Le rocce in acquario

Diciamoci la verità, il bello di un acquario è soprattutto allestirlo. La fase dell’arredamento poi è forse la parte più bella e creativa di questo hobby. Non so voi, ma io vivo la creazione del layout con grande trasporto, come fossi davanti ad una tela con il pennello in mano. La possibilità di esprimere qualcosa di interiore assemblando elementi naturali e spazi acquatici è un richiamo invincibile per noi acquariofili. Se poi a tutto questo aggiungiamo la meravigliosa varietà che la natura ci offre per riprodurre ambienti specifici, ecco che tutto diventa ancora più divertente e accattivante. Personalmente, ho provato sempre la stessa emozione, sia arredando un acquario con piante per Discus, sia un ambiente roccioso per ciclidi dei laghi africani. Concetti e realtà molto differenti, ma quello che voglio dire, è che se l’arredamento viene fatto con passione e con cura dei particolari, non esistono paesaggi più belli o meno belli. Partendo da questo presupposto devo dire però che spesso gli elementi presi in considerazione per l’arredo sono quasi sempre gli stessi: alcune tipologie di legni, rocce o materiali artificiali, sono spesso ricorrenti in diversi layout. In verità, sappiamo bene che diverse sono le varietà di questi elementi che possono essere utilizzate: è anche vero che in commercio si trovano sempre gli stessi tipi, quindi a volte siamo quasi obbligati ad accontentarci di ciò che troviamo. Secondo me un discorso a parte però meritano le rocce, per le quali, con un po’ di iniziativa, è possibile spaziare molto nella scelta.

Le rocce sono spesso un elemento trascurato in acquario, nel senso che a meno di realizzare un acquario a tema (vedi Malawi, Tanganica o simili), l’acquariofilo medio preferisce un bel legno contorto rispetto ad una bella roccia scenica. Il perché non so spiegarlo, ma personalmente posso dire di non essere d’accordo con questa visione delle cose. Ritengo che delle belle rocce, posizionate nel modo corretto all’interno dello scenario (avete mai visto un acquario Iwagumi?), abbiano lo stesso impatto di un legno accattivante, se non migliore. Inoltre, la varietà che si presenta alle nostre possibilità di acquisto è molto varia e con poco dispendio di risorse possiamo portare a casa pezzi davvero meravigliosi. Naturalmente tutto va fatto, oltre che con gusto estetico, anche con una certa coscienza di ciò che acquistiamo: esistono infatti rocce calcaree che rilasceranno sali in acqua aumentandone la durezza, altre invece che sono ininfluenti a tali condizionamenti. Altre saranno poco adatte a determinati pesci delicati, essendo taglienti, altre ancora per il loro colore potrebbero infastidire gli ospiti e così via. Insomma, bisogna prima prendere bene coscienza di cosa dobbiamo realizzare, e successivamente valutare l’acquisto.

Anche il loro posizionamento non è scontato: possiamo utilizzarle per creare caverne e rifugi, oppure semplicemente creare dei divisori per il frazionamento del territorio che sarà utile in caso di pesci particolarmente sensibili a tali equilibri. Il colore varierà a seconda dell’abbinamento cromatico che intendiamo applicare, mentre la forma, arrotondata o a lastra, sarà funzionale a diversi utilizzi: non è un segreto che diverse rocce, tra tutte l’ardesia, ben si presta alla costituzione di terrazze molto sceniche in acquario. Diverse sono anche le soluzioni artificiali proposte in commercio: lasciate stare, se posso darvi un consiglio, la bellezza dell’autenticità della natura non ha eguali! Spingetevi quindi sempre alla ricerca di esemplari di rocce vere e non riproduzioni di materiale plastico.

Detto questo, diciamo che la prima cosa che dovete fare è capire se vi trovate difronte ad una roccia calcarea: basta versare sulla sua superficie dell’acido muriatico e verificare se frigge oppure no. In caso affermativo vi troverete difronte ad una roccia calcarea, in caso negativo avrete trovato un elemento che non influenzerà i valori dell’acqua del vostro acquario. Tutto questo però dipende sempre da ciò che dovete realizzare: ovvio che in un acquario di ciclidi africani ben vengano valori più duri dell’acqua, mentre in biotopi acidi bisogna evitare rocce calcaree.

Altra particolare accortezza da osservare prima dell’inserimento in acqua, è l’attività di sterilizzazione che potete ottenere facilmente facendo bollire in pentola per qualche minuto gli elementi che avete scelto. Questo assicurerà che non inserirete agenti patogeni in acquario e vi farà stare più tranquilli: la rimozione delle particelle di terra e altri materiali eviterà problemi diversi che potreste avere durante la maturazione del filtro, con proliferazioni batteriche esterne.

Molti poi, tendono a creare delle rocciate siliconandole tra loro, ovviamente con silicone neutro, ottenendo così meravigliose grotte e passaggi stretti di grande richiamo: fate attenzione però perché non tutte sono adatte a questo scopo. Rocce particolarmente pesanti non vi assicureranno comunque una certa tranquillità in questa operazione, anche in ottica di tenuta futura della rocciata. Molto funzionali invece a questo scopo sono le rocce laviche, molto leggere ben si prestano a questo tipo di soluzione.

Infine, considerate che al pari dei legni, se non addirittura in maniera più efficiente, le vostre rocce possono ospitare piante epifite che aggrovigliano le proprie radici nelle cavità che presentano. L’esempio tipico riguarda piante come Anubias o Microsorium: su rocce increspate, come quelle calcaree o laviche, non faticheranno a trovare ancoraggi ideali dove prosperare. Inutile riconoscere che l’impatto scenico è in alcuni casi meraviglioso, così come la presenza di rocce con interi cuscinetti di muschio adagiato sopra. Ritengo quindi che come elemento di arredo, le rocce non hanno nulla da invidiare ai legni, ma se utilizzate correttamente e con gusto possono avere addirittura più importanza sia dal punto di vista estetico che funzionale.

Ma per riuscire a compiere una scelta oculata per il prorio layout, come già anticipato, dobbiamo sapere bene quale tipo di roccia è adatto agli scopi estetici e pratici che vogliamo raggiungere. Pertanto ritengo che una bella carrellata sulle principali varietà facilmente reperibili e utilizzabili in acquario possa farvi piacere. Vedrete che esiste una roccia per qualsiasi gusto: da quelle bianche a quelle colorate, da quelle increspate e quelle lisce, da quelle bucate a quelle compatte. Ognuna saprà svolgere la funzione che gli chiederete se farete la vostra scelta con oculatezza e criterio. La reperibilità è assicurata: qualsiasi negozio di materiale e piante da giardino nella vostra città dovrebbe assicurarvi la possibilità di acquisto.

 TRAVERTINO

Il travertino è una roccia calcarea, particolarmente utilizzata nell’edilizia o anche nella formazione di aiuole o bordature nei giardini. Già questo vi dice che ne troverete facilmente nei negozi di materiali per giardino e simili. Essendo calcarea cede calcio nell’acqua, cosa che ne modifica la durezza e il ph in maniera consistente. Può essere quindi utilizzata in acquari dove dovete riprodurre queste condizioni: pesci rossi e ciclidi africani gradiranno molto una composizione chimica di questo tipo. Sono anche molto decorative e come tutte le rocce calcaree hanno la presenza di diversi fori che simulano la presenza di caverne e rifugi per i pesci, cosa ancora più gradita agli abitanti del vostro acquario. E’ una pietra robusta ma non eccessivamente pesante, di forma irregolare, ma altrettanto duttile nella lavorazione, quindi se volete o ne avete necessità, con i giusti strumenti potete creare anche voi delle cavità per renderla più attraente o utilizzabile per eventuali riproduzioni. Per quanto riguarda il colore, molto dipende dagli ossidi che incorpora: è comunque una pietra abbastanza porosa con colorazione naturale che va dal bianco latte a tonalità molto più scure, passando tra varie sfumature tra il giallo e il rosso. Se siete fortunati, e se la cosa vi attrae, non sono infrequenti immagini fossili di piante e animali ritratte su queste rocce: magari anche questa è una caratteristica che potrebbe aggiungere un qualcosa di particolare al vostro allestimento. Per quanto riguarda la provenienza, le rocce migliori provengono dalle zone di Guidonia e Tivoli, ma esistono ottimi giacimenti anche in Umbria, Toscana e Marche.

PIETRE LAVICHE

Sono le rocce d’acquario per eccellenza e le più comuni presenti in commercio nei vari negozi di acquariofilia. Sono il frutto di aggregazioni naturali di origine lavica formatesi alle pendici di vulcani ancora attivi. Sono quindi pietre molto leggere e dalle forme molto varie: noterete che in acquario faticano molto ad andare a fondo in quanto trattengono molta aria nelle loro minuscole ma numerose cavità. Dopo un breve periodo però lasceranno andare via le bollicine d’aria e non faticheranno a raggiungere il fondale. La loro colorazione varia molto dalle diverse tonalità di nero, per passare al grigio chiaro, fino all’ambrato, per poi finire in rosso ramato. Queste ultime sono sicuramente quelle considerate più pregiate proprio per la particolarità della sfumatura che offrono una volta sommerse. In tutti i casi, comunque, la loro colorazione offre un meraviglioso contrasto con il verde delle piante e con i colori chiari del substrato che avrete scelto. Da evitare invece colori scuri del fondo che non le farebbero risaltare come dovrebbero. In acquario potete utilizzarle in qualsiasi tipologia di allestimento: non influenzano minimamente i valori dell’acqua e per questo sono molto adatte per acquari con molte piante e valori teneri ed acidi. Fate però attenzione in quanto sono per conformazione abbastanza taglienti nei bordi, cosa che potrebbe mettere in pericolo i pesci nel caso in cui urtino accidentalmente la roccia dopo un inseguimento o dopo uno spavento. Non utilizzatele quindi se avete deciso di allevare pesci delicati sotto questo aspetto. Infine, possiamo tranquillamente affermare che sono le pietre più adatte ad ospitare piante epifite e muschi: in commercio addirittura vendono rocce laviche già allestite con Anubias, Microsorium o Muschio di Giava già ampiamente ancorato. In ogni caso non faticherete neppure voi a far ancorare queste piante alla roccia: basta legarle con del filo di nylon nella posizione desiderata ed aspettare che avvenga l’ancoraggio. A quel punto potete rimuovere il filo di nylon. La loro superficie increspata e piena di piccole cavità le rendono ideali per l’ancoraggio delle radici di queste piante. Un grande vantaggio di questa pietra consiste nella loro leggerezza, cosa che le rende utilizzabili in grandi quantità per la creazione di rocciate consistenti e sicure allo stesso tempo: molti utilizzano anche il silicone come elemento di assemblaggio per la creazione di grotte e rifugi molto articolati. L’importante è che si faccia attenzione a far evaporare per bene le sostanze del silicone prima di introdurre il tutto in acquario. Sicuramente una delle rocce più funzionali in acquario.

BASALTO

Anche il basalto è una roccia di origine vulcanica: si forma a causa del repentino raffreddamento che il magma subisce quando entra in contatto con aria fredda o acqua. La sua derivazione quindi è differente a seconda di quale processo formativo ha subito: nel caso subacqueo si formeranno i cosiddetti cuscinetti, con forma quindi arrotondata, consistenza a grana molto fine con superficie quasi vetrificata; nel caso terrestre praticamente a contatto con l’aria il magma subisce una forte contrazione che genera fratture e frastagliamenti concedendo forme più varie. In linea generale comunque si presenta con una colorazione molto scura, quasi nera e con un buon contenuto di silicio. Per questo motivo può essere una buona scelta per acquari arredati con molte piante, contrastando bene con il verde intenso chiaro e qualsiasi materiale di fondo altrettanto chiaro. È una roccia molto compatta e quindi di peso a volte consistente, cosa che rappresenta di fatto un handicap per il suo utilizzo. La sua compattezza è tale che a volte si fatica persino a frantumarla per ottenere parti più piccole. Non influisce sulla composizione chimica dell’acqua e quindi è adatta a qualsiasi tipologia di allestimento. Fate attenzione però perché è abbastanza ruvida nella superficie e se a contatto con i vetri può rigare facilmente qualche componente o ferire qualche pesce in caso di caduta. Ancoratela quindi bene al fondo ed evitate possibili cadute dovuti a movimenti di sabbia generati da pesci che amano rovistare in prossimità. E’ una scelta molto economica: rocce di basalto hanno un prezzo molto accessibile in qualsiasi negozio di materiale decorativo da giardino.

PORFIDO

Il porfido è una roccia vulcanica effusiva, ovvero anch’essa viene a formarsi a causa del raffreddamento più o meno repentino, del magma con l’aria terrestre. La sua forma è molto caratteristica, in quanto si presenta con composizione microcristallina di fondo, che le concede una certa lucentezza e brillantezza. I cristalli interni più abbondanti sono quelli di quarzo e per questo motivo spesso viene definita come porfido quarzifero. Le colorazioni possono essere differenti: in commercio troviamo facilmente pietre rosse o verdi, entrambe caratterizzate da particolari venature bianche. Essendo di origine vulcanica, in acquario può trovare vasto impiego in diversi allestimenti: infatti, non comporta alcuna variazione della composizione chimica dell’acqua e quindi è adatta sia ad allestimenti acidi e teneri che duri con ph elevato. Ovviamente non passa inosservata in acquario, soprattutto per il suo colore, quindi non esagerate nell’utilizzo, ma qualche elemento posto in posizioni particolari potrebbe dare molto risalto al contrasto che effettua sia con fondi scuri che chiari. Adattissima quindi a diversi abbinamenti cromatici, può essere un piccolo elemento prezioso all’interno di un layout ricco di piante.

ARDESIA

L’ardesia è una pietra molto utilizzata in acquario e abbastanza diffusa. È la cosiddetta pietra da lavagna in quanto è l’oggetto più comune nel quale viene impiegata come base per la scrittura. Già questo vi rende l’idea delle caratteristiche della pietra della quale stiamo parlando. L’ardesia infatti è frutto della sedimentazione di un limo molto sottile che ha generato di fatto una pietra tenera e facilmente lavorabile a più strati. Anzi, addirittura a determinate temperature tende a sfaldarsi completamente. Ha quindi un peso leggero ed è facilmente plasmabile in forme a mò di lastra. Questa sua caratteristica la rende molto efficiente per essere utilizzata in acquario per la formazione di terrazze o barriere di contenimento. Ma non solo: la possibilità di porre una grossa porzione in verticale consente una certa facilità di deposizione da parte di specie che richiedono proprio queste condizioni. Inoltre, vista la sua superficie molto liscia, attrae altre specie riproduttive che necessitano di substrati levigati per la deposizione delle uova adesive. Come vedete il suo  utilizzo quindi è molteplice e senza grandi problematiche: considerate infatti che non altera i valori chimici dell’acqua e quindi potete utilizzarla in qualsiasi tipologia di allestimento. Il suo colore è scuro, un misto tra il grigio intenso e il verde cupo: la prima colorazione è quella più utilizzata nell’allestimento di acquari, sia come lastre che come pietre più corpose. In entrambi i casi queste colorazioni risaltano bene con fondi sabbiosi e chiari, oltre che con piante dal colore verde brillante.  

GRANITO

Il granito è una roccia magmatica molto decorativa in quanto si presenta con una struttura olocristallina che da risalto e lucentezza all’elemento. Non a caso ha composizioni anche elevate di quarzo al suo interno che garantiscono questa sua caratteristica. La sua formazione avviene grazie al raffreddamento lento del magma a diverse profondità: molto si è discusso sul processo di formazione di questa roccia e diverse sono le teorie a riguardo. Quella forse più interessante riguarda la cristallizzazione frazionata, che secondo questa teoria, avverrebbe già all’interno della camera magmatica. Tralasciando concetti troppo specifici, possiamo però dire che il granito, a prescindere da quale sia effettivamente il suo percorso di formazione, si presenta come una pietra molto compatta e altrettanto pesante. Va da sé che l’utilizzo in acquario dovrà essere ponderato correttamente in quanto una presenza consistente rischierebbe di esercitare una pressione notevole sul vetro di fondo della vasca con conseguenze immaginabili in fatto di sicurezza. Pertanto utilizzate solo qualche elemento compatibilmente con le dimensioni del vostro acquario. Non modifica i valori chimici dell’acqua, quindi è adatta a qualsiasi tipologia di allestimento. La sua colorazione, che va dal grigio al rosa chiaro, fino al verde, è molto caratterizzata dalla presenza dei microcristalli di quarzo. Può essere quindi un ottimo elemento centrale di richiamo di un allestimento un po’ alternativo.

ZEOLITE

La zeolite è una roccia naturale di origine vulcanica che presentano una struttura a base di alluminosilicato intrappolato all’interno di numerose cavità. Si capisce bene quindi che ci troviamo difronte ad una pietra molto porosa. Non a caso lo stesso nome significa “pietra che bolle” e deriva dal fatto che il suo scopritore scaldandola molto, notò diverso vapore fuoriuscire dai suoi pori che testimonia la sua capacità di trattenere acqua. La sua struttura è quindi facilmente lavorabile, ed è facile ottenere piccole porzioni di essa. In campo acquariofilo la zeolite può essere utilizzata per vari scopi: uno fra i più interessanti consiste nel suo utilizzo come materiale filtrante, ad elevata azione adsorbente. Infatti, grazie alla sua elevata porosità, questa pietra sembrerebbe in grado di trattenere sostanze tossiche come l’ammoniaca. Ovviamente in questo utilizzo è molto importante valutare la consistenza dei pori delle pietre, in quanto la sua azione catalitica dipenderà proprio da questa caratteristica. Un altro utilizzo consiste invece nell’arredamento estetico del layout: di colore bianco o grigio chiaro, ben si presta ad essere utilizzata con substrati scuri. Potete usare o delle porzioni di roccia vera e propria, oppure dei ciottoli sparsi sul fondo, facilmente ottenibili. Non modifica i valori dell’acqua, quindi è utilizzabile su vasta scala e in qualsiasi occasione. È ovviamente molto leggera e quindi sarà necessario aspettare che si riempia d’acqua per andare a fondo completamente.

ROCCE ARCOBALENO

Questa roccia molto particolare proviene da diverse zone dell’America e si presenta in maniera molto particolare con una colorazione bizzarra che va dal rosato al rossiccio impreziosita da diverse venature bianche irregolari. È quindi un elemento che non passa inosservato in acquario, soprattutto considerando il fatto che spesso vengono commercializzate con diverse cavità create ad hoc. Rocce di questo tipo con uno o due buchi sono facilmente acquistabili nei vari negozi di acquariofilia. Personalmente ritengo che sia un elemento da utilizzare con cautela, in quanto rischierebbe di appesantire il layout dal punto di vista estetico se non inserita con parsimonia. La sua origine è comunque vulcanica e presenta una superficie granulosa e composizione silicea: non altera i valori dell’acqua quindi utilizzatela senza grandi problemi. Il fatto che sia bucata artificialmente in maniera quasi precisa, la rende più simile ad un oggetto artificiale che a una roccia naturale, pur essendolo in pieno. In ogni caso se utilizzata, le sue cavità daranno rifugio ai vostri pesci oppure saranno utili per eventuali riproduzioni. Da valutare molto attentamente l’accostamento cromatico con gli altri componenti dell’arredo che avete scelto, in quanto non sempre si sposa facilmente in acquario con il paesaggio creato.

QUARZO

Il quarzo non ha bisogno di molte presentazioni, essendo il minerale più abbondante nella crosta terrestre forse il più conosciuto. Si presenta con una struttura cristallina costituita da tetraedi di silicio ed ossigeno, che vanno a formare tante spirali con andamento destro o sinistro. È sicuramente uno dei costituenti di alcune rocce magmatiche, come il granito, oppure di altre sedimentarie, come l’arenaria. Essendo il minerale più diffuso nella crosta terrestre ha una molteplicità di tipologie differenti. Sicuramente possiamo dire che in acquario viene utilizzato soprattutto in formazione di piccoli granuli per costituire il substrato ultimo dell’allestimento, quello estetico per intenderci e direttamente visibile all’osservatore. In questo contesto il quarzo viene lavorato per ottenere particelle di diverse dimensioni a seconda delle esigenze di allestimento. Le colorazioni possono essere differenti e tutte prodotte anche artificialmente dall’uomo: si parla in quel caso di quarzo ceramizzato. In generale però la colorazione naturale è bianco o rosa: con queste caratteristiche questi minerali hanno ampia lucentezza e non sempre in acquario appaiono come elementi naturali, ma per le loro caratteristiche sono più vicini a sembianze artificiali. Nonostante questo c’è chi li apprezza e li utilizza in piccole presenze per contrastare con sfondi scuri e generare simpatici effetti luminosi nel layout. Non modificano la composizione chimica dell’acqua.

ARENARIA

L’arenaria è una roccia sedimentaria, fondamentalmente costituita da una serie di granuli molto sottili e dalle dimensioni di piccoli granelli di sabbia. Questi granuli possono avere diverse consistenze a seconda della zona di provenienza: in generale però la maggior parte di essi è costituita da quarzo, che con la sua robustezza tende a dare fisicità a tutto il corpo lapideo. Questi granuli sono tenuti insieme da una sorta di cemento solidificato che prende il nome di matrice. La formazione di questo agglomerato avviene di fatto attraverso il trasporto da parte del vento di diverse sabbie, oppure in acqua, mediante l’azione della corrente di fiumi, mari e oceani. In base alle ragioni della sua formazioni potrete trovare elementi di forma differenti: l’arenaria formatasi in acqua avrà contorni più arrotondati, mentre quella terrestre sarà più spigolosa. In entrambi i casi però vi troverete difronte ad una pietra porosa: il suo bell’aspetto e la sua facilità di lavorazione, la rendono utile in acquario per riprodurre scenari anche studiati a tavolino, con formazione di caverne e rocciate. Ovviamente vista la sua derivazione molto varia, si presenterà con colorazioni e tonalità altrettanto numerose: dal grigrio, all’ocra, al rosato fino a tonalità scure. Tenete conto che visto che la formazione della roccia è sedimentaria, sono diverse le componenti che possono partecipare in questo processo: per questo motivo è bene effettuare sempre la prova dell’acido muriatico per verificare se contiene carbonati di calcio oppure no. In generale possiamo affermare che gli elementi costitutivi della matrice sono quasi sempre, silicio, ferro e carbonato di calcio, quindi utilizzatela in ambientazioni  con acque basiche e dure.

CIOTTOLI DI FIUME

I ciottoli di fiume sono sassi e rocce di caratteristica conformazione ovale o sferica e dalla superficie sorprendentemente liscia. La loro formazione avviene grazie all’azione dell’acqua che esercita un’attività levigante costante. È quindi una roccia completamente naturale in quanto l’uomo non interviene minimamente nella sua conformazione. Ovviamente ne esistono di diverse dimensioni e vari colori, ma in particolare quello maggiormente diffuso e più apprezzato in acquariofilia è il grigio chiaro. Altro colore molto bello esteticamente è il bianco puro. Sono a volte molto pesanti e non sempre è possibile ospitarne molti in acquario a meno di vasche molto grandi e resistenti. L’utilizzo principale è quello di vasche arredate per ciclidi africani, dove ammassati uno sopra l’altro rendono l’habitat pienamente rispondente alle aspettative degli ospiti. Sono ovviamente calcarei quindi avranno anche l’aspetto positivo, in questo caso, di aumentare la durezza e il ph dell’acqua. Grazie ad essi potrete creare grotte accoglienti e siti per le riproduzioni di molti ciclidi: la superficie levigata sarà un ottimo substrato di deposizione. Fate attenzione al loro posizionamento però: la loro forma li rende facilmente rotolabili dalle proprie posizioni e quindi pericolosi per i vetri della vasca. Una buona accortezza è quella di porre una rete di plastica tra il substrato e la rocciata per evitare che ciclidi turbolenti possano scavare in prossimità dei loro punti di appoggio. Contrastano benissimo con fondali sabbiosi chiari, bianchi o avorio, con i quali il loro grigrio delicato avrà un impatto molto artistico. Sceglieteli di varie dimensioni in modo da simulare una rocciata che sia più naturale possibile. Anch’essi sono di facile reperimento in quanto spesso vengono utilizzati per arredare giardini zen, quindi non avrete difficoltà a trovarli nei vari negozi a tema della vostra città. Se vivete in prossimità di qualche fiume non avete che da farvi una passeggiata nelle vicinanze. Fenomenali per la realizzazione di un Malawi.

MARMO

Il marmo è una roccia metamorfica che si forma prevalentemente da rocce sedimentarie composte per lo più da carbonato di calcio. Il suo colore è molto variabile e dipende essenzialmente dalla presenza di minerali rilevati nella roccia sedimentaria originaria. Attraverso un forte contrasto di temperatura e pressione, questi minerali vengono cristallizzati nella definizione del marmo che tutti conosciamo. Ovviamente meno impurità minerali saranno presenti, più il marmo assumerà una colorazione bianca. In generale comunque si tratta di una pietra porosa, capace di trattenere sostanze liquide. È molto pesante, e questo ovviamente non gioca a favore di un suo utilizzo in acquario. Inoltre, non è sempre semplice trovare la pietra grezza, nel senso che quasi sempre risultano disponibili solo lastre lavorate e applicate ai più svariati utilizzi. In acquario, al di là della sua pesantezza che non vi permetterà un utilizzo massiccio, dovete fare attenzione al fatto che è calcarea, e quindi evitatela in situazioni di acque acide e tenere. Sicuramente non è delle più diffuse in campo acquariofilo: di solito vengono utilizzate solo piccoli frammenti residui dalle lavorazioni di qualche marmista e usati per rendere più attraente il substrato superiore dell’acquario.

PAGODA

La pagoda è una pietra molto particolare che si presenta con una formazione a strati molto caratteristica. Questa sua forma in realtà appare abbastanza artificiale una volta inserita in acquario e spesso tende più ad apparire come una sorta di legno di torbiera più che una roccia vera e propria. Infatti la sua colorazione rosso marrone scuro ricalca perfettamente quella dei legni citati. Può essere utilizzata tranquillamente in acquario perché di fatto risulta inerte, quindi non modifica i valori chimici dell’acqua. Grazie a queste caratteristiche può essere utilizzata come unico elemento di richiamo, magari attorniata di piante con le quali darà vita ad un contrasto davvero interessante dal punto di vista cromatico. Oppure in numero più elevato può riprodurre un’ambientazione amazzonica ricordando le sembianze dei legni caduti in acqua. Viene oggi molto commercializzata dai negozi di acquari e non faticherete a trovarne la disponibilità.

FONTI IMMAGINI: swisseduc.ch; newtaristeme.it; win.liceoariosto.it; eshop.ciottoli.it; consigli-salute.com; pietramarmo.com; petparadise.it; benazzo.com; acquariomania.net; wpage.unina.it; tropicalfishh.it.
Aggiungi ai preferiti : Permalink.

2 commenti

  1. Buon giorno volevo aquistare pietre laviche nere e marrone per aquario volevo sapere come aquistare e il prezzo a quantitativo

    • Vittorio Di Berardino

      Buongiorno, onestamente non saprei dirle il prezzo preciso per le pietre laviche, nel senso che secondo me può variare molto a seconda dell’esemplare di pietra che viene acquistata. Io ad esempio ho acquistato una pietra con molte caverne interne ovviamente ad un prezzo maggiore rispetto ad una classica. Credo tra l’altro che on line ci sono diversi negozi che vendono laviche, e suppongo tutti ad un prezzo diverso: a parte la differenza di quotazione (che penso vada comunque al kg) esiste salvo rari casi la problematica che non si conosce la forma della pietra che si acquista. Pertanto il mio consiglio è di recarsi presso uno dei garden della propria città ed acquistare le pietre avendole visionate personalmente in base alle proprie esigenze. Io ad esempio ho fatto così, e se non ricordo male con una quarantina di euro ho riportato a casa uno scatolone di pietre. Poi per renderle più confacenti al mio layout le ho bucate (in alcuni casi) con una punta a tazza per trapano rendendo successivamente i buchi poco precisi per dare un effetto più naturale alla cavità (che altrimenti sarebbe apparsa evidentemente artificiale). Inoltre, nei garden solitamente si trovano anche altre pietre ugualmente utili e/o utilizzabili per acquario: pensi all’ardesia, oppure a pietre calcaree bucate naturalmente, o addirittura ciottoli grandi arrotondati o piatti. La scelta è ampia in base all’allestimento che si intende realizzare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *