: una volta somministrata la cura dovuta, per il resto è la natura che deve fare il suo corso, e non avrebbe senso prolungare un’agonia magari già scritta. Pertanto è bene che corriate in aiuto di qualche vostro pesce malato, ma cercate di non andare mai contro natura. Gestire un acquario significa osservare gli equilibri dell’ecosistema che avete creato, morte compresa, ed accettarli fa parte del gioco. Partecipate al divenire degli eventi con passione, ma non abbiate mai la pretesa di poterli governare del tutto o di sostituirvi ad essi.

FONTI IMMAGINI: acquariforum.com; discuspassion.net; h2oacquariofilia.it; americanaquariumproducts.com; discusclub.net.
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