Basso Fiume Amazzonico

Un sistema fluviale amazzonico di solito è caratterizzato da due sezioni ben distinte anche se facenti parte dello stesso ambiente: gli argini e le zone più profonde delle acque aperte. Ovviamente anche la fauna ittica sarà particolarmente difforme in base alla zona che prendiamo in considerazione. Sicuramente in acquario si tende a riprodurre soprattutto il primo ambiente, ovvero quello degli argini, poiché ospita i pesci di taglia minore e quindi più facilmente allevabili nelle comuni vasche medie. Inoltre, essendo gli argini pieni di vegetazione e rami secchi caduti in acqua, si presta meglio a dare ampio spazio alla fantasia dell’acquariofilo di turno che cerca di riprodurlo. Al contrario l’ambiente delle acque aperte ospita pesci molto più grandi, le cui dimensioni a tratti sono pressoché proibitive a meno che non si possegga vasche davvero enormi. Molti pesci gatto di notevoli dimensioni popolano le acque aperte del fiume amazzonico e possono raggiungere anche un metro di lunghezza. Sono abili predatori capaci di ingoiare un altro pesce in pochi secondi per poi sostare nel fondo cercando di digerire l’ultimo pasto. Oltre i grandi pesci gatto amazzonici, anche alcuni ciclidi e caracidi popolano le acque aperte. Anche loro raggiungono dimensioni consistenti: basti pensare al Cichlasoma monoculus che cresce fino a un metro o il più famoso Astronotus Ocellatus che cresce fino a 45 cm, meglio conosciuto come pesce Oscar. Sebbene siano abbastanza goffi nei movimenti, colpiscono per il loro modo di affezionarsi al padrone, tanto da prendere il cibo direttamente dalle sue mani. In natura si nutrono anche loro di altri pesci, frutti, semi e vegetazione del fiume.

La caratteristica fondamentale dei pesci che abitano il sistema fluviale amazzonico, è la loro capacità di mimetizzarsi. In effetti in un ambiente dove sono presenti molte specie differenti, la mimetizzazione può essere sia un’arma di difesa che di predazione. I pesci di fondo si mimetizzano meglio potendosi confondere con il fondo, mentre i pesciolini degli argini cercano di confondersi tra il fogliame e gli steli della vegetazione. Ad esempio, il Panaque Nigrolineatus, sfoggia delle striature notevoli a contrasto con il fondo bianco, per apparire come una sorta di striature su legno. Se visto dall’alto questa sensazione si rafforza: nella maggior parte dei casi può brucare tranquillamente le alghe sul fondo. Un altro esempio è il pesce ago (Farlowella Acus) che addirittura possiede un corpo lungo e affusolato con colori molti simili al legno con tanto di macchie naturali. Quando viene avvicinato da un possibile predatore, il pesce si immobilizza e si irrigidisce sembrando un vero e proprio ramo nell’acqua. Parimenti il pesce Banjo (Bunocephalus coracoideus) ugualmente riesce a depositarsi sul fondo e apparire come una sorta di detrito o fogliame raccolto nel fondale, grazie anche al suo colore marroncino che si fonde perfettamente con il substrato. Tutti i pesci di mezz’acqua sono poi particolarmente colorati, nella parte superiore di scuro e nella pancia di riflessi di argento, in maniera tale che se visti dall’alto si confondono con il fondale scuro e se visti dal basso con il riflesso della luce in superficie. Ma il mimetismo può essere anche uno strumento di offesa: l’esempio più eclatante è il cosiddetto pesce foglia (Monocirrhus polyacanthus) che è in grado di galleggiare sulla superficie dell’acqua tra la vegetazione, e grazie alla sua forma e colore confondersi completamente con essa. Quando piccoli pesci nuotano nelle vicinanze non avvertendo il pericolo, si trasformano ignari in un pasto prezioso!

Allestimento

Per riprodurre un biotopo di questo tipo dovete innanzitutto scegliere tra i due diversi ambienti: quasi sempre la scelta è obbligata dalle dimensioni della vasca. Infatti l’ambiente delle acque aperte, come sappiamo, dovrebbe ospitare pesci di notevoli dimensioni e quindi servirebbe un acquario di almeno due metri e potrebbe addirittura non bastare! Meglio indirizzarsi sulle zone degli argini che ospitano pesci più piccoli. Potete scegliere se riprodurre uno scenario luminoso o tetro: nel primo caso usate ghiaia fine o sabbia chiara e piante con fogliame pallido; nel secondo caso utilizzate un fondo scuro e arricchite tutto con legni altrettanto scuri per essere in sintonia con l’ambiente. Personalmente preferisco il primo tipo di allestimento, più attraente all’occhio dell’osservatore.

Le piante

Utilizzate molte piante di Echinodorus, magari mettendo le specie più grandi nella porzione finale della vasca e via via delle specie da centro acquario per finire in primo piano con qualche pratino di Echinodorus tenellus. Tenete conto però che per il pratino la luce deve essere molto intensa e penetrare fino in fondo (ottime allo scopo sono le lampade di nuova generazione T5), e che per tutte le Echinodorus in generale il substrato deve essere abbastanza spesso per permettere una buona radicazione e contenere molti nutrienti. Aggiungete anche una fertilizzazione liquida di ferro per non avere piante eccessivamente pallide e non in salute. Oltre l’Echinodorus Tenellus, potete utilizzare anche il Micranthemum umbrosum, una piantina che produce piccole foglie arrotondate di colore verde chiaro. Potatela regolarmente altrimenti diventerà eccessivamente alta e perderà le sue caratteristiche a cespuglio. Ripiantate gli steli tagliati per aumentarne la diffusione. Per le grandi piante da fondo, potete utilizzare diverse specie: Echinodorus Bleheri, Echinodorus “rosé”, Echinodorus palaefolius var.latifolius ed Echinodorus “Red Flame”. Alcune di esse, con la giusta illuminazione, svilupperanno delle caratteristiche macchie rosse sulle larghe foglie che daranno un tocco di colore a tutto lo scenario. Seguite anche per queste piante le stesse indicazioni già documentate: fondo fertilizzato, buona dose di ferro e buona illuminazione. In alcuni casi dovrete anche potare le radici e ripiantare gli esemplari per far si che le piante non crescano eccessivamente, potendo in molti casi addirittura uscire fuori dall’acqua.

I pesci

Per quanto riguarda la scelta dei pesci, non avete che l’imbarazzo della scelta potendo annoverare questo biotopo numerose specie diverse e dalle caratteristiche uniche: pesci come le razze d’acqua dolce, i pesci ago, il pesce foglia e anche gli arowana possono ricreare uno scenario davvero particolare. I pesci gatto più grandi sono adatti solo a vasche davvero enormi: le specie di Plecostomus posson crescere fino a 50 cm e sebbene siano pacifici mangiatori di alghe, le sue dimensioni non dovrebbero mai essere sottovalutate, anche quando all’acquisto sono decisamente inferiori. Molto meglio, per gli acquari più piccolini, ospitare degli Ancistrus, che assomigliano molto ai Plecostomus ideali compagni di vasca degli Astronotus, ma sono decisamente di dimensioni ridotte e svolgono ugualmente bene il loro compito di mangiatori di alghe.  Tutte queste considerazioni valgono anche per il Panaque Nigrolineatus. Abbiamo già accennato alle caratteristiche mimetiche del pesce ago e del pesce banjo: entrambi vi daranno grandi soddisfazioni suscitando la sorpresa nell’osservatore del vostro acquario. Ottimi pesci da fondo per questo biotopo sono senza dubbio i Corydoras, presenti in numerose specie diverse, ognuna con colori e sfumature particolari. Sono pesciolini che non raggiungono mai i 6 cm e sono utilissimi in quanto rimuovono tutti i detriti sulle foglie delle piante facilitando la fotosintesi e ripulendo il fondale dagli avanzi di cibo. Frugando costantemente nel fondo smuovono la ghiaia evitando la formazione di zone anossiche e la proliferazione di alghe grazie all’ossigenazione del substrato. Inseriteli sempre in gruppetti di almeno cinque esemplari.

I ciclidi nani sono altri pesci ideali per questo acquario: è meraviglioso osservarli mentre stabiliscono il territorio, formano la coppia, si riproducono e praticano le loro cure parentali alla prole fino a che non sia definitivamente autosufficiente. Molti di questi esemplari sfoggiano dei colori meravigliosi: il ciclide nano giallo (Apistogramma borellii), il ciclide nano Apistogramma cacatuoides, il ciclide nano di Agassiz (Apistogramma agassizi) e il ram, dai meravigliosi colori (Papiliochromis ramirezi). Tenete solo presente che può essere utile dividere l’acquario in territori diversi, magari con legni e piante a delimitarne l’accesso, poiché durante il periodo riproduttivo le dispute potrebbero creare eccessivo stress agli altri abitanti del biotopo. Altri ciclidi da ospitare, però di dimensioni maggiori, sono il ciclide bandiera (Mesonauta festivus) e lo scalare (Pterophyllum spp.). In particolare il primo è forse il ciclide più pacifico del gruppo, e può essere un ideale compagno di vasca per molti altri pesci, in quanto difficilmente manifesterà atteggiamenti aggressivi.

Infine, per acquari senza grandi pesci gatto e ciclidi, le zone di mezz’acqua possono essere occupate da diverse specie di tetra: anche qui potete sbizzarrirvi nella scelta. Per rendere l’acquario ancora più interessante, inserite almeno qualche specie insolita, come il pesce foglia Monocirrhus polyacanthus, tenendo però ben presente che si tratta di un predatore e quindi evitate compagni di vasca troppo piccoli. Attenzione a maneggiare anche le razze di acqua dolce in quanto nella coda contengono un cirro capace di emanare una tossina che può provocare una puntura molto dolorosa.

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