Acquario fai da te – Parte II : La base

Dopo aver realizzato la vasca in vetro, il secondo obiettivo che possiamo raggiungere è quello di migliorare l’estetica generale con la costruzione di una base che accolga la vasca, attorniata da una cornice di supporto. Questo accorgimento darà i suoi frutti sia se volete lasciare la vasca aperta, sia se successivamente progetterete una copertura superiore.

In tal senso le prime problematiche che emergono riguardano soprattutto il materiale da utilizzare. La soluzione migliore sarebbe quella di orientarsi verso materiali plastici atossici, che riescano ad essere lavorati agilmente e che siano idrorepellenti, quindi molto resistenti al contatto con l’acqua. Il mercato purtroppo non ci asseconda molto in questa direzione: tutti i materiali sondati, come il Forex o il Crilex, sono disponibili in vari colori e dimensioni nei vari brico della vostra città, ma hanno dei costi eccessivi per una vasca artigianale. Mi spiego meglio: non avrebbe alcun senso aver speso 50 euro per la realizzazione del cubo, per poi spendere altrettanto, se non oltre, per degli accorgimenti estetici e di supporto.

Pertanto, la mia ricerca su quale materiale utilizzare è ricaduta decisamente sul legno. Per tutta una serie di ragioni: innanzitutto, è un materiale molto più naturale rispetto alla plastica che meglio si addice, secondo le mie modeste opinioni, al concetto di acquario; inoltre è molto più economico e si lavora senza problemi e con l’ausilio di attrezzi che ognuno di noi ha in casa, senza quindi l’aggiunta di costi ulteriori. In aggiunta, a far propendere la mia scelta verso questo materiale, sono sopraggiunte anche altre considerazioni: il legno ha una diffusione, sempre nei vari brico, enorme e variegata. Questo permette di trovare facilmente una tipologia che ben si adatti al mobilio della sala di casa nostra, rispetto ad un adattamento che si avrebbe con della semplice plastica. Nel mio caso specifico ad esempio, volendo inserire il cubo in una parete attrezzata in ciliegio, non ho avuto alcuna difficoltà a trovare elementi della stessa fattura. E così sarebbe stato anche con mobili di legno diversi: mogano, noce, acero e così via, sono tutti disponibili facilmente e in tutte le misure che desideriamo.

Stabilito cosa acquistare, non resta che progettare per bene la base. In effetti essa non ha solo una funzione estetica, ma anche pratica, dovendo fornire al vetro di base della vasca, un valido appoggio per alleggerire la pressione dell’acqua in movimento. La sua realizzazione è piuttosto semplice, in quanto per la base potete benissimo riciclare lo stesso truciolato utilizzato per la dima, ormai inutile a meno di costruzione di altre vasche. Alla fine non sarà visibile all’occhio dell’osservatore, quindi non ha senso spendere altri soldi per legni più sofisticati.

Il pannello di truciolato ripreso dalla dima

La prima operazione quindi consiste nello smontare la dima (ricordate che abbiamo utilizzato viti autofilettanti, non a caso senza colle o cose simili?), e posizionare il cubo su uno dei quadrati. Con una matita sarà molto semplice sagomare l’area adibita a base dell’acquario. Per facilitarvi l’operazione di ritaglio, applicabile con una comune sega da legname, posizionate il cubo al limite di due lati esterni. In questo modo dovrete solo tagliare gli altri due lati del legno risparmiando tempo e fatica.

Disegno dei lati della vasca sul pannello

Ottenuta facilmente la nostra base, di spessore di un cm, più che sufficiente, possiamo pensare ai lati della plancia. Per la cornice si possono utilizzare due metodi: o utilizzare altri pezzi di truciolato da pennellare con il colore che meglio preferite, oppure, come ho fatto io, potete acquistare del materiale già rivestito e in sintonia perfetta con il legno della vostra sala. Propendo a favore di questa seconda ipotesi per i motivi già esposti prima, ma anche per una maggiore facilità e velocità di realizzazione. In definitiva non ho fatto altro che acquistare una stecca di battiscopa liscio in ciliegio (evitate quelli con le guide per i ganci in plastica), delle dimensioni di oltre due metri e di altezza pari a 5 cm. Il costo è decisamente conveniente (6 euro), e l’impatto estetico ovviamente molto migliore di qualsiasi vernice passata su di un truciolato. Le misure ovviamente sono idonee a tutto il perimetro del cubo, ma se avete realizzato dimensioni diverse, acquistatene a sufficienza per il vostro caso.

Il battiscopa in ciliegio che verrà utilizzato per la cornice della base

Ora avendo il materiale della cornice, dovete scegliere come procedere: potete tagliare quattro stecche in maniera dritta per poi lasciare quella frontale e posteriore in soluzione di continuità  rispetto a quelle laterali; oppure effettuare dei tagli a 45 gradi di spigolo come comunemente si fa anche nei battiscopa utilizzati nelle abitazioni. Io ho preferito questa seconda opzione, per il semplice fatto che esteticamente si sposa perfettamente con lo spigolo della vasca, rimanendo quindi in perfetta armonia con la struttura. Inoltre appare un taglio più elegante che nasconde la parte viva del taglio stesso, cosa che non accadrebbe con l’altro metodo. Per procedere tra l’altro al taglio a spigolo, esistono dei kit facilmente reperibili a pochi euro (2 o 3) che vi faranno fare un lavoro preciso. Io ho avuto la fortuna di averlo già in casa: il suo utilizzo è semplice e alla portata di tutti.

Comodo kit di taglio per il legno a 45 gradi

Ora che con un po’ di olio di gomito avete ottenuto le vostre quattro stecche, simulate un montaggio attorno alla base: sempre meglio farlo prima che pentirsi poi per qualche dimensione sbagliata. Se anche questa prova ha dato esito positivo e i vostri angoli combaciano perfettamente, si può procedere alla fase di incollaggio. Molti consigliano della colla per legno, tipo Bostik, ma io ho preferito utilizzare il silicone perché per la vasca ne ho consumato solo un terzo di tubo, e quindi ho preferito risparmiare anche su questo. Inoltre, il silicone svolgerà perfettamente le sue funzioni, al pari della colla, quindi non appare assolutamente come una seconda scelta. Applicate quindi il silicone sui bordi della base e nelle giunture delle stecche e procedete senza esitazioni. Man mano che procedete vedrete la plancia realizzarsi ed avrete anche la possibilità di giostrare con il silicone per riempire eventuali angoli non proprio a filo: avendo utilizzato del silicone trasparente questa operazione non darà alcuna controindicazione estetica. Anzi, nel caso apparirà come una sorta di finitura molto elegante, se vi ricorderete di passare anche qui il classico dito insaponato per lisciarlo.

La base in fase di costruzione: siliconamento delle stecche di battiscopa

Dopo aver fatto asciugare il tutto per almeno un paio di giorni, potete rimuovere le eccedenze interne di silicone con il taglierino, in modo che il cubo si adagi senza ostacolo alcuno all’interno della plancia. Ora potete finalmente alloggiare la vasca al suo interno e verificare che l’impatto estetico è all’altezza delle vasche commerciali. I più scrupolosi applicano anche un sottile foglio di polistirolo tra la vasca e la base, e visto l’esiguo costo è un’aggiunta che potete tranquillamente fare. Vi consiglio di lasciare la base indipendente dalla vasca, nel senso di non siliconare i due elementi: questo vi darà modo sia di avere la vasca libera per eventuali altre future operazioni (risiliconamenti di qualche lastra), sia vi darà la possibilità di cambiare impatto estetico alla vostra plancia se ne avrete le necessità (ad esempio sostituire le stecchette con altri tipi di legno nel caso l’acquario debba integrarsi con mobilio differente).

La base completa ed applicata alla vasca

Come vedete la realizzazione di una plancia in legno è molto semplice ed economica: non mi fraintendente se spesso puntualizzo il punto di vista del prezzo dei materiali. Non sono un avaro, ma lo scopo di questa esperienza è quella di estremizzare un pochino il concetto, in modo da dimostrare che se si ha fantasia e si riesce ad arrangiarsi, un buon acquario anche dal punto di vista estetico, si può tranquillamente ottenere da soli a costi molto più contenuti delle classiche vasche commerciali. Ora, non ci resta che procedere con la progettazione e la realizzazione della cornice superiore e del coperchio che alloggerà l’illuminazione.

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