I pesci tropicali

La sezione dei Pesci ha lo scopo di fornire al lettore tutte le informazioni necessarie per scegliere con cognizione di causa quali elementi ospitare in acquario, valutando le loro esigenze e gli aspetti comportamentali. E’ presente un’area con articoli generici, riguardanti varie tematiche ed esperienze dirette di allevamento e riproduzione, ma soprattutto troverete un’esauriente raccolta di schede di allevamento delle principali specie di pesci che solitamente vengono ospitati in acquario.

In particolare la sezione delle schede è organizzata attraverso la distinzione delle varie famiglie, tenuto conto delle diverse caratteristiche che le differenziano:

  • Anabantidi: i rappresentanti di questa famiglia vivono nelle acqua povere di ossigeno dell’Africa e dell’Asia. Per questo motivo si differenziano da tutti gli altri pesci per la presenza del labirinto, ovvero un organo che permette loro di acquisire ossigeno direttamente dall’atmosfera e quindi immagazzinarlo per i successivi utilizzi. Di solito sono esemplari tranquilli, eleganti e molto affascinanti nella mostra delle loro colorate livree: l’esempio classico è rappresentato dalle specie di Trichogaster, Colisa e Betta. Altra caratteristica notevole nel loro aspetto consiste nell’avere delle pinne pelviche filiformi, che contengono delle cellule sensoriali sulle estremità. Alcune specie asiatiche, tra l’altro, emettono dei suoni gracchianti quando si riproducono o quando vengono tolti dall’acqua. Le specie africane, invece, sono ottimi predatori ed hanno disegni e colori molto appariscenti. Spettacolari i loro rituali di riproduzione: il maschio costruisce un nido di bolle in superficie ancorandolo a qualche pianta galleggiante, come la Riccia Fluitans ottima per lo scopo. Successivamente costringe la femmina a seguirlo sotto il nido e in un caldo abbraccio vengono emesse le uova e fecondate con il seme del maschio, che sarà pronto a raccoglierle con la bocca e posizionarle all’interno del nido di bolle. Dopo la deposizione, il maschio scaccia violentemente la femmina e può arrivare ad ucciderla per assumersi da solo la protezione della prole.
  • Caracidi: il gruppo dei Caracidi include più di mille specie che sono diffuse per la maggior parte in Africa e in America. Il loro habitat naturale è rappresentato da fiumi o laghi con caratteristiche geologiche molto simili. Variano molto in fatto di dimensioni, potendo annoverare soggetti di qualche centimetro fino a grandezze di quasi mezzo metro. Fate attenzione perché alcuni di essi si cibano volentieri delle piante acquatiche, mentre altri, come i Piranha, hanno una struttura molto robusta per permettere la lacerazione di carne e frutti. In effetti, in generale possiamo dire che tutti i Caracidi sono dotati di una mascella con denti molto aguzzi: l’altra caratteristica morfologica degna di nota è rappresentata da una pinna dorsale supplementare. Anche in questo caso esistono molti esemplari che vengono commercializzati facilmente nei negozi specializzati: pensate ad esempio ai molti Tetra che potete selezionare, tra cui il famosissimo Neon o il Cardinale. Dal punto di vista riproduttivo questa specie disperde le uova nell’ambiente: essendo dotate di una sostanza adesiva riusciranno ad ancorarsi da sole su legni, rocce e piante. A volte il maschio può essere dotato di alcuni peduncoli caudali che hanno la funzione di uncinare la femmina ed immobilizzarla nel momento della fecondazione.
  • Ciclidi: i Ciclidi rappresentano una famiglia molto numerosa e provengono da zone diverse dell’America, dell’Africa, dell’Asia e in parte degli Stati Uniti. Sono forse i pesci che più di tutti riescono ad adattarsi alla composizione chimica dell’acqua del nostro rubinetto in quanto apprezzano acqua basica e dura, con ph quindi molto elevato. In generale sono di costituzione robusta, ma le dimensioni e la forma variano in maniera consistente in base all’habitat di provenienza. Infatti, molti assumono dimensioni notevoli, tanto da non poter essere ospitati in acquari di media grandezza, mentre altri di dimensioni inferiori possono essere adatti a tutte le vasche. Comunque, ripeto che le differenze tra i diversi esemplari sono molte. I Ciclidi americani spesso presentano pinne dorsali e anali molto lunghe, mentre quelli della Rift Valley hanno colorazioni meravigliose che nulla hanno da invidiare ai pesci marini. In generale preferiscono tutti paesaggi rocciosi e quasi sempre divorano e danneggiano irreparabilmente la vegetazione in acquario. Sono anche pesci che producono molte sostanze di rifiuto: per questo motivo i cambi d’acqua devono essere abbastanza frequenti e regolari. A volte hanno atteggiamenti molto aggressivi essendo per natura molto territoriali, quindi fate attenzione alla popolazione che allestite. Dal punto di vista riproduttivo sono molto interessanti da osservare: la maggior parte di loro si riproducono deponendo le uova in cavità o tane create scavando nel substrato. Una volta nati, gli avannotti riceveranno molte cure parentali fino alla loro assoluta indipendenza.
  • Ciprinidi: questa famiglia comprende più di mille specie di esemplari. Non ha una collocazione geografica ben precisa e i suoi esponenti sono diffusi in tutto il mondo. Infatti, i ciprinidi sono in grado di vivere e proliferare in quasi tutti gli ambienti acquatici, cosa che li rende molto adattabili alle diverse condizioni che vengono riprodotte in acquario. La loro forma varia molto in base all’habitat di provenienza: possono avere una forma snella o abbastanza tozza. In generale hanno una forma simmetrica tradizionale, mentre la loro particolarità risiede nel fatto che posseggono sette pinne: due paia e tre singole. Sono anche dotati di una sorta di dentatura collocata nella faringe che riesce a tritare il cibo prima che arrivi all’intestino. Gli esponenti di questa famiglia sono diffusissimi in acquariofilia, e sempre disponibili nei negozi specializzati: l’esempio classico è rappresentato dal pesce domestico per eccellenza, ovvero il pesce rosso che viene allevato tranquillamente in acqua fredda. Gli esemplari tropicali invece sono rappresentati da Barbi che occupano la zona di semifondo dell’acquario, i Dani, che essendo molto vivaci preferiscono le acque superficiali, e infine le Rasbore che occupano quasi tutte le zone della vasca e amano muoversi in branchi numerosi. Dal punto di vista riproduttivo, non è sempre semplice osservare il ciclo completo in acquario: comunque, tutti i Ciprinidi disperdono le uova e non praticano le cure parentali.
  • Ciprinodonti: questa famiglia comprende alcune centinaia di specie che vivono in ambienti acquatici molto differenti. Popolano in maniera copiosa stagni, paludi salmastre, laghi e fiumi in Australia, America, Africa, Asia e alcune zone dell’Europa. La loro forma è molto particolare, essendo in genere minuta e cilindrica, con la bocca rivolta verso l’alto per acquisire il cibo in superficie. In cattività accettano la quasi totalità di cibi commerciali e soprattutto gli appassionati vengono colpiti dalla colorazione brillante dei maschi. La deposizione delle uova avviene tra la fitta vegetazione o semplicemente nel substrato. La particolarità del loro ciclo riproduttivo consiste nel fatto che le uova possono impiegare molte settimane o addirittura mesi, prima di schiudersi. In tutto questo tempo riescono a sopravvivere a condizioni di quasi totale disidratazione. Tutto questo rende esplicito come riescano a sopravvivere in natura in condizioni estreme. Nonostante questo non sono pesci molto longevi.
  • Cobitidi: le specie di Cobitidi che di solito possiamo osservare nei nostri acquari provengono dall’India e dall’Asia. In natura questi pesci vivono in fondali di corsi d’acqua di vario genere. Per questo hanno sviluppato nel tempo una forma del corpo appiattita che gli consente di destreggiarsi sul fondale in maniera ottimale. Una loro caratteristica distintiva consiste nella presenza sotto l’occhio di una sorta di spina erettile che agisce da deterrente per i predatori. Inoltre, la loro bocca è provvista di barbigli, simili a quelli dei pesci gatto, che hanno proprio lo stesso scopo, ovvero quello di localizzare il cibo sul fondo. Non a caso la loro bocca è rivolta verso il basso e la posizione che occupano è proprio il fondo. Come gli Anabantidi e i Pesci Gatto, possono incamerare l’aria dalla superficie per poi estrarre l’ossigeno direttamente dall’intestino. Hanno di solito abitudini crepuscolari e quindi sono molto attivi durante le ore notturne, mentre durante il giorno sostano volentieri nelle loro tane. Non hanno problemi particolari riguardo l’alimentazione ed accettano quasi tutti i mangimi presenti in commercio. Dal punto di vista riproduttivo si conosce ancora poco: molti come i Pangio depongono delle uova dalla classica colorazione verde. Sicuramente i Botia sono la specie più adattabile in acquario, anche se raggiungono dimensioni notevoli.
  • Melanotaeniadi: questa famiglia comprende meravigliosi pesci dalle colorazioni intense e variegate. Non a caso vengono chiamati comunemente pesci arcobaleno, per la loro combinazione di colori che nulla ha a che invidiare ai pesci marini. Nonostante le differenze che possono distinguere diverse specie, permangono alcune caratteristiche comuni, come ad esempio le due pinne dorsali, la pinna anale con una base abbastanza lunga, la bocca ampiamente biforcata e gli occhi grandi. Questi pesci di solito hanno un carattere mite e amano vivere in gruppo. Prosperano in acque leggermente acide e amano la fitta vegetazione. La riproduzione avviene attraverso la dispersione delle uova tra le piante a foglie fine, come ad esempio muschio di Java. In natura vivono in ambienti acquatici del continente Australiano e in particolare in Nuova Guinea.
  • Pesci Gatto: altra famiglia molto numerosa che annovera oltre duemila specie diverse. La loro diversità produce esemplari molto particolari in atteggiamenti e forme: esistono pesci gatto che nuotano capovolti, altri che si spostano facilmente sulla terraferma, e altri ancora che emettono suoni o usano l’elettricità per catturare le prede. Quasi tutti provengono dall’America, dall’Africa e dall’Asia e ovviamente vivono nel fondo degli ambienti acquatici. Svolgono una funzione importantissima in acquario in quanto in virtù di questa loro attitudine, sono dei veri e propri spazzini, eliminando dal substrato tutti gli accumuli di cibo non consumato dagli altri pesci. In generale sono gregari e quindi amano essere allevati in gruppo: sono animali quasi sempre molto attivi durante le ore notturne e per questo difficilmente osservabili durante le ore di luce. La loro caratteristica principale è rappresentata dai barbigli più o meno lunghi a seconda della specie, che crescono intorno alla bocca. E’ proprio grazie a queste estensioni che nel buio riescono a localizzare le fonti di cibo. La loro pelle nella maggior parte dei casi è ricoperta da placche ossee protettive molto efficaci. Nella loro dieta fondamentale è l’apporto vegetale, tanto che se ben regolati a livello di alimentazione svolgono facilmente un’ottima azione anti alghe. Grazie alla loro bocca a ventosa possono raschiare anche le superfici più scontrose. A livello riproduttivo possono variare i loro atteggiamenti in maniera consistente: potete osservare sia la deposizione classica di uova, sia la costruzione di nidi di bolle. Molti di loro possono acquisire aria direttamente dall’atmosfera ed estrarre ossigeno dall’intestino.
  • Poecilidi: appartengono a questa famiglia molti pesci tropicali vivipari originari delle Americhe e dell’Asia orientale. Da questi luoghi di provenienza sono stati successivamente introdotti in altre aree tropicali, grazie alla loro capacità di nutrirsi copiosamente di larve di zanzare portatrici di malaria. Di solito le femmine sono più grandi ma con colorazioni meno intense, mentre i maschi presentano colorazioni molto articolate e vivaci e soprattutto pinne molto più lunghe e appariscenti. Vengono allevati in acquario con successo, anche dai principianti: sono pesci molto adattabili e per questo si adattano bene in acque dure, dove prosperano e si riproducono con molta facilità. Tra i Pecilidi più prolifici e amati in tutto il mondo, ricordiamo i Guppy, i Molly, i Platy, e i Portaspada. Sebbene si riproducano in maniera copiosa, molto spesso gli avannotti vengono decimati dai propri genitori, cosa che viene accentuata dallo spazio ristretto che determina la cattività in acquario.
  • Specie varie: molti pesci sono monospecifici, nel senso che rappresentano una unica specie all’interno del loro genere. Sono pesci molto inusuali e si presentano con poche specie rappresentative che non si addicono in nessun altro dei grandi gruppi di pesci fin qui analizzati. Per questo motivo all’interno di questa sezione viene riportata una straordinaria varietà di pesci, sia d’acqua dolce che salmastra, da poter ospitare in acquario. Essendo molto particolari sia nell’aspetto che nelle caratteristiche, non sempre risultano disponibili nei negozi specializzati: in verità tutto dipende dalla popolarità del momento. Anche in acquariofilia a volte, si diventa schiavi delle mode.

Particolarmente interessante è la sezione di approfondimento dedicata al Re dell’acquario d’acqua dolce: il Discus. Nella rubrica speciale dedicata a questo fantastico ciclide troverete tutte le tematiche riguardanti il suo allevamento di successo, tutte le problematiche da affrontare per impostare al meglio un acquario che lo ospiti e per i più audaci, anche la possibilità di conoscere in che modo guidare una riproduzione soddisfacente.

Consultate liberamente le numerose schede, e valutate bene quali pesci siano più adatti al vostro acquario: ricordatevi sempre che siamo noi a dover rispettare le loro esigenze, non loro ad adattarsi alle nostre vasche!

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