Allestire un Malawi

Questa tipologia di biotopo mi ha sempre affascinato molto, e se non fosse per la mia inguaribile passione per le piante, molto probabilmente avrei allestito da un pezzo un acquario del genere Malawi. Ma come spesso accade, ciò che non hai te lo propongono i tuoi amici e così eccomi a raccontare l’esperienza vissuta nell’allestimento di un piccolo acquario a tema.

Innanzitutto il concetto di “piccolo acquario a tema” è molto relativo, nel senso che per allestire un buon Malawi è necessario possedere vasche di grandi dimensioni: l’ideale sarebbe dai 400 litri fino ai 600. Dato per assodato che non tutti possiedono le risorse e lo spazio per una cosa del genere, indico subito come minimo requisito almeno un acquario di 120 cm con 200 litri netti. Questo acquario non vi consentirà di allestire un Malawi imponente, ma sicuramente è una buona base di partenza per imparare a gestire un biotopo del genere e magari pensare in futuro ad ampliamenti di spazio e di specie. Il primo punto quindi è quello di possedere una bella vasca spaziosa. Un utile consiglio è quello di non valutare con attenzione solo la vasca, ma soprattutto anche il mobile di supporto: tenete conto che l’allestimento prevede la costruzione di una rocciata voluminosa e quindi anche in termini di peso la sua incidenza si farà sentire. Quindi, non avventuratevi nell’allestimento con mobili fatiscenti o che subiscono l’usura del tempo essendo un po’ vecchiotti. Credo, ma tutto è opinabile in base alla collocazione che avete deciso nella vostra casa, che con qualche euro in più potete facilmente studiare e far realizzare un ottimo supporto in ferro, magari da plasmare proprio in base alle necessità di arredamento che avete. In quest’ambito tenete conto che è consigliatissimo l’utilizzo di filtri esterni, quindi prevedete nel progetto del mobile da supporto dei pannelli coprenti l’attrezzatura sottostante l’acquario. Con un po’ di buon gusto vedrete che non è poi così difficile progettare un mobile da supporto. In alternativa, affidatevi alle opzioni che vi offre il mercato, ma ripeto, non cercate di risparmiare proprio su questo elemento: la sicurezza e la stabilità per un acquario del genere non ha prezzo.

Un altro consiglio, secondo me molto utile, è quello di acquistare un foglio di polistirolo di spessore almeno di 2 cm e modellarlo in base alle misure del fondo del vostro acquario. In altre parole deve rappresentare una struttura coprente il vetro di fondo e quindi avere la stessa lunghezza e profondità della vostra vasca. Una volta sistemato sul fondo, prima di procedere all’allestimento vero e proprio, vi accorgerete che svolgerà un’ottima azione di salvaguardia del vetro di base dalla rocciata voluminosa che inserirete in seguito. Inoltre, la sua funzione sarà anche e soprattutto quella di attutire il peso delle rocce che sotto la pressione dell’acqua può essere consistente. In definitiva con pochissimi euro potete introdurre un ulteriore elemento di sicurezza: infatti, al di là di quanto già esposto, calcolate che se la rocciata non sarà stabilmente collocata, cadendo in avanti potrà facilmente danneggiare anche il vetro frontale dell’acquario. Il foglio di polistirolo darà anche maggiore stabilità alla struttura e quindi aiuterà ad evitare anche questo inconveniente.

A questo punto credo che abbiate già capito, magari leggendo anche l’articolo sul biotopo nella sezione dedicata del sito, che la vera protagonista del vostro allestimento è appunto la rocciata. Tutto viene allestito in funzione di questo elemento. Per rocciata intendo una struttura composta di rocce di varia natura che forniscono ampi rifugi e confortevoli caverne ai vostri futuri ospiti. Dovete procedere con cautela nella sua progettazione. Innanzitutto procuratevi la materia prima: se posso darvi un consiglio visitate più di un negozio di arredamento giardini o grandi serre dove di solito vendono anche queste pietre decorative. Potete trovare molte tipologie di pietre e potete scegliere quelle a voi più congeniali. Non esistono particolari pregiudizi in merito, in quanto vanno benissimo rocce calcaree che porteranno il ph a valori sicuramente elevati, particolarmente graditi ai pesci che inserirete. Quindi non avete il classico cruccio di determinare la prova con l’acido muriatico o la goccia di limone per vedere se frigge o meno. Per il resto fidatevi del vostro gusto estetico: ad esempio per un acquario di ciclidi africani io ho trovato molto appaganti delle pietre con diverse perforazioni e quindi cunicoli ospitali. Nel vostro caso però, i soggetti che ospiterete possono raggiungere dimensioni diverse, quindi se proprio devo darvi un consiglio rimanendo nell’ottica del rispetto del biotopo, la scelta ricade sicuramente in ciottoli di fiume arrotondati, di colorazione uniforme: il grigio chiaro mi sembra un colore molto delicato e che può contrastare bene con i colori dei ciclidi del Malawi. Fate attenzione alle dimensioni: cercate di portare a casa pietre di almeno 15 cm, cosa che vi renderà più facile la composizione della rocciata. Fossilizzate anche l’attenzione su di una più grande delle altre  che dovrà ricoprire il ruolo di grande protagonista della struttura. Per il resto affidatevi al vostro gusto estetico.

Per la costruzione vera e propria, non abbiate fretta. Riproducete su di un cartone il limite massimo della superficie del fondo del vostro acquario (se avete già predisposto il foglio di polistirolo per il fondo non dovete far altro che ricalcare con un pennarello i suo contorni sul cartone). Creata quindi la base virtuale su cui dovete sistemare le rocce, potete iniziare la creazione vera e propria. Ho trovato sempre molto utile questo sistema di collocazione degli elementi dell’arredamento e personalmente mi ha dato sempre ottimi spunti nella creazione del layout di qualsiasi acquario. A questo punto fidatevi della vostra capacità di creare paesaggi interessanti e che vi piacciano davvero: l’importante è che la composizione preveda delle caverne o dei rifugi per i vostri pesci. Quindi cercate di progettare degli incastri di rocce in modo tale che se ne formino il più possibile. Una volta individuato l’assetto definitivo che volete produrre, munitevi di silicone neutro ed individuate i punti cardine di collegamento tra i vari componenti. Posizionate la striscia di silicone in modo che riesca ad ancorare per bene gli elementi, ma nello stesso tempo, in maniera tale che non risulti visibile agli occhi del futuro osservatore. Procedendo con pazienza e con attenzione, pezzo per pezzo, otterrete una struttura rigida e da inserire direttamente in acquario. In questa fase, il consiglio che posso darvi è quello di non creare una struttura unica subito: cercate ad esempio di dividere in tre parti la rocciata che avete ideato e quindi procedete prima al siliconamento della porzione sinistra, poi di quella centrale e infine di quella destra. In questo modo avrete tre elementi composti che saranno più facilmente trasportabili all’interno dell’acquario vero e proprio: al contrario, una struttura completamente siliconata sarebbe difficile sia per il peso che per le dimensioni, da inserire nella vasca. Una volta collocati i tre elementi, se ritenete opportuno completare la siliconatura della rocciata potete farlo tranquillamente, altrimenti, lasciate che le tre strutture si incastrino facilmente tra loro: anche questa ultima soluzione di solito concede ottima stabilità e solidità. Inoltre, se in futuro dovrete rimuoverla, sarà sicuramente più facile non averla completamente siliconata. E’ tuttavia anche vero che con un semplice taglierino è altrettanto facile eliminare il collegamento dato dal silicone. Scegliete voi quindi come procedere. L’importante è che lasciate per alcuni giorni evaporare le sostanze emanate dal silicone: sebbene abbiate usato silicone atossico e neutro, questa ulteriore attenzione vi consentirà di dormire sonni più che tranquilli.

Risolto anche il problema della rocciata, e collocata con successo sul foglio di polistirolo in acquario in maniera più che stabile, l’altro elemento da prendere in considerazione è il materiale di fondo. I ciclidi del Malawi, come tutti del resto, amano scavare sul fondo e spesso lo fanno per procedere alla deposizione delle uova. Evitate quindi materiale particolarmente grossolano che possa creare danni alla bocca dei vostri pesci durante il tentativo. Se volete un consiglio, l’optimum è un fondo sabbioso e in alternativa una ghiaia di granulometria molto piccola e con elementi arrotondati. Il fondo sabbioso creerà uno scenario meraviglioso a contrasto con i ciottoli di fiume che avete acquistato, anche se la sua gestione richiederà qualche sifonatura del fondo in più e con maggiore attenzione. Ma vi assicuro che ne vale la pena! Non cercate però sabbie sofisticate: il consiglio è quello di utilizzare la cosiddetta sabbia di fiume. Per intenderci è quella utilizzata dai muratori per impastare il cemento e la trovate facilmente in qualsiasi negozio di materiali edili. Di solito la vendono in sacchetti di 25 kg: se avete allestito un acquario di 120 cm, quindi il minimo, potete prenderne per sicurezza due sacchetti e verificare che livello di fondo raggiungete. Non esagerate nello spessore del substrato in quanto con la sabbia esiste il rischio che si compatti e che quindi vengano create zone povere di ossigeno dove batteri nocivi possono proliferare indisturbati. Alcuni, ritengono di dovere inserire ad un certo spessore del fondo sabbioso, una sorta di rete in plastica che evita ai ciclidi di proseguire ulteriormente nella loro attività di scavatori. Questo per evitare che mettano in pericolo la struttura rocciosa e la sua stabilità magari scavando proprio ai piedi di una grande roccia. Con questo sistema sono costretti invece a fermarsi nel momento in cui trovano la rete. Non so quanto sia consigliabile questo metodo ma in tanti lo usano: credo però che se siete stati attenti nella progettazione della rocciata e della sua stabilità non dovrebbe accadere nulla di pericoloso. Infatti, se fate mente locale, vi ho consigliato di poggiare la rocciata sul foglio di polistirolo prima dell’inserimento della sabbia. Questo significa che la stabilità della rocciata che avete testato e raggiunto è assolutamente indipendente dall’azione di appoggio del materiale di fondo. Quindi, ho verificato che nell’acquario del mio amico, non esistendo alcun tipo di rete nel substrato, i ciclidi hanno prodotto buche anche in prossimità della rocciata, ma per quest’ultima non c’è stato mai nessun tipo di problema. Anzi, lo scenario sembrava assolutamente naturale e accattivante. Il grigio chiaro dei ciottoli di fiume, tra l’altro, si sposa meravigliosamente con il bianco sporco della sabbia di fiume. Un mix che ho decisamente gradito.

Al di là dell’allestimento, anche una valutazione sull’attrezzatura tecnica occorrente mi sembra d’obbligo. Innanzitutto il reparto luci: nel Malawi non esiste la necessità di inserire delle piante, quindi potete tranquillamente utilizzare un solo tubo fluorescente ed avere in vasca una intensità bassa di luce, inferiore ai 0,5 w/l. Anche nel caso decidiate di inserire delle piante, la scelta non può che ricadere nel genere Anubias o Microsorium, forse le uniche che i vostri turbolenti ospiti lasceranno in pace o che comunque resisteranno alle molestie. Quindi sono piante poco esigenti in fatto di luce, anzi amano la penombra: l’assetto di un sistema con un solo tubo può quindi davvero andare bene in entrambe le occasioni. Il mio consiglio è quello di rispettare il biotopo: si possono costruire acquari Malawi meravigliosi senza alcuna presenza vegetale. Rocciate di grande impatto con fondo sabbioso, e soprattutto colori dei pesci molto vicini a quelli marini, sono più che buoni per avere un acquario eccezionale. Non dimenticate che i ciclidi del Malawi sono accostati ai pesci marini per la loro magnifica livrea e quindi i protagonisti devono essere loro.

Anche per quanto riguarda il termoriscaldatore, vi anticipo che andrà benissimo quello dato in dotazione, purchè sia in sintonia con la grandezza ed il litraggio dell’acquario. Taratelo ad un valore stabile di 25-26 gradi. Andrà più che benone.

Se invece devo consigliarvi di spendere qualche lira in più per un’attrezzatura tecnica, non posso far altro che indirizzarvi verso un sovradimensionamento del filtro. Sarebbe opportuno avere a disposizione un filtro esterno, in modo che non sia invadente in vasca dove la rocciata deve avere ampio margine. In questo caso acquistare un altro filtro esterno di pari portata raddoppierebbe di fatto la capacità filtrante senza grandi problemi di spazio: ricordatevi che tutto verrebbe allocato nel mobile di supporto mentre la vasca rimarrebbe “pulita”. La necessità di sovradimensionare la capacità filtrante nel Malawi è praticamente una regola inderogabile: calcolate che rispettando il biotopo dovrete inserire un numero notevole di esemplari, sovrappopolando la vasca, e soprattutto considerate che i ciclidi sono pesci che sporcano molto. Messe insieme queste considerazioni, ecco che i due filtri esterni mostrano tutta la loro utilità. Intendiamoci, la loro potenza non vi esonera dalla manutenzione ordinaria con cambio d’acqua ogni due settimane, ma sicuramente nell’ottica del livello dei nitriti e dei nitrati la situazione cambia molto. Accertatevi nel caso di primo allestimento che entrambi siano giunti a maturazione e quindi che la casa dei vostri pesci sia pronta ad accoglierli.

Per quanto riguarda le caratteristiche chimiche dell’acqua da produrre in realtà il Malawi non concede grandi problematiche. Se avete dato una letta all’articolo nella sezione dedicata ai biotopi, avrete sicuramente appreso che il lago è molto vasto e che quindi in diverse zone le condizioni possono essere molto differenti tra loro. In generale non cercate di avvicinarvi troppo alle caratteristiche spesso difformi del biotopo di origine: tenete conto che i vostri pesci acquistati dal negoziante saranno perfettamente abituati a valori vicini a quelli riscontrati nella vostra acqua di rubinetto. Quindi per il vostro acquario va benissimo questa tipologia: sarà sicuramente un’acqua dura e basica, proporzionalmente in base alla vostra collocazione geografica. Inoltre, la presenza di rocce calcaree permetterà un ulteriore aumento nel tempo della durezza e del ph, rendendo l’ambiente ancora più ideale ai vostri ciclidi. Quello che invece dovete fare è trattare l’acqua con del biocondizionatore di buona qualità: questo sia in fase di allestimento che in quella di manutenzione, eliminerà sostanze nocive che possono minare la salute dei pesci. Per il resto seguite le normalissime regole di allestimento di un qualsiasi acquario.

Per quanto riguarda il popolamento dell’acquario, non avete che l’imbarazzo della scelta. Esistono molte varietà di ciclidi della Rift Valley. Quasi tutti sono coloratissimi e accattivanti nella forma: vi ho già anticipato come vengano definiti “pesci marini di acqua dolce”. Sicuramente colpiscono per la loro bellezza, ma vi assicuro che li apprezzerete soprattutto per i loro comportamenti. Sono pesci interessantissimi da osservare nella difesa del territorio e nelle diverse fasi riproduttive. Sono convinto che vi toglierete parecchie soddisfazioni. A causa però del loro carattere aggressivo e territoriale necessitano di essere inseriti in numero notevole: questa tecnica del sovraffollamento determina una riduzione dell’aggressività degli elementi dominanti e quindi meno perdite in termini di pesci più deboli. Sicuramente vedrete comunque il formarsi di gerarchie e territori delle varie specie, ma questa tecnica in aggiunta alle dimensioni dell’acquario e ai molti rifugi che avete creato, vi renderà la situazione sostenibile e assolutamente sotto controllo. Il consiglio che però posso darvi è quello di rispettare alcune regole nella composizione della popolazione. Una prima fondamentale riguarda il rapporto tra soggetti maschi e femmine: cercate di inserire tre femmine ogni maschio. Tutto questo determina equilibri più sostenibili e meno lotte per la riproduzione. Inoltre, scegliete solo specie compatibili: ripeto che il Malawi è immenso quindi alcune specie pur vivendo nello stesso lago in natura non si incontrano mai. Rispettate quindi queste compatibilità magari scegliendo specie che vivono a stretto contatto e quindi quasi in sintonia. Sono sicuro che vi farete una certa cultura in materia sia apprezzando i suggerimenti del vostro negoziante di fiducia, sia approfondendo l’argomento sulla rete. Anche in questo caso però, non esagerate: cercate di non inserire più di tre specie compatibili in acquario, altrimenti rischierete anche con questo biotopo così specifico di formare la solita “frittura mista”, con tutte le conseguenze del caso sia da un punto di vista estetico sia da un punto di vista pratico. In ogni caso vi anticipo quelle che possono essere delle compatibilità consigliate per ogni specie che potreste ospitare nel vostro acquario.

Altolamprologus: Aulonocara, Copadichromis, Cyphotilapia, Julidochromis, Labidochromis, Neolamprologus (fairy), Protomelas.

Aulonocara: Altolamprologus, Copadichromis, Cyphotilapia, Dimidiochromis, Hap, Iodotropheus, Julidochromis, Labidochromis, Neolamprologus (fairy), Neolamprologus (other), Protomelas.

Copadichromis: Altolamprologus, Aulonocara, Cynotilapia, Cyphotilapia, Dimidiochromis, Hap, Iodotropheus, Julidochromis, Labidochromis, Neolamprologus (fairy), Neolamprologus (shell), Protomelas.

Cynotilapia: Copadichromis, Hap, Iodotropheus, Labeotropheus, Labidochromis, Melanochromis, Protomelas, Pseudotropheus, Sciaenochromis.

Cyphotilapia: Altolamprologus, Aulonocara, Copadichromis, Dimidiochromis, Neolamprologus (other), Nimbochromis, Protomelas.

Cyprichromis: Julidochromis, Neolamprologus (fairy), Neolamprologus (shell).

Dimidiochromis: Aulonocara, Copadichromis, Cyphotilapia, Hap, Iodotropheus, Labeotropheus, Labidochromis, Neolamprologus (other), Nimbochromis, Protomelas, Pseudotropheus, Sciaenochromis.

Hap: Aulonocara, Copadichromis, Cyphotilapia, Dimidiochromis, Iodotropheus, Labidochromis, Neolamprologus (other), Nimbochromis, Protomelas, Sciaenochromis.

Iodotropheus: Aulonocara, Copadichromis, Cyphotilapia, Dimidiochromis, Hap, Labeotropheus, Labidochromis, Melanochromis, Neolamprologus (other), Nimbochromis, Protomelas, Pseudotropheus, Sciaenochromis.

Julidochromis: Altolamprologus, Aulonocara, Copadichromis, Cyprichromis, Labidochromis, Neolamprologus (fairy), Neolamprologus (other), Protomelas, Tropheus.

Labeotropheus: Cynotilapia, Dimidiochromis, Iodotropheus, Labidochromis, Melanochromis, Neolamprologus (other), Nimbochromis, Protomelas, Pseudotropheus, Sciaenochromis.

Labidochromis: Altolamprologus, Aulonocara, Copadichromis, Cynotilapia, Dimidiochromis, Hap, Iodotropheus, Julidochromis, Labeotropheus, Labidochromis, Melanochromis, Neolamprologus (fairy), Neolamprologus (other), Nimbochromis, Protomelas, Pseudotropheus, Sciaenochromis.

Melanochromis: Cynotilapia, Iodotropheus, Labeotropheus, Labidochromis, Nimbochromis, Pseudotropheus, Sciaenochromis.

Neolamprologus Fairy: Altolamprologus, Aulonocara, Copadichromis, Cyprichromis, Julidochromis, Labidochromis.

Neolamprologus Shell: Copadichromis, Cyprichromis.

Neolamprologus Other: Aulonocara, Cyphotilapia, Dimidiochromis, Hap, Iodotropheus, Julidochromis, Labeotropheus, Labidochromis, Nimbochromis, Protomelas, Pseudotropheus, Sciaenochromis.

Nimbochromis: Cyphotilapia, Dimidiochromis, Hap, Iodotropheus, Labeotropheus, Labidochromis, Melanochromis, Neolamprologus (other), Protomelas, Pseudotropheus, Sciaenochromis.

Protomelas: Altolamprologus, Aulonocara, Copadichromis, Cynotilapia, Cyphotilapia,  Dimidiochromis, Hap, Iodotropheus, Julidochromis, Labeotropheus, Labidochromis, Neolamprologus (other), Nimbochromis, Pseudotropheus, Sciaenochromis.

Pseudotropheus: Cynotilapia, Dimidiochromis, Iodotropheus, Labeotropheus, Labidochromis, Melanochromis, Neolamprologus (other), Nimbochromis, Protomelas, Sciaenochromis.

Sciaenochromis: Cynotilapia, Dimidiochromis, Hap, Iodotropheus, Labeotropheus, Labidochromis, Melanochromis, Neolamprologus (other), Nimbochromis, Protomelas, Pseudotropheus.

Tropheus: Julidochromis.

Vedrete che seguendo queste indicazioni otterrete un acquario meraviglioso che vi darà molte soddisfazioni e a costi non così sostenuti come in molti altri biotopi. Dimostrerete che non è necessario avere molte piante in vasca o attrezzature fantascientifiche per far stropicciare gli occhi a voi e ai vostri amici. Quindi…

Buon Malawi a tutti!

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