Acquario fai da te – Parte I : La vasca in vetro

Chi di noi non ha mai provato a costruirsi una vasca in assoluta autonomia, affascinato dall’idea dell’autocostruzione dell’acquario? Chi più, chi meno, qualche pensierino l’abbiamo fatto tutti! E se state leggendo queste righe probabilmente è così anche per voi. Prima di procedere nel raccontarvi come sempre della mia esperienza, credo sia fondamentale stabilire un nodo cruciale dell’argomento: esiste una convenienza economica nell’impresa oppure no? I pareri sono discordanti e le risposte dipendono da altrettanti numerosi fattori. Se state cercando di riprodurre in tutto e per tutto un acquario venduto in commercio di ottime fattezze, onestamente non troverete nessuna convenienza economica nella costruzione casalinga, e nella migliore delle ipotesi, riuscirete a spendere la stessa cifra di un acquisto in negozio, ma con molta fatica in più. Se invece vi interessa molto l’aspetto ludico della cosa e volete costruirvi un acquario che sia assolutamente personale e preveda delle soluzioni non proprio in linea con le vasche commerciali ma altrettanto efficaci, allora la convenienza esiste. Inoltre, l’autocostruzione è quasi d’obbligo allorquando le misure da prendere in considerazione, ad esempio per riempire uno spazio creatosi nella nostra sala o nel soggiorno, siano fuori dalla portata delle vasche commerciali. Capirete da soli quindi che la componente emozionale è quasi tutto in questa operazione e ciò che deve spingervi all’impresa è l’orgoglio di esporre una vasca fatta da voi stessi, nonché il divertimento durante il cammino e la progettazione.

Per quanto riguarda la mia esperienza, che sto per raccontarvi, il tutto parte dall’esigenza di avere un cubo da riproduzione per Discus di misure 50x50x50: il metodo utilizzato vale però per qualsiasi altra misura, acquisendo pertanto una valenza quasi universale. In concreto, ho ben pensato di sostenere questa spesa spinto non solo dall’esigenza riproduttiva dei miei amici Discus, ma cercherò di lasciare spazio a diverse scelte alternative, in modo da poterlo utilizzare un domani anche per altri scopi che non siano quelli iniziali.

Innanzitutto occorre ponderare bene l’occorrente, cioè la materia prima necessaria: il vetro. Assodato che le misure che vogliamo riprodurre sono 50x50x50, e che lo spessore dei vetri da utilizzare sarà di 8 mm (era sufficiente anche uno spessore da 6 mm ma non voglio risparmiare proprio su questo!), bisogna calcolare bene la misura delle lastre di vetro da ordinare al vetraio. Ho deciso di non costruire un filtro interno, ma di affidarmi ad uno esterno messo a maturare nel mio acquario già avviato: in questo modo avrò sempre un filtro volante pronto all’utilizzo nel momento in cui avrò necessità di utilizzare il cubo. Quindi nel mio caso dovrò acquistare solo le lastre necessarie alla costruzione della vasca:

  • 3 lastre da 50×50
  • 2 lastre da 52×50

Queste misure nascono dal fatto che voglio siliconare i vetri laterali, frontale e posteriore ai lati della base, facendoli poggiare direttamente a terra. Inoltre, posizionerò il vetro frontale e posteriore in posizione di continuità rispetto agli altri. Questo consente di distribuire meglio la pressione dell’acqua sui vetri, rispetto alla soluzione di siliconarli direttamente sulla base. Inoltre, in questo modo posso mantenere interamente il volume effettivo del litraggio che desidero, ovvero 125 lt. Pertanto, da tutto ciò si evince che il vetro di fondo e i due laterali possono avere le misure di 50×50, mentre quello frontale e quello posteriore, devono essere ulteriormente aumentati nella loro lunghezza considerando lo spessore dei vetri laterali (1.6 cm per entrambi) e lo spessore della siliconatura (4 mm per entrambi). Facendo il totale dobbiamo aumentare di 2 cm, ottenendo quindi 52×50. Tenete conto che di solito il silicone da applicare viene calcolato prendendo in considerazione ¼ dello spessore dei vetri: nel mio caso avendo scelto vetri di 8 mm, applicherò appunto 2 mm di silicone per ogni siliconatura, da qui i 4 mm calcolati per entrambi i vetri laterali. Un disegno esplicativo vi farà capire meglio l’assemblaggio della vasca:

Mi raccomando, siate petulanti sulla precisione del taglio, perché onestamente è molto snervante non riuscire a completare il lavoro a causa di simili imprecisioni. In ogni caso simulate un montaggio senza silicone per accertarvi che sia tutto ok e solo dopo procedete. Inoltre, tenete conto che per effettuare una costruzione corretta sarà necessario occupare il tavolo o la stanza per circa due settimane: il consiglio è quello di utilizzare un tavolo rustico e situato in garage o in altra stanza lontana dalla casa vera e propria. Questo perché il silicone che utilizzerete può emettere solventi fastidiosi e nocivi durante la fase di ancoraggio: assicuratevi quindi che la stanza sia ben areata e non in comunicazione costante con zone vitali della vostra casa. Insomma…il discorso è quello di non utilizzare il tavolo della cucina o del soggiorno! Una rimessa andrà più che bene!

Iniziamo però subito a fare un po’ di conti: ho ordinato il vetro occorrente delle misure indicate, con tanto di molatura lucida ad una vetreria industriale per il costo di 44 euro. Credo che sia la soluzione migliore, visto che i vetrai artigiani che ho consultato proponevano costi esorbitanti. Il consiglio quindi è quello di rivolgervi a vetrerie industriali che possano garantire costi più bassi e uguale qualità nella lavorazione e nel taglio del vetro. A questo ho dovuto aggiungere ovviamente la spesa di 12 euro per altro materiale occorrente per l’assemblaggio vero e proprio:

  • due tubi di silicone acetico
  • nastro da pittore
  • pistola per silicone

Come vedete la scelta di quale silicone acquistare ricade sull’acetico. Potete acquistare qualsiasi silicone presente nei vari brico della vostra città, a patto che sia acetico e non contenga sostanze antimuffa. Io ad esempio ho acquistato il Saratoga acetico universale. Per quanto riguarda il colore, solitamente viene utilizzato il nero per evitare la formazione di sporco e antiestetiche macchie. Molto utilizzato è anche quello trasparente: nel mio caso, volendo evitare che le larve possano essere destabilizzate dal colore nero nella ricerca dei genitori, ho optato per questa soluzione. In generale il consiglio è quello di utilizzare il nero per vasche da allevamento, mentre quello trasparente appare più adatto per vasche da riproduzione. Altri materiali che vi saranno molto utili e che probabilmente avete già in casa, saranno vecchi fogli di giornale, un taglierino o una lametta, un rotolo di carta tipo Scottex, dei guanti in lattice, un metro, un pane di sapone, una confezione di acetone.

Prima di procedere all’operazione di assemblaggio vero e proprio, è necessario risolvere un altro problema di non secondaria importanza: occorre un supporto per poter siliconare in maniera perpendicolare le lastre di vetro. Anche in questo caso le teorie sono discordanti: c’è chi effettua l’operazione senza alcun supporto, chi inchioda semplicemente due tavole aiutandosi con una squadra per farle rimanere perpendicolari e chi infine costruisce una dima. Personalmente trovo utile qualsiasi soluzione, purchè sia davvero funzionale nel farvi posizionare le lastre in maniera corretta. Scegliete voi il metodo che ritenete più opportuno. Io personalmente ho riciclato vecchi fogli di truciolato che avevo in garage e ne ho ottenuto due elementi di 60×60. Ho ottenuto due squadre da un altro foglio assicurandomi quindi che siano perfettamente perpendicolari in quanto ho segato proprio in prossimatà degli angoli. Ancorando i due quadrati con le squadre ottenute, di fatto ho la certezza che anche loro siano perpendicolari tra loro. Ho utilizzato delle viti autofilettanti per il loro aggancio.

Ora che abbiamo tutto il materiale necessario, dobbiamo iniziare l’attività operativa vera e propria. Mi raccomando, maneggiate con cura i vetri, in quanto si raschiano facilmente e si rovinano in maniera irreparabile con poco. Poggiateli sempre su fogli di giornale vecchi e toglietevi qualsiasi anello o braccialetto durante le manipolazioni.

Iniziamo a preparare i vetri. Prendete il primo e posizionatelo sul foglio di giornale: segnate con il pennarello il lato in cui volete siliconarlo e la posizione (laterale, frontale o base) in modo da non avere confusione nella procedura. Sempre con il pennarello segnate la porzione di vetro che volete dedicare alla siliconatura ed applicate su quel confine il nastro. Il motivo è ovvio: una volta completata, potrete togliere il nastro ed ottenere un lavoro pulitissimo, senza sbavature. Attenzione però a considerare anche lo spessore dei vetri per tutte quelle componenti che si incastrano: questo vi sarà utile per avere siliconature assolutamente pari tra i vari vetri. Ad esempio io ho preso in considerazione il primo vetro laterale e ovviamente il vetro di fondo. Calcolando che quello laterale verrà siliconato alla base dell’altro, e che ho deciso di lasciare mezzo cm di siliconatura angolare, dovrò mettere il nastro:

– vetro di fondo: a 0.5 cm dal limite del vetro
– vetro laterale: a 1.3 cm dal limite del vetro

La seconda misura deriva dal fatto che per avere in entrambi i vetri un angolo siliconato paritario di 0.5 cm, ho dovuto considerare anche lo spessore del vetro di fondo che si incastra in quello laterale, che come sappiamo è di 0.8 cm.

A questo punto potete tranquillamente iniziare a siliconare: iniziate dal primo vetro laterale, posizionandolo sulla parete verticale della dima e ancorandolo con il nastro da carrozziere. Pulite la superficie che riceverà il silicone con l’acetone, in modo da assicurarvi una rapida presa. Fate la stessa opera di pulizia anche sulla superficie di giuntura del vetro di base che riceverà la stesura del silicone. Unite le due lastre di vetro esercitando una leggera pressione e facendo bene attenzione che i due angoli combacino perfettamente! Inoltre verificate che lo spessore di silicone lasciato tra le due lastre sia proprio quello voluto, ovvero di 2 mm. Io ho risolto questo problema disegnando direttamente sulla dima la misura che nel totale si dovrebbe avere, ovvero 51 cm (vetro di fondo + 2 mm di silicone + spessore vetro laterale). Di fatto quindi, ho tracciato un limite, rispettando il quale so per certo che il silicone applicato abbia quella consistenza. Non preoccupatevi ora di qualche sbavatura negli angoli, verranno rimosse successivamente con il taglierino. Completate la prima siliconatura ancorando anche il vetro di base alla dima con il consueto nastro. Effettuate ora la siliconatura degli angoli utilizzando per la rifinitura il vostro dito: insaponatelo e passatelo in un’unica direzione per ottenere un effetto angolo. Dopo qualche minuto potete già rimuovere il nastro prima che il silicone reticoli ed ottenere così un lavoro preciso. Lasciate tutto così per almeno 24 ore in modo che il silicone si asciughi e si compatti in maniera ottimale.

Le varie fasi della procedura

Preparazione nastro: dopo aver calcolato la porzione di vetro che verrà siliconata, si deve applicare il nastro da pittore per tutta la lunghezza del vetro in modo che venga protetta la porzione non destinata alla siliconatura.

Sistemazione vetro laterale sulla dima: la prima lastra viene ancorata alla dima con del semplice nastro da pittore, lo stesso utilizzato in precedenza.

Pulizia della superficie: le superfici del vetro che accoglieranno il silicone devono essere pulite con acetone o alcool per favorire la successiva applicazione incollante.

Applicazione del silicone: con la pistola effettuate la stesura del silicone sulla superficie del vetro di fondo che verrà appoggiata al vetro laterale.

Siliconatura: sistemare la lastra di fondo a contatto con quella laterale sistemata sulla dima; è importante che le due lastre non si tocchino e che ci sia sempre del silicone tra i due elementi. Successivamente si procede alla siliconatura dell’angolo formatosi tra le lastre; basta stendere con la pistola altro silicone e passare il dito bagnato di sapone per lisciare l’angolo.

Rimozione del nastro: dopo la siliconatura dell’angolo, si può rimuovere dopo qualche minuto e prima che il silicone reticoli, il nastro da pittore. A questo punto risulta evidente la precisione della procedura. Attendere almeno 24 ore per rimuovere le lastre.

Quando dopo un giorno staccherete le prime due lastre, procedete con cura e attenzione al siliconamento dell’altra lastra laterale, ottenendo di fatto una sorta di U, alla quale dovranno essere aggiunti solo i due vetri frontale e posteriore. Procedete anche in questo caso con la sistemazione del nastro da pittore sulle superfici da proteggere dal silicone.

Applicate analoghe precise applicazioni del nastro anche sulla lastra posteriore da siliconare: fate sempre molta attenzione alla distanza alla quale dovete posizionare il nastro rispetto al limite del vetro, calcolando bene il gioco degli incastri tra le lastre. Sistemate per bene la lastra posteriore sulla dima e procedete come sempre alla pulizia delle superfici da siliconare.

Una volta completato il tutto anche con la siliconatura della lastra frontale, non vi resta che attendere qualche altro giorno per far evaporare proprio tutti i solventi del silicone e testare la vasca.

Incrociando le dita, potete posizionarla a terra su una tavola in modo da attutire ulteriormente la pressione nelle pareti, e posizionate anche dei giornali che evidenzieranno eventuali perdite in maniera ottimale. A questo punto riempite la vasca e testate la sua tenuta: se non verranno evidenziate perdite avete fatto un buon lavoro, altrimenti, mi dispiace dirvelo, dovete staccare le lastre ad una ad una, ripulirle e rifare la procedura da capo. Per rimuovere le lastre è ottimo il filo da pesca, ma occhio alle dita, quindi utilizzatelo sempre con dei guanti alle mani.

Come vedete è un buon metodo, se applicato in maniera scrupolosa e senza fretta. L’unico inconveniente è la tempistica abbastanza lunga, ma il risultato è davvero ottimo. Altro inconveniente è l’occupazione della stanza e del tavolo per periodi altrettanto lunghi. Ma se tutte queste considerazioni per voi non sono un problema, allora potete tranquillamente cimentarvi in questa procedura! Certo, onestamente devo dire che se vi aspettate che le siliconature siano identiche a quelle delle vasche commerciali, beh, allora lasciate perdere. Ma se vi interessa invece il compromesso tra estetica e risparmio, allora il tutto fa per voi! In fondo abbiamo ottenuto un buon cubo con pochi euro. Ora non resta che progettare la base e la plancia, avendo particolare attenzione al reparto dedicato all’illuminazione.

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