Speciale Vacanze

Dopo tanto sforzo avete raggiunto un buon risultato con il vostro acquario: tutte le piante crescono rigogliose, i pesci nuotano tranquilli negli spazi aperti e i valori dell’acqua sono stabili e vicini a quelli desiderati. Tutto quindi funziona alla perfezione, quando all’improvviso si avvicina la data delle ferie estive o invernali da godersi in tranquillità lontano da casa. A quel punto molte domande iniziano a girarvi per la testa: chi darà da mangiare ai pesci durante l’assenza? Chi curerà l’acquario in quel periodo? In effetti tutti all’inizio ci siamo posti queste domande, ma in realtà sento di rassicurarvi parecchio sulle risposte, in quanto la moderna tecnologia ha in parte dato delle soluzioni a tutti questi quesiti. Sicuramente posso dirvi che lasciare un acquario nei mesi estivi è molto più pericoloso che farlo in quelli invernali, per il semplice fatto che l’aumento della temperatura incontrollato è una delle cose peggiori che si possa prospettare. Ed il problema è che voi non sarete lì a gestirlo nel caso si verificasse! In inverno ovviamente non  avete di questi problemi. Ma procediamo per gradi in base alle domande più comuni che ognuno può farsi prima delle vacanze.

CHI DARA’ DA MANGIARE AI PESCI?
Dando per scontato che applichiate una somministrazione varia e di qualità per i vostri amici pinnuti, diciamo subito che la risposta a questa domanda è molto semplice, a patto di utilizzare tipologie di cibo corrette. Mi riferisco all’utilizzo delle cosiddette mangiatoie automatiche. Questi strumenti sono molto utili per dosare il cibo in diversi orari della giornata durante l’assenza da casa, tanto che alcuni acquariofili la utilizzano anche in periodi diversi dalle ferie estive. Pensate ad esempio agli impegni lavorativi e all’esigenza per alcune specie di pesci di ricevere più pasti nella giornata. Esistono molti modelli di mangiatoia automatica: da quello meno costoso a quelli più sofisticati. Tutti gli acquari di una certa qualità hanno la chiusura superiore già predisposta per ospitare una mangiatoia: quasi sempre la cosa consiste in una possibile apertura che ospita lo strumento, o comunque che rende possibile la caduta del cibo in acqua. Di solito si applica una piccola borchia di chiusura sul coperchio che può essere rimossa per generare proprio quello spazio di cui la mangiatoia ha bisogno. Detto questo, e fatto un rapido calcolo dei soldi a vostra disposizione, vi consiglio di dirottarvi su mangiatoie considerate affidabili: non devono avere movimenti stentati o forzati. Infatti, solitamente la mangiatoia è costituita da una parte meccanica, che fa girare a comando di un display-timer un serbatoio di somministrazione di cui potete regolare l’apertura per dosare il cibo. Tutte vengono alimentate da pile comuni, quindi evitate di toglierle dall’immancabile orologio della cucina perché avete dimenticato di comprarle: la cosa diventa rischiosa perche non sapete quanta carica ancora abbiano. Quindi inserite nella mangiatoia sempre pile nuove che vi assicureranno una durata eccellente per tutta la vostra assenza. Altra regola d’oro per utilizzare la mangiatoia correttamente, è l’utilizzo di cibo in granuli rispetto a quello in scaglie. Infatti i granuli per la loro conformazione saranno più adatti a scivolare via dall’apertura del serbatoio del cibo quando quest’ultimo viene fatto girare dal meccanismo di comando. Potete anche mischiare due granulari diversi per mantenere comunque una certa varietà di somministrazione. Utilizzate tra l’altro una granulometria piccolina, in modo che non si verifichino inceppi nello spazio di apertura del serbatoio di somministrazione: in questo modo avrete la sicurezza che il mangime raggiungerà i vostri pesci, cosa che non avverrebbe se la granulometria è grande e spesso ne scivola via solo una minima parte. Altro fattore importate è la presenza o meno nella parte meccanica della cosiddetta ventolina di raffreddamento. Questa ventolina entra in gioco qualche secondo prima della somministrazione del cibo e di fatto asciuga il contenuto del serbatoio di somministrazione. La cosa ha un’utilità notevole: infatti, tenete conto che tutta l’umidità che fuoriesce dall’apertura del coperchio dove riponete la mangiatoia, può facilmente far pasticciare il cibo all’interno e al momento della somministrazione di fatto potrebbe non uscire alcunché perché compattato in blocchi fastidiosi. Ovviamente le mangiatoie dotate di queste accortezze hanno un costo maggiore, ma la loro affidabilità non è messa in discussione. Per il resto cercate di acquistare una mangiatoia con display digitale, che vi permette una organizzazione dell’orario dei pasti molto più precisa rispetto ad altri metodi. Un’ultima considerazione: è buona norma far funzionare la mangiatoia qualche giorno prima della vostra partenza, in modo tale che verifichiate di persona il corretto funzionamento e soprattutto impariate a dosare bene quanto cibo è necessario far scendere in acqua. In questo modo prenderete le misure all’apertura del serbatoio di mangime e non correrete rischi di inquinare l’acqua con cibo eccessivo, che vista la vostra assenza, non potrà essere rimosso diversamente.

CHI ACCENDERA’ E SPEGNERA’ LE LUCI?
Questa domanda forse può sembrare ormai obsoleta, sia perché la maggior parte degli acquari può avere incorporato nel reparto luci un timer professionale, sia perché anche durante la comune quotidianità l’acquariofilo medio si avvale di timer esterni in grado di gestire il parco luci al suo posto. Se non fate parte ne della prima categoria, e neppure della seconda, il consiglio è quello di acquistare il prima possibile un timer esterno in grado di regolare il periodo di accensione delle luci e quello di spegnimento. Anche in questo caso sento di consigliarvi una spesa poco maggiore, ma comunque di affidarvi a timer digitali, per la loro ovvia precisione e soprattutto perché dalla mia esperienza risultano molto meno soggetti a danni meccanici a cui inevitabilmente possono incorrere gli altri tipi di timer (quello con l’orologino che gira per intenderci!). Inoltre, cosa importantissima, i timer digitali a differenza di quelli meccanici che vengono alimentati loro stessi dalla corrente, al contrario vengono alimentati da pile stilo nel display di comando. La conseguenza è che nel loro caso la mancanza di corrente non determina uno sfasamento nell’orario, che invece viene assicurato dalla carica delle pile nel display; nel caso invece dei timer meccanici se la corrente manca per un’ora, gioco forza anche l’orario si fermerà di un’ora, con ovvie conseguenze sull’accensione del giorno successivo. L’utilizzo è semplicissimo e non credo sia il caso di dilungarsi più di tanto sull’argomento: il timer antecede la spina di alimentazione della corrente delle luci (il cui interruttore quindi dovrà essere lasciato sempre acceso) e in base agli orari che avete impostato lascia passare la corrente o meno. Anche in questo caso se usate timer digitali assicuratevi che la pila da utilizzare per il display sia nuova e non usata, e provate la funzionalità e la precisione del timer almeno due giorni prima della vostra partenza. Se utilizzate il timer ormai già da tempo e abitualmente, assicuratevi solamente che sia funzionante ed efficiente.

CHI EFFETTUERA’ IL CAMBIO DELL’ACQUA?
Risposta semplicissima anche a questa domanda: nessuno! A meno di complessi sistemi di ricambio continuo dell’acqua (cosa che l’acquariofilo medio non credo abbia a disposizione così facilmente), non sarà possibile procedere alla manutenzione in vostra assenza. La cosa non è un disastro, per vari motivi. Innanzitutto, correte più rischi facendola fare da qualche conoscente inesperto, piuttosto che lasciare l’acquario senza cambio d’acqua. Qualche giorno in più rispetto alla consueta tabella di cambio non produrrà nessun danno al vostro acquario, a patto che il filtro sia efficiente e maturo da tempo. Un acquario condotto bene può rimanere tranquillamente anche tre settimane senza cambio d’acqua, e a meno che non possiate permettervelo (e ve lo auguro di cuore!) difficilmente starete via più di due settimane. Quindi nessun problema, a patto però che anche stravolgendo il vostro consueto giorno settimanale per il cambio d’acqua, applichiate una manutenzione profonda il giorno prima della vostra partenza. Non vi curate del fatto che tale manutenzione sia ravvicinata o distante dall’ultima che avete effettuato: fatela e basta! Il giorno prima della partenza farete un cambio dell’acqua superiore al solito terzo della capienza totale, con una sifonatura profonda e attenta in tutte le zone possibili del substrato. Questo sarà sufficiente per abbassare i nitrati di molto in coincidenza con la vostra partenza e quindi aumentare il grado di sopportazione di tutto il sistema fino al vostro ritorno. Ovviamente pensate bene di applicare anche una manutenzione attenta al filtro: pulite per bene la girante della pompa, sciacquate per bene tutte le spugne o comunque il materiale filtrante meccanico. Questo assicurerà una maggiore efficienza del filtro in fatto di azione meccanica ed eviterà intasamenti in vostra assenza e vi farà stare più tranquilli.

CHI PENSERA’ AL CONTROLLO DELLA TEMPERATURA?
Questa domanda invece ha una sfaccettatura diversa a seconda del periodo di vacanza che vi accingete a vivere. Mi spiego meglio. Tutti dovreste ormai conoscere bene il funzionamento del termoriscaldatore che viene ospitato in acquario per mantenere costante la temperatura. Se state per andare in vacanza in inverno (una bella settimana bianca no?!) il problema si risolve semplicemente verificando che il vostro termoriscaldatore sia settato correttamente sulla temperatura giusta, e soprattutto che funzioni a dovere tramite il riscontro con un termometro di precisione che ospitate in vasca. Fatto questo potete stare tranquilli in inverno, perché la temperatura verrà mantenuta costante senza alcun problema. In estate il discorso cambia e di molto. In effetti durante questo periodo semmai il problema è inverso: le temperature schizzano alle stelle e di colpo anche la vostra vasca raggiunge facilmente i 30 gradi. Se avete dei Discus la cosa può farvi anche piacere, ma se avete un comune acquario con piante che non sopportano le alte temperature, il rischio di ottenere un bel brodino vegetale è sempre in agguato! Allora che fare? Anche in questo caso il ricorso alla tecnologia ci aiuta molto: esistono in commercio delle ventoline di raffreddamento che possono essere applicate sul bordo della vasca e soffiando a pelo d’acqua di fatto fanno diminuire di diversi gradi la temperatura dell’acqua. Queste ventole diminuiscono anche l’effetto di calore che esercitano le luci durante la loro accensione. Per questo motivo è buona norma regolare l’accensione delle ventole proprio durante l’orario di accensione delle luci, mentre durante la notte le temperature tendono a calare naturalmente e quindi anche l’acqua mantiene livelli accettabili. Per evitare un forte surriscaldamento vi consiglio anche di lasciare almeno una parte del coperchio aperta, in modo da permettere una migliore evaporazione ed evitare l’effetto cappa di calore dell’impianto luce. Poiché le ventoline non hanno una regolazione in riferimento alla temperatura dell’acqua (altrimenti sarebbero un refrigeratore!), dovete lasciare funzionante anche il termoriscaldatore, se nel caso limite il raffreddamento porterebbe la temperatura dell’acqua al di sotto di quella impostata come minima nel termoriscaldatore. In questo modo potrete giostrare nel range di gradi che volete far mantenere in acquario. Vi confesso che la cosa non si è mai verificata, nel senso che ventole di questo tipo, a meno di un sovradimensionamento (tipo sei ventole per un acquario di 60 litri!) non riescono mai ad abbassare la temperatura in modo tale che rientri in funzione il termoriscaldatore. Nel mio acquario da 240 litri, un sistema di 4 ventole accese durante l’orario delle luci, ha abbassato la temperatura di quasi 4 gradi, portandola da 32 a 28. Avendo impostato il termoriscaldatore sui 26 gradi è ovvio che non abbia mai funzionato di nuovo. Certo, tutto è opinabile in base alle temperature che volete mantenere, ma comunque tenete conto che il sistema di raffreddamento ad aria è sicuramente quello migliore. Se avete un buon ventilatore potete anche utilizzare quello, a patto di metterlo a pelo d’acqua con il getto d’aria e che sia efficiente ed affidabile: il risultato che otterrete è il medesimo di quello ottenuto con le ventoline vendute per acquari. Sia nel primo che nel secondo caso affidatevi al solito timer digitale che avete acquistato per l’impianto luci: in questo modo collegando anche le ventole ad esso otterrete il loro funzionamento proprio in coincidenza con l’accensione delle luci, e si spegneranno durante le ore di buio in cui sono inutili. Esistono sicuramente metodi più costosi per raffreddare l’acqua, come ad esempio i refrigeratori, che agiscono quasi da climatizzatori, mantenendo in maniera scrupolosa un grado di temperatura preimpostato, ma onestamente parliamo di spese notevoli per un hobby e non sento di consigliarvelo. Molto meglio le ventole. Un’ultima considerazione: ho spesso sentito parlare di sistemi di raffreddamento casalinghi molto particolari, come ad esempio l’utilizzo dei blocchi di ghiaccio conservati in freezer, oppure bottiglie ghiacciate messe in acqua oppure i refrigeratori da frigorifero. Soprattutto quest’ultimi vengono messi in freezer e dopo inseriti nelle buste per alimenti per poi essere messi a mollo nell’acqua. Attenzione! Niente di più sbagliato! Innanzitutto a meno di un utilizzo massiccio non riusciranno a diminuire un bel niente, ma soprattutto creeranno delle zone di forte escursione termica intorno ad essi che faranno inevitabilmente stressare i pesci con conseguenti shock termici. Non a caso spesso questo sistema produce più danni che miglioramenti. L’utilizzo invece dell’aria è meno invasivo, agisce a livello superficiale ed è graduale, evitando di produrre quegli shock termici tanto dannosi.

CHI PENSERA’ ALLE PIANTE?
Altra questione altrettanto importante da prendere in considerazione, riguarda la cura delle piante del vostro acquario. Chi non ne ospita, oppure ospita specie talmente resistenti ed autonome come le anubias, grandi problemi non dovrebbe averne. Ma chi possiede anche esemplari più esigenti, deve avere delle accortezze maggiori. Innanzitutto ho già spiegato come assicurare loro il periodo di luce e il controllo della temperatura su valori accettabili. Sicuramente nessuno potrà potarle durante la vostra assenza e quindi è buona norma procedere ad una potatura di contenimento prima della vostra partenza. Questa attività può rientrare tranquillamente in quella famosa manutenzione prima della partenza che vi ho già descritto. Con la potatura mantenete l’acquario in ordine e le piante in salute, ma non esagerate. Lo scopo è solo quello di non ritrovarvi una giungla selvaggia in acquario al vostro ritorno e dover quindi applicare dei tagli radicali che quasi sempre sono più dannosi che altro. Quindi armatevi di santa pazienza e modellate dove possibile una potatura di contenimento, senza però essere drastici. Forse l’argomento più spinoso per le piante riguarda proprio il nutrimento, o meglio la fertilizzazione liquida. Infatti, per le piante che succhiano i nutrimenti soprattutto dal substrato, non avete grossi problemi: esiste già uno strato fertilizzante in acquario che potete semplicemente potenziare con delle pasticche apposite che cederanno i nutrienti durante la vostra assenza, senza lasciare le piante prive di elementi. E’ sicuramente un ottimo sistema che di solito viene applicato anche senza dover partire per le vacanze. Infatti, tenete conto che con l’aumentare delle temperature aumenta anche il metabolismo dei vegetali che quindi necessitano di maggiori nutrienti. Il problema invece rimane per tutte quelle piante che acquisiscono nutrienti soprattutto dalla colonna d’acqua: le anubias o altre specie sciafile sono ottimi esempi. In quel caso, anche se esistono strumenti simili a mangiatoie automatiche in grado di dosare liquidi, la spesa non vale l’impresa. Qualche settimana senza fertilizzante le vostre piante resisteranno bene, soprattutto se comunque non farete mancare l’apporto di co2, attraverso un buon sistema di erogazione: l’ideale sarebbe un buon ph metro con elettrovalvola, ma anche la sola elettrovalvola con timer annesso per farla dosare durante il periodo di luce, può andare più che bene. Stabilito questo vedrete che con l’anidride carbonica dosata con elettrovalvola attaccata al solito indispensabile timer, non avrete difficoltà a dare vigore alle piante durante il giorno e farle riposare durante la notte. Se utilizzate il ph metro avrete anche il vantaggio di evitare oscillazioni di ph altrimenti incontrollabili: ricordatevi però di tarare la sonda per bene prima della partenza. Con questi accorgimenti vedrete che anche le vostre piante non avranno problemi a superare il periodo della vostra assenza.

COME POSSO MONITORARE A DISTANZA?
Questo argomento è sicuramente uno dei più interessanti. Premettiamo che non è assolutamente necessario applicare un monitoraggio a distanza se avete applicato tutte le accortezze descritte in precedenza. Salvo cataclismi improvvisi, tutto procederà senza alcun problema durante la vostra assenza. Ma se proprio volete prevedere e risolvere anche tali cataclismi, allora questo argomento fa per voi. Come al solito vi racconto la mia esperienza e vi do i miei consigli anche se potete trovare il vostro personale modo di monitorare il tutto a distanza. Il mio consiglio è quello di dotarvi di una ip camera da piazzare difronte all’acquario: lasciando il modem adsl acceso e supponendo che abbiate una tariffa flat, il tutto non vi costerà più del prezzo della ip camera (una trentina di euro). Collegandovi in vacanza alla rete internet potete digitare l’ip della vostra camera e vedere in tempo reale cosa accade al vostro acquario. Io ho sperimentato questo sistema in occasione della riproduzione dei miei ciclidi africani che non volevo assolutamente perdermi, e devo dire che è stato davvero divertente osservare tutto nei momenti morti della vacanza. Inoltre, tale sistema mi ha permesso di gestire in maniera eccellente qualsiasi tipo di imprevisto: ovvio che osservando l’acquario dalla camera potete verificare l’accensione delle luci, la somministrazione di cibo e qualsiasi altra automazione abbiate predisposto in vostra assenza. Personalmente credo che questo sistema sia formidabile se proprio siete maniaci del vostro acquario. In realtà non è solo un discorso maniacale, ma una sorta di iper protezione di quello che avete costruito con tanta passione, e diciamolo, anche con qualche soldino! Ma tenete conto che non esistono premure che reggano se all’improvviso in estate si verifica un black out che fa scattare il vostro contatore a causa dell’utilizzo spasmodico di condizionatori nel vostro palazzo o nella vostra linea elettrica pubblica. In effetti il black out annulla tutte le accortezza descritte in precedenza e mette a serio rischio tutte le specie viventi che ospitate. Senza luce le piante muoiono, senza filtro l’acqua si inquina e i pesci morirebbero in lenta agonia…insomma sarebbe un disastro! Io ho risolto questa evenienza, che seppur rara non è mai da escludere, assicurandomi innanzitutto l’aiuto di un parente fidato: in pratica ho lasciato le chiavi di casa a mio fratello, che sebbene non capisca un accidenti di acquari, può sempre rappresentare un valido appoggio in casi estremi, magari essendo guidato per telefono. Già questo vi permette di avere una sorta di ancora di salvezza! In seguito, ho sistemato per bene il modem e la mia ip camera in modalità di stanby in modo che si attivi solo quando viene chiamata dal suo indirizzo in rete. In qualsiasi momento, potete connettervi e verificare il buon esito di tutte le accortezze prese, ma attenzione perché la camera potrebbe anche risultare non disponibile: è questo il segnale che non c’è corrente e quindi che qualcosa sia successo. Se il black out è di qualche minuto o anche una mezz’ora, passato questo lasso di tempo la ip camera deve tornare disponibile e quindi potete tornare ad osservare l’acquario funzionante. Se invece, il black out addirittura ha fatto scattare il vostro alimentatore di corrente, ed osservate che la camera non funziona per oltre un’ora, allora è il caso di preoccuparsi. Telefonate al vostro aggancio familiare e chiedete di fare un sopralluogo in casa: in dieci minuti ripristinerà il quadro elettrico e non avrete alcun problema. Devo essere onesto: una cosa del genere in sei anni di acquariofilia mi è successa una volta sola, quindi è abbastanza rara come ipotesi, e una volta l’assenza di corrente era generalizzata e si è risolta da sola in un quarto d’ora. Però posso dirvi che in quella sola occasione ha salvato il mio acquario! La spesa è esigua, in quanto un modem acceso per 15 giorni con annessa ip camera che entra in funzione solo quando viene interpellata , non consumano più del reparto luci del vostro acquario. A me è sempre apparso un buon metodo e mi ha sempre fatto divertire in alcuni momenti della vacanza osservare i miei amici pesci fare i padroni di casa. E’anche vero che accedevo alla camera una volta al giorno, ma onestamente credo che sia più che sufficiente per assicurarsi che tutto vada come deve andare. Per il resto mi sono sempre goduto le mie vacanze, perché se è vero che bisogna prendere le distanze dal lavoro, a volte è il caso di farlo anche dagli hobby! E grazie a mio fratello, nel caso peggiore che vi ho raccontato, ho risolto tutto in 5 minuti!Che altro dire allora? Buone vacanze a tutti!

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