La riproduzione e l’accrescimento

Indubbiamente anche il solo allevamento di Discus può dare enormi soddisfazioni all’appassionato acquariofilo. Mantenere degli esemplari in perfetta forma e salute è uno spettacolo meraviglioso, che arricchisce qualsiasi acquario. Aver conseguito questi risultati in acquari addirittura molto piantumati o arredati lo è ancora di più, visto le variabili in gioco e tutte le difficoltà da affrontare. Ma se tutto questo è vero, bisogna però ammettere che un’altra esperienza in orbita Discus è senza eguali: la riproduzione. Essa rappresenta il coronamento della carriera di ogni acquariofilo ed è indubbiamente un punto di arrivo nella conoscenza della gestione dei valori della vasca e dei suoi equilibri. Se l’allevamento quindi è già qualcosa che vi darà ampie soddisfazioni, la riproduzione vi farà sognare e soprattutto vi qualificherà come acquariofili esperti. Oggi forse le cose sono migliorate sotto questo punto di vista, nel senso che ogni appassionato ha a disposizione strumenti in grado di monitorare tutti i fattori determinanti, e quindi un bel vantaggio nella loro gestione. Anche i pesci sembrano essere diventati più tolleranti verso condizioni di acqua non proprio ideali, e più resistenti agli sbagli dell’acquariofilo disattento. Nonostante questo, la riproduzione del Discus è e rimane un traguardo ambito da moltissimi che amano questo hobby, e questo ciclide in particolare. C’è da dire che questo evento può avvenire in maniera casuale, nel senso che magari ci siamo proposti solo di allevare correttamente Discus e poi invece abbiamo assistito ad una riproduzione, oppure in maniera molto intenzionale. Credo che in questo articolo sia bene affrontare soprattutto quest’ultima ipotesi, ovvero cosa fare e come procedere nel caso si sappia già di voler riprodurre il Re. Stabilito quindi che la riproduzione sarà il nostro scopo principale, diversi sono i fattori da prendere in considerazione.

LA FORMAZIONE DI UNA COPPIA
Naturalmente la prima vera necessità per raggiungere il nostro scopo, è ovviamente il possesso di una coppia. In quest’ottica possiamo prendere in considerazione varie strade. Quella più semplice è l’acquisto di una coppia già formata e che quindi ha dato vita già ad alcune riproduzioni. In questo caso però tenete conto che la spesa sarà sicuramente elevata, in quanto coppie rodate hanno ovviamente il loro peso dal punto di vista commerciale. Inoltre, dettaglio non trascurabile, la spesa potrebbe risultare vana, poiché una volta inseriti nella propria vasca, i due pesci potrebbero non trovare più confortevole il nuovo ambiente e quindi non tentare alcuna riproduzione, o addirittura non riprodursi più affatto. Casi di questo tipo sono più ricorrenti di quanto si possa pensare. Ultimo fattore, ma non meno importante da considerare, è il fatto che se un allevatore decide di rinunciare ad una propria coppia di riproduttori, qualcosa ovviamente non quadra. Quindi anche sotto questo punto di vista non fidatevi troppo. Ma come fare allora per andare sul sicuro? Esiste un modo alternativo di procedere, ma decisamente più lungo. L’ideale sarebbe acquistare almeno dieci elementi da due covate differenti ed accrescerli insieme per far si che si formino una o più coppie. L’impresa ovviamente non è delle più semplici, ma appare più affascinante rispetto al fatto di trovarsi difronte ad una coppia che ha già completato il suo percorso. Il numero elevato di esemplari dovrebbe garantire almeno la presenza di diversi membri di entrambi i sessi ed ovviamente assolvere le esigenze di comunità di questi ciclidi. In ogni caso nella scelta degli esemplari cercate di non acquistare solo quelli di dimensioni maggiori, ma anche qualcuno più piccino in modo tale che aumenti la possibilità di avere maschi e femmine, visto che queste ultime di solito hanno una taglia inferiore. Acquistateli ovviamente da giovani, ovvero sugli 8 cm di diametro. All’inizio potrete tenerli tutti insieme in una vasca di almeno 300 litri netti, in modo che possano crescere con le dovute attenzioni fino ad un anno di età. Infatti arrivati a quel punto, inizieranno i giochi amorosi e vedrete se alcune coppie sono in formazione. A quel punto vi servirà dividere magari il gruppo e dedicare alla metà di loro un altro acquario di dimensioni simili. E’ molto importante che i futuri riproduttori vengano accresciuti in maniera ottimale, sia in termini di valori chimici dell’acqua, sia in termini di igiene. Per non parlare dell’alimentazione, che dovrà essere molto variegata e ricca di vitamine. In questo modo i nostri esemplari raggiungeranno una perfetta forma sia dal punto di vista estetico sia dal punto di vista strutturale. E la cosa è decisamente importante nel caso puntiate alla riproduzione. Infatti, un Discus cresciuto con diversi problemi, come taglia e salute, potrebbe trasmettere determinate caratteristiche alla futura prole, e pertanto si rischia di rendere inutile tutto il vostro sforzo in materia. Al contrario, pesci in piena salute e bellezza, trasmetteranno geni vincenti. Non a caso la riproduzione avverrà tra gli elementi dominanti del gruppo, proprio per garantire la trasmissione di geni di eccellenza. Parlando di genetica, non si può non far riferimento anche all’argomento della colorazione. Sebbene non esistano limiti alle tipologie cromatiche di Discus che potrete incrociare, sarebbe consigliabile scegliere pesci di un unico fattore, turchese o rosso, ad esempio, e cercare di mantenere il più puro possibile il loro patrimonio genetico. Non avrebbe senso cercare di creare varietà talmente stravaganti da non aver nessun patrimonio genetico da fissare in maniera decisa. Ma questi ovviamente sono discorsi molto complessi e indirizzati a chi effettivamente si pone risultati mirati dal punto di vista commerciale: a noi interessa solo riuscire a riprodurre il Re per passione e non dar vita ad una nuova variante cromatica!

Una coppia formata ed affiatata

Fatte queste premesse per quanto riguarda l’accrescimento dei probabili riproduttori, i vostri sforzi dovranno concentrarsi sulla formazione vera e propria della coppia. Come anticipato, se siete stati fortunati dopo la divisione dei 10 elementi in due gruppi di 5, qualche coppia si sarà formata spontaneamente, senza troppe forzature. La cosa dovrebbe risultare evidente in quanto i due elementi dovrebbero scegliere un luogo per la deposizione e scacciare tutti gli altri con atteggiamenti abbastanza violenti. Solitamente dovrebbero essere un maschio più corposo e una femmina più esile ma più attiva rispetto al maschio. Se nessuno di questi eventi si verifica in nessuno dei due acquari, allora si può cercare di stuzzicare un pochino i pesci con l’introduzione di un cono di terracotta, substrato insuperabile per la deposizione. Chiariamo un punto: non esistono metodi per forzare due Discus all’accoppiamento, ma qualche piccolo segnale può anche essere risolutore. Se due elementi iniziano a trovare interessante la cosa, allora siamo sulla strada giusta. Se neppure l’introduzione del cono ha modificato la situazione nei due acquari, allora possiamo provare scambiando qualche elemento del primo acquario con il secondo: questo determina una nuova combinazione che potrebbe portare alla formazione di una coppia. Di solito dopo questi tentativi una coppia la troviamo quasi sempre. L’ultimo vero gesto estremo nel caso ciò non dovesse accadere, consiste nell’isolare due elementi che sembrano essere di sesso opposto, in un acquario specifico, ovvero il classico cubo da 125 litri senza arredo, ma solo con il cono, e con valori ben più estremi rispetto alla vasca di partenza. Anche in questo caso se non si ottengono risultati si può provare a cambiare nuovamente uno dei due elementi e provare fin quando la coppia del momento non si darà da fare. Insomma, come vedete di modifiche e tentativi se ne possono fare molti, ma sta di fatto che se avete accresciuto bene i vostri dieci pesci, difficilmente una coppia non si formerà, e anche in quel caso prima o poi l’appassionato può spuntarla ai primi tentativi. Perciò non vi perdete d’animo nel caso, e datevi da fare per migliorare sempre le condizioni e cercare la combinazione giusta. La vostra coppia prima o poi verrà fuori.

L’ACQUARIO PER LA RIPRODUZIONE
La riproduzione del Discus richiede non solo un certo investimento dal punto di vista dell’acquisto di un certo numero di esemplari iniziali, ma determina di fatto anche la necessità di possedere una certa strumentazione tecnica capace di supportare l’obiettivo. Già la fase di accrescimento dei riproduttori abbiamo visto che necessita di due acquari non proprio piccolini, con adeguata strumentazione tecnica riguardo il filtraggio, la temperatura e sicuramente un impianto ad osmosi per i cambi d’acqua. Anche questo hobby quindi, come potete ben capire, ha un certo costo sia in termini di denaro, sia in termini di tempo. Spesso poi, se ci si lascia prendere la mano, parliamo di piccoli impianti di riproduzione, che nulla hanno più a che vedere con un hobby che dovrebbe essere rilassante, e ci imbattiamo in una sorta di secondo lavoro! In ogni caso, arrivati al momento della riproduzione, con esemplari sani e robusti che hanno formato una coppia, non si può non chiedersi se il proprio acquario è adatto all’evento o se è necessario allestirne uno specifico. In linea generale se i pesci arrivano a deporre, significa che la vasca di partenza non è poi così male. Tutto però poi dipende dai valori chimici e igienici dell’acqua, ovvero se permetteranno alle uova di schiudersi oppure no. E qui subentra un altro tipo di problema. L’appassionato potrà decidere se modificare i valori della vasca di partenza in modo da renderli adeguati alla schiusa delle uova e al successivo accrescimento della prole, oppure se allestire un acquario dedicato solo allo scopo. Difficile dire quale sia la scelta migliore: magari se non si ha la pretesa di salvare molti elementi, si può procedere modificando le condizioni della vasca di partenza, oppure nel caso si vogliano ottenere i massimi risultati dalla deposizione, si può agire allestendo un nuovo acquario. Dico la verità: personalmente trovo molto affascinante riuscire a riprodurre Discus e allevare almeno 4/5 esemplari in un acquario arredato, piuttosto che avere molti nuovi Discus grazie ad acquari completamente sterili. Secondo me la sfida più accattivante è proprio la prima, anche se diventa onestamente molto difficile l’impresa. Generalmente quindi, per ottenere buoni risultati, si è portati quasi sempre a creare una vasca ad hoc per l’evento. Analizziamo quindi come allestirla per bene. Innanzitutto la vasca deve avere un litraggio compreso almeno tra i 100 e 150 litri: la soluzione più diffusa in questo caso è il classico cubo da riproduzione di lato pari a 50 cm. Questo determina una capienza di 125 lt che andrà benissimo per la nostra coppia. Inoltre, la forma non è assolutamente casuale: infatti l’altezza vi permetterà di applicare una pulizia agevole su tutta la superficie di fondo, la lunghezza non creerà un ambiente troppo dispersivo per la prole una volta nata e bisognosa di somministrazione di cibo, e nello stesso tempo la profondità concederà un minimo di movimento alla coppia. Queste considerazioni non escludono la possibilità di allestire un acquario da riproduzione di dimensioni e forme diverse, ma sicuramente devono essere prese in considerazioni qualora si voglia agire nella maniera più agevole ed efficiente possibile.

Il classico cubo da riproduzione

Riguardo l’arredamento, il nostro cubo dovrà essere sterile, ovvero non prevedere nulla, neppure il substrato. In realtà c’è chi ricorre ad un esile strato di sabbia, chi mette qualche piantina in vaso, facilmente rimovibile per le operazioni di pulizia, chi invece inserisce legni vari. L’esperienza ha però dimostrato che la soluzione migliore per mantenere una perfetta igiene nella vasca, è proprio l’assetto sterile. L’unico elemento che non dovrà mancare, è ovviamente il cono di terracotta, superficie insuperabile per la deposizione delle uova. Anche se può sembrare esagerato, in realtà l’igiene avrà un ruolo più che fondamentale nella riuscita della riproduzione, e quindi giustifica l’assenza di qualsiasi elemento di arredo. Per quanto riguarda la strumentazione tecnica riferita all’illuminazione, ovviamente non avendo necessità di inserire piante, vanno benissimo varie soluzioni, sia in fatto di qualità che di quantità. La luce, quindi non è un problema. Il riscaldamento dell’acqua invece dovrà essere molto efficiente: tenete conto che nel nostro cubo dovremmo cercare di mantenere costanti temperature anche oltre i 30 gradi. Dotatevi quindi di un termoriscaldatore molto efficiente ed abbiate l’accortezza di nasconderlo per evitare che i pesci vi depongano sulla provetta e le uova vengano letteralmente bollite. In realtà, se inserirete il cono di terracotta, il rischio che questo accada è remoto, ma in caso contrario, abbiate questa accortezza. Anche il sistema di filtraggio dovrà essere adeguato. Generalmente per cubi da riproduzione, vengono utilizzati molto i filtri ad aria, caricati all’interno con resina sintetica, ovvero spugne. Il loro utilizzo determina la possibilità di avere poco movimento in vasca, in quanto i Discus non amano acque mosse soprattutto nel periodo riproduttivo, in quanto potrebbe infastidire la deposizione e anche l’equilibrio dei futuri nascituri. Una ulteriore accortezza consiste nell’inserire una porzione di spugna proprio all’ingresso della bocchetta di aspirazione, in modo da evitare il risucchio di eventuali avannotti. Ovviamente nell’allestimento del filtro, osservate le medesime procedure di maturazione di qualsiasi altro filtro. Prima di inserire i pesci assicuratevi quindi che sia pronto. Allestito il nostro cubo, non resterà che prendersi cura dell’elemento fondamentale: l’acqua. Per la riproduzione è necessario avere valori abbastanza differenti rispetto a quelli di una normale vasca di allevamento. Nel senso che sebbene l’acqua debba essere comunque acida, tenera, calda e pulita, dovrà esserlo in maniera più decisa. Il ph non deve andare oltre il range 5.5-6.5, i nitrati devono essere sempre al di sotto di 20mg/lt e comunque più bassi possibili, il kh deve essere molto basso, e la conduttività sui 100 ms. Creando un ambiente con queste caratteristiche, ovviamente si ha una maggiore probabilità che la riproduzione vada a buon fine: spesso infatti la deposizione avviene anche su valori diversi, ma la schiusa non avviene a causa dell’eccessiva pressione osmotica esercitata dall’acqua dura e basica. Al contrario, la minore pressione osmotica esercitata dall’acqua acida e tenera, può concedere maggiori possibilità di schiusa. Tali valori dovranno essere mantenuti più stabili possibili, in quanto qualsiasi variazione consistente può minare la salute delle uova e della futura prole. Rispettate anche queste condizioni chimico fisiche dell’acqua, è bene invece concentrarsi sulla manutenzione, che spesso dovrà essere quotidiana, con ottima sifonatura del fondo per asportare tutti gli elementi di rifiuto prodotti dai pesci. Un piccolo cambio giornaliero sarà un’arma vincente, a patto di effettuarlo con acqua di medesime caratteristiche chimiche e di temperatura di quella presente nel cubo. Un’ultima considerazione deve essere indirizzata al luogo di collocamento del cubo. Come sapete, cosa valida anche per l’allevamento semplice, i Discus non amano la confusione, e ancora di più durante il periodo riproduttivo. Cercate quindi un luogo tranquillo dove posizionarlo e cercate per un po’ di tempo di non produrre rumori eccessivi. Pensato anche a questo, non vi resta che trasferire, con la dovuta delicatezza, la coppia nel cubo ed osservare i primi tentativi di deposizione.

LA DEPOSIZIONE
Sicuramente la deposizione è uno dei momenti più emozionanti. Osservare la coppia deporre è qualcosa di magico, e soprattutto carica l’appassionato di una miriade di aspettative in attesa della schiusa. Il tutto ha inizio con i famosi giochi amorosi: il maschio in particolare gironzola intorno alla femmina con un grande spiegamento di pinne. In questi momenti anche i colori sono al massimo della loro brillantezza: vuole attirare l’attenzione della femmina a tutti i costi ed i più attenti non mancheranno di osservare delle veloci vibrazioni delle pinne o dei colpi sferrati sull’addome della compagna. Una volta carpito l’interessa della femmina, il nostro futuro sposo si adopererà per la pulizia del substrato oggetto della deposizione. Anche la femmina partecipa alle fasi della pulizia: nel caso del cono di terracotta potrete osservare tutto attentamente, mentre nel caso di vasche arredate, quasi sempre la scelta ricade su qualche radice e la cosa diventa più difficile se rimane nascosta tra la fitta vegetazione. Durante questo periodo, se non avete inserito la coppia in un acquario dedicato, ma l’avete lasciata in comunità, entrambi i soggetti dimostreranno una certa aggressività nella difesa del territorio dove è collocato l’oggetto della deposizione. Nella maggior parte dei casi gli altri ospiti saranno relegati all’angolo opposto, ma non correranno alcun rischio. Dopo le fasi di pulizia, finalmente i due soggetti si mostreranno quasi in contemplazione difronte al cono: i colori oltre ad intensificarsi, tenderanno verso una tonalità scura, quasi fuligginosa, in particolare verso la parte terminale del corpo, poco prima del peduncolo caudale. E’ il segnale che qualcosa di interessante sta per succedere:  la femmina deporrà le uova adesive sul substrato prescelto e sarà uno spettacolo osservare le fila di uova che vengono ordinate con grande attenzione. Man mano che la femmina completa la sua attività di deposizione, il maschio utilizza il suo organo riproduttore per fecondare le uova, con passaggi delicati.

Un turchese che accudisce le uova deposte

In genere la deposizione avviene nella parte finale della giornata: questo garantirà la schiusa delle uova a distanza di circa tre giorni, nelle prime ore di luce. In questo modo i Discus avranno tutte le ore di luce disponibili per prendersi cura delle larve appena nate. Quindi, come vedete, nulla è casuale. In questa fase inoltre si avrà la certezza di poter individuare il maschio e la femmina in maniera concreta, ovvero senza ricorrere ai segnali di dimorfismo secondari, ma bensì a quelli primari: risulterà evidente l’organo depositare femminile più arrotondato, mentre quello fecondatore maschile sarà più appuntito. Al termine della deposizione, saranno state sistemate sul substrato quasi 300 uova: non tutte ovviamente si schiuderanno, così come non tutti gli avannotti nati raggiungeranno l’età adulta. Entrambi i genitori difenderanno le uova e non mancheranno di ossigenarle in continuazione con il loro movimento delle pinne ventrali. In natura tale difesa viene applicata in maniera estrema, e i pesci sono capaci di respingere anche predatori molto più grandi di loro. Dopo lo spettacolo della deposizione non resta altro che aspettarne la schiusa, cercando di fare attenzione a non generare troppi scostamenti nei valori dell’acqua e nella temperatura, anche durante le fasi di manutenzione: considerate che anche leggere variazioni possono minare la schiusa o la deformazione delle uova. Non di rado, valori dell’acqua non idonei determinano la mancata apertura delle uova, oppure condizioni igieniche non adatte ne mostreranno l’ammuffimento. Non bisogna scoraggiarsi e continuare a provare cercando di concedere condizioni migliori ai propri ospiti: in linea generale però, se vi siete attenuti ai valori descritti prima ed avete applicato una corretta pulizia della vasca, diciamo che non dovreste avere sorprese. Le uniche che potreste incontrare riguardano variabili da voi non controllabili. Mi riferisco alla mancata esperienza dei genitori nel gestire la futura prole. Più spesso di quanto si pensi, la giovane coppia può divorare le uova, oppure gli avannotti una volta nati. Non spaventatevi, tutto questo può accadere anche per più riproduzioni. Anche se triste, in realtà il tutto è dovuto alla semplice inesperienza della coppia, che deve ancora trovare i propri equilibri nella gestione dei nuovi nati. Il forte stress sotto questo punto di vista, e di fatto la non conoscenza di come procedere, li porta ad eliminare la fonte di stress: le uova appunto. Vedrete che man mano che andranno avanti con le riproduzioni, acquisiranno sempre maggior sicurezza e consapevolezza, fino ad arrivare ad allevare finalmente la prima nidiata. Come in tutte le cose, bisogna solo avere molta pazienza e fare la propria parte, ovvero offrire le condizioni migliori possibili perché la deposizione accada: per il resto la natura deve fare il suo corso, anche attraverso eventi inspiegabili o incomprensibili. Infine, se la coppia è in salute e a suo agio darà vita a nuove deposizioni più o meno ogni ventotto giorni, quindi di chance per ottenere risultati ne avrete sicuramente.

L’ACCRESCIMENTO DEGLI AVANNOTTI
Dopo aver assistito alla deposizione con grande entusiasmo, non resta altro che aspettare la schiusa delle uova. Come anticipato questo evento può avere durata differente a seconda delle condizioni di temperatura: in linea generale con dei valori stabili sui 30 gradi, dovrebbe avvenire tra le 55 e le 60 ore dopo la sistemazione sul substrato. Poiché la deposizione in genere avviene verso le prime ore della serata, approssimativamente la schiusa dovrebbe verificarsi alle prime ore del mattino, in modo che i genitori abbiano tutto il tempo di dedicarsi alle larve sfruttando tutte le ore di luce disponibili. Ovviamente non tutte le uova si schiuderanno, ma sarà una grande emozione vedere le prime codine spuntare fuori dal guscio. I genitori si affretteranno ad accogliere le larve in bocca: non agitatevi, questo non vuol dire che le mangeranno, anche se spesso come già spiegato, la cosa può accadere. Alle spiegazioni già esposte, aggiungiamo il fatto che altrettanto spesso questo evento macabro ha la sua spiegazione soprattutto in riferimento ai valori o alle condizioni non corrette dell’acqua e dell’ambiente in cui è avvenuta la riproduzione. Infatti, poiché i genitori sanno che le larve non avrebbero alcuna possibilità di svilupparsi bene in condizioni avverse, per il principio che nulla in natura deve essere sprecato, di fatto riacquisiscono l’energia spesa nella riproduzione mangiando la prole, che comunque non avrebbe avuto vita lunga. Quindi in alcuni casi la colpa di ciò che accade è proprio la nostra: verificate sempre che le condizioni igieniche siano ottimali e che i valori dell’acqua siano perfetti. Per il resto sapete già che comunque tutto ciò può accadere anche per altre ragioni, quindi se accade non fatene una tragedia e cercate di analizzare le cause. Al di là di questa ulteriore spiegazione, possiamo però affermare che i genitori accogliendo normalmente le larve in bocca, in realtà le liberano completamente dal guscio e le sterilizzano, per poi “sputarle” sul substrato. In questa primissima fase di vita, le larve emettono una secrezione particolarmente collosa sulla testa che le permettono di rimanere ancorate sul substrato stesso. In breve tempo potrete osservare tutte le codine sventolare con vivacità. Per i prossimi tre giorni dall’ancoraggio, le larve consumeranno il sacco vitellino, acquisendo tutto il nutrimento necessario. Dopo averlo esaurito inizieranno a nuotare e questo sarà un momento critico. Infatti, se saranno in grado di percepire il segnale dei genitori, non faticheranno a posizionarsi intorno ad essi e cibarsi del famoso muco prodotto dalla loro epidermide. Anche in questo caso l’emozione sarà grande osservando una nuvola di avannotti sommergere il corpo discoidale del genitore che momentaneamente ha preso l’incarico di cibare la prole. Purtroppo però le larve che non saranno in grado di percepire i segnali, vagheranno per la vasca senza possibilità di salvezza alcuna. È sicuramente un momento delicato non solo per le larve. Anche i genitori possono avere problemi nello sfamare la prole: a volte il muco non è sufficiente a sfamare tutti gli avannotti nati, altre volte non viene prodotto affatto e quindi la sorte dei nuovi nati è segnata inesorabilmente. Pensate ai Pigeon, che hanno proprio una certa difficoltà nel produrre tale fonte di nutrimento. In linea generale però, si spera che vada tutto bene, e in alcuni casi le larve saranno talmente fameliche da consumare subito il muco dei genitori, che non è altro che un ispessimento dell’epidermide, per arrivare a cibarsi anche di alcuni brandelli dell’epidermide stessa. Entrambi si alterneranno in questa amorevole concessione del proprio corpo, dando vita ad una sorta di cambio della guardia molto simpatico: di colpo, ovviamente grazie ad un segnale ben preciso, tutta la prole in blocco si trasferisce sull’altro genitore.

Gli avannotti si cibano del muco del genitore

Ma attenzione: non è detto che i due vadano d’accordo in questa gestione. In alcuni casi i genitori iniziano a litigare e ovviamente la prole ne viene destabilizzata: gli allevatori professionisti in simili evenienze utilizzano una grata separatoria con ampi quadrati. In questo modo i due genitori non possono entrare in contatto, ma la prole avrà la possibilità di passare attraverso i quadrati della grata per cibarsi alternativamente dell’uno o dell’altro. In ogni caso, dopo 3/4 giorni di alimentazione del muco, possiamo intervenire con un’alimentazione integrativa fatta di naupli di artemia con quattro somministrazioni giornaliere: l’artemia è un crostaceo di facile allevamento e in commercio vengono venduti kit molto pratici di utilizzo. È bene indirizzare i naupli vicino alla prole, magari collegando un piccolo tubicino di gomma ad una siringa, utilizzata precedentemente per aspirarli dalla vaschetta di allevamento. Gli avannotti mangeranno voracemente i naupli, ed il loro pancino si colorerà di un arancione brillante. Con questa alimentazione integrativa, di buona qualità, cresceranno in fretta e nell’arco di 4/5 settimane potranno essere sfamati anche con mangimi commerciali di ottima qualità finemente sminuzzati, con somministrazioni fino ad otto volte al giorno. E’ bene abituarli fin da subito ad una certa varietà di cibo, in modo tale da non avere in seguito adulti schizzinosi. Dopo circa un mese e mezzo quindi, la prole può considerarsi svezzata completamente, e potete tranquillamente spostarla in un acquario dedicato all’accrescimento: un numero di circa 100 avannotti grandi come una moneta da due euro, potranno essere ospitati in attesa della loro crescita in un acquario di almeno 150 litri. Nella vasca di accrescimento ovviamente si potranno avvicinare molto gradualmente i valori dell’acqua a quelli di generico allevamento: ricordate che nella vasca da riproduzione ci sono valori un pochino estremi, quindi con molta pazienza portate il ph e tutti gi altri elementi a valori più normali. Questo sarà un bel vantaggio per la crescita dei nostri piccoli, in quanto ad esempio una concentrazione di sali maggiore avrà la sua importanza nello sviluppo dell’apparato scheletrico dei pesci. Quindi se nella vasca da riproduzione avevate dei valori di kh molto bassi, per l’accrescimento un kh pari a 5 e un gh pari a 7 vanno più che bene, magari accompagnati da un ph leggermente acido con valore 6.8. Ovviamente l’igiene dovrà essere sempre massima, così come la concentrazione dei nitrati molto bassa. Anche l’alimentazione dovrà continuare ad essere molto varia e di ottima qualità, con apporto successivo di composti vitaminici. Con queste accortezze i vostri dischetti cresceranno in breve tempo sani e robusti e potrete decidere quali immettere nella vasca di partenza, magari per far formare altre future coppie, oppure quali scambiare con amici o regalare ad appassionati come voi.

In conclusione, possiamo dire che questa meravigliosa esperienza vi avrà arricchito di sensazioni e ricordi indimenticabili. Ormai esiste una completa sintonia fra voi e i Discus, e il mondo di questi fantastici ciclidi non ha più segreti per voi. L’impresa non è delle più semplici, e come avete visto necessita di un minimo di investimento in fatto di tempo e strumentazione. Ma vi assicuro che ne vale la pena! Personalmente credo che possano bastare un cubo da riproduzione, una vasca di accrescimento ed una da esposizione, a patto di dedicarvi alla riproduzione di una sola specie cromatica. Se sarete bravi a selezionare gli esemplari che volete mantenere, ed avrete un buon canale per il piazzamento di quelli in esubero, credo che la cosa sia fattibile. Se poi la malattia del Discus vi rapisce…beh…allora non c’è spazio ne limite di spesa che tenga! A voi la capacità di trovare un buon compromesso.

FONTI IMMAGINI: discusclub.net; acquariochepassione.blogspot.com; mare2000.it.
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